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Quintano: «Basta polemiche sterili
Ecco i conti che abbiamo trovato»

Basilicata

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MATERA - «Ora basta! Superiamo sterili polemiche, è il momento di lavorare tutti insieme». Eustachio Quintano fa il punto su Tari, Tasi, sanatoria e conti ereditati dal Comune di Matera. Prova a chiudere un capitolo che ha tenuto, inevitabilmente, banco negli ultimi mesi e lo fa con alcuni elementi ed alcune cifre. «E' arrivato il momento di fare chiarezza affinché i cittadini siano messi in condizione di capire pienamente i presupposti dell'azione amministrativa del Sindaco De Ruggeri e della sua Giunta, che se per un verso sono impegnati a risolvere i gravi problemi che attanagliano quotidianamente i materani con progetti, individuazione di nuove fonti di finanziamento, con recupero in parte  di risorse per progetti dimenticati nei cassetti  e con la definizione del Piano Strategico mai fino ad ora adottato, dall'altro hanno dovuto fare i conti, nel vero senso della parola, con un bilancio di fatto fortemente condizionato da scelte, impegni di spesa e erogazioni già avvenute da parte della precedente   amministrazione» scrive Quintano.

«E' necessario partire da alcune dichiarazioni del consigliere comunale Salvatore Adduce che ha impostato la sua campagna elettorale sul presupposto “dei conti in ordine” e di “un'amministrazione trasparente”». Quintano non risparmia critiche alla vecchia amministrazione.

«Partiamo proprio dai conti in ordine: il Piano delle Alienazioni ed il Piano delle Opere Pubbliche, entrambi documenti allegati e presupposto del Bilancio di Previsione approvati dall'Amministrazione Adduce, possono essere definiti come un grande “bluff”.

Infatti per la copertura della spesa necessaria alla realizzazione delle opere pubbliche sono previste la vendita del bosco di Timmari e somme rivenienti da oneri concessori per  un importo pari ad euro 4.750.000.

E' di tutta evidenza come i numeri riportati siano frutto di mera fantasia. Chi mai può essere interessato a comprare un bosco con i vincoli che generalmente sullo stesso insistono?

E gli oneri concessori così come previsti sono rispondenti ad un momento di forte recessione soprattutto nel settore dell'edilizia privata se si considera che a tutt’oggi l’importo incassato supera di poco il milione di Euro?

Partendo da presupposti “imprecisi”, ne consegue che tutte le ulteriori attività che ne discendono, non possono che essere approssimative, immaginate in un libro dei sogni impossibile da realizzare».

Poi l’affondo sulla Tari che merita: «Un capitolo a parte, è una tassa di scopo  finalizzata a coprire integralmente il servizio relativo al ciclo dei rifiuti: non è l'Amministrazione che determina l'importo della tassa  a carico dei cittadini, ma definito il costo totale del servizio da parte del dirigente responsabile del settore, deve essere totalmente ribaltato agli utenti.

Ma lo sanno i cittadini che i maggiori costi connessi alla cessazione dell'uso della discarica di La Martella con un incremento di quasi 450.000 mila euro al mese erano stati già deliberati il 23 aprile 2015 dalla Giunta Adduce con un aggravio totale pari all'aumentata della tassa sui rifiuti?

Quindi il Bilancio di Previsione 2015, approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 28 agosto scorso, non poteva non risentire di pesanti condizionamenti che impediscono ancora oggi all'Amministrazione l'adozione di alcun provvedimento e, quello che è più grave, il pagamento degli impegni via via assunti per un Patto di Stabilità al limite dell'equilibrio».

Poi ancora: «Destabilizzante è stato l'utilizzo indiscriminato dell'avanzo di amministrazione, finanziando spesa corrente per oltre 3 milioni di euro  per costi rivenienti da esercizi precedenti. Anche qui sorge un dubbio legittimo: non si trattava forse di debiti fuori bilancio che avrebbero richiesto la procedura del relativo riconoscimento con la  trasmissione degli atti alla Corte dei Conti per l'individuazione di eventuali responsabilità contabili?

Su questo scenario si è dovuto costruire il Bilancio di Previsione per l'Esercizio 2015 che, è bene ricordarlo, risente di un decremento di oltre 2,5 ml di euro di mancati trasferimenti statali, non disgiunto dai diversi aumenti fisiologici previsti contrattualmente dagli indici ISTAT.

I bilanci non sono fatti con le parole ma con i numeri: i conti ereditati al 15 luglio scorso, data dell'insediamento, consistevano in una spesa corrente di oltre 51 ml di euro, con entrate corrispondenti per circa 46 ml di euro, con un evidente sbilancio di circa 5 ml di euro. L'unica manovra possibile, al 15 luglio 2015, con buona parte della spesa già impegnata, è stata quella di operare sulla spesa corrente, riducendo tutte le uscite  con esclusione di quelle relative ai servizi obbligatori.

Tanto non è bastato! E' seguita poi la precisa scelta politica dell'Amministrazione De Ruggieri di non ridurre i servizi in favore delle fasce deboli, pareggiando i conti con l'incremento delle entrate deliberando un aumento per la tassa amministrativa sui servizi indivisibili»

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