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La Regione corre ai ripari per mettere in sicurezza
il sistema sanitario ed evitare il collasso totale

Basilicata

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POTENZA - La spada di Damocle sulla sanità lucana: la Regione corre ai ripari e prende tempo. Approvata ieri sera una proposta di legge della giunta per mettere il sistema sanitario lucano al riparo dall’entrata in vigore della legge nazionale (che recepisce la norma europea) sui turni di lavoro. La disposizione governativa impone nelle aziende sanitarie un riposo di almeno 11 ore dopo ogni turno di servizio nonché un tetto di 48 ore settimanali. Se la legge entrasse in vigore per gli organici medico - infermieristico del sistema sanitario lucano significherebbe il collasso e la chiusura di reparti e  ospedali.  Per questo dopo che la vicenda è esplosa sabato ieri il presidente della Regione, Pittella prima ha convocato una riunione di maggioranza (a cui hanno partecipato tutti e 13 i consiglieri che sostengono il governo regionale) e poi ha convocato una riunione della giunta.  La legge che  oggi sarà prima al vaglio della Commissione competente e poi arriverà in Consiglio si compone di 4 articoli e prevede la sospensione degli effetti della legge sui nuovi turni di lavoro. Subito dopo l’approvazione in giunta Pittella ha scritto al presidente del Consiglio, Lacorazza per la convocazione urgente della seduta di consiglio per la definitiva approvazione della sospensiva. «Il varo della legge è stato necessario - ha scritto Pittella a Lacorazza - perché l'introduzione immediata dei nuovi turni di lavoro causerebbe in molti casi l’impossibilità di garantire i volumi e le tipologie di attività attualmente erogati».

In definitiva la legge prevede che i servizi sanitari lucani siano riorganizzati entro il 31 luglio 2016. Non solo. Subito dopo l’approvazione della legge sarà costituita una task force per una analisi dello steto dell’arte e per studiare una riorganizzazione totale. In ogni caso la questione non sarà semplice visto che dai primi studi è emerso che per affrontare la riforma, così come prevista dalle direttive europee, le aziende sanitarie lucane più il Crob dovrebbero assumere oltre 300 nuovi medici e altrettanti infermieri. fatti i primi calcoli servirebbere circa 21 milioni. Una cifra non ipotizzabile per il sistema sanitario lucano. Della task force dovrebbero far parte dirigenti delle aziende sanitarie e tecnici.

In ogni caso ieri la questione è stata affrontata in una riunione di maggioranza durata circa tre ore alla quale oltre ai consiglieri regionali e al presidente Pittella hanno partecipato di Dg delle 4 aziende sanitarie più i dirigenti del Dipartimento Sanità. Non sono mancate polemiche con Lacorazza sugli scudi e con Pittella che a più riprese ha chiesto di scindere le questioni politiche da quelle tecniche.

sal.san.

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