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Partito democratico e nuovi sindaci
Scoppia un po' di pace?

Basilicata

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ALLA fine è scoppiata la pace? Magari una tregua, di quelle che ciclicamente raccontiamo nel quadro dei respiri che la politica tira per stringere alleanze e guardare avanti. I segnali si “manifestano” nello stesso giorno, uno a Potenza, l'altro a Matera. Sarà stata una coincidenza ma i fatti dicono che, più o meno contemporaneamente, quasi con una regia unica, dal capoluogo il governatore manda segnali, pur visibili tra i fumi della Sider, al sindaco De Luca. “Basta con questo clima di tensione, è ora di costruire insieme per Potenza”.

 E dalla capitale l'assessore forte della Giunta De Ruggiero, Eustachio Quintano, si lascia andare anche lui: “Ora basta, superiamo sterili polemiche. È il momento di lavorare tutti insieme”. Pur in un umano allentamento emotivo delle tensioni per la cronaca internazionale, è verosimile che il patto di distensione politica vada costruendosi in un clima a metà  tra le convenienze e – dobbiamo per forza crederci – di cammino verso obiettivi troppo importanti per continuare a beccarsi come polli in un recinto stretto. La nuova programmazione comunitaria, Matera capitale, il patto sociale. Ieri, in verità, la replica di Adduce proprio a Quintano sui conti lasciati dalla sua amministrazione dimostra quanto il clima di interlocuzione più serena sia una costruzione difficile. Aveva lanciato accuse pesanti, Quintano.La replica dell’ex sindaco è adeguata all’assalto. Eppure, se sul piano amministrativo la guerriglia è quotidiana sembrano vedersi mattoncini di buona volontà sul grande tema del 2019.

I presegnali a Matera c'erano già stati domenica in casa Pd, buon testimone Francesco Boccia. Tra il segretario Muscaridola e De Ruggiero un inatteso scambio di reciproche affettuosità. E tra “grazie al segretario” e “grazie al sindaco” sembra suggellarsi una nuova strategia nel gruppo ben perimetrato dell'asset che fa capo ad Adduce. Occhio vigile per il ruolo di opposizione, sembra essere la filosofia, ma anche marcia per un risultato. Una scelta che passa, verosimilmente, per la consapevolezza che troppo forte è stato l'investimento fin qui speso per Matera capitale per starsene ora alla finestra o, peggio ancora, ostacolarne il raccolto per il gusto di fare lo sgambetto all'avversario. Portare Matera dentro la legge di stabilità è il primo obiettivo che i democratici materani cercano di assicurarsi per una nuova paternità di merito. Certo, sullo sfondo rimangono problemi di riconoscimento e di legittimazione di ruoli. Gli antezziani, ad esempio, non si siedono a giocare a carte con il segretario che, a sua volta, non lesina pepe. Va avanti come un carrarmato per il tesseramento con le clausole di preferenza. Della serie: il passato non si scorda. Dal canto suo, il centrodestra non molla.Oggi una delegazione di Ncd (Viceconte, Taddei e Bianculli) accompagnano il sindaco di Matera e l’assessore ai Sassi dal ministro Alfano per spingere sui due punti di cui ripetutamente parla De Ruggieri: sforamento del patto di stabilità (come per Expo’) e deroga per l’ampliamento della pianta organica.

Più fatica sembra fare a Potenza il neosegretario di Potenza, Enzo Sarli. Ha iniziato a muoversi aprendo l'interlocuzione sui problemi della città, ricevendo lavoratori, occupandosi di quello che un partito dovrebbe fare. Nel frattempo le grandi alleanze lievitano e si sgonfiano ogni giorno. Lunedì sera una riunione riservata col sindaco ha visto arrivare alla spicciolata gli uomini del centrodestra, da Gianni Rosa a Cenzino Belmonte a Michele Napoli. Non c'era Michele Cannizzaro, non c'era neppure Aurelio Pace. Forse una coincidenza. Di certo la riunione è servita a De Luca per aggiornare i suoi uomini dei segnali di fumo che il governatore aveva pubblicamente lanciato al mattino, alla cerimonia di consegna degli alloggi a Bucaletto. Distensione che però non significa tralasciare paletti, sia sulla necessità di moderare le esternazioni (ancora brucia quella recente sulla mafia) e le recriminazioni (significativo il passaggio che Pittella fa su Santarsiero) sia sulla regia di una possibile nuova partita sulla Giunta allargata con un ingresso di assessori Pd. Cinque e non più sei sembra essere l’ultima proposta, su suggerimento di Margiotta. Ma il problema dei problemi resta: può Pittella accettare un’alleanza con Fratelli d’Italia? La domanda, ovviamente, vale al contrario, mentre si fa avanti Roberto Falotico, papabile alla presidenza del Consiglio, al posto di Petrone.  Il 30 novembre è la data utile per capirne di più in casa Pd. Mentre Luciano Petrullo, portavoce cittadino di Fratelli d’Italia, si è portato il lavoro avanti e ieri ha stoppato sul nascere qualunque ritorno al passato. E ora De Luca sarà recidivo?

 

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