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Nuovi turni per il personale medico e infermieristico
Scontro in aula sul ddl tampone

Basilicata

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POTENZA - La legge è urgente, ma la maratona in Consiglio per la sua approvazione è stata lunga e anche piena di polemiche. E alla fine l’ok è arrivato a tardissima serata. Una corsa contro il tempo per cercare di limitare i danni derivanti dall’entrata in vigore, da ieri, della legge che prevede nuovi turni per il personale medico e infermieristico. Con le conseguenze molto gravi  che ne deriverebbero: tagli ai servizi e anche di reparti.

La Regione ci prova con provvedimento tampone che rinvia il problema della riorganizzazione sanitaria a luglio, con la istituzione di una speciale task force incaricata di esplorare le possibili soluzioni. Ma, soprattutto, introducendo deroghe temporanee alle nuove previsioni volute dalla Ue.

La legge regionale prova a prendere tempo. Ma arriva solo in zona Cesarini, ed è polemica. In aula il presidente Pittella prova a spiegare che la Basilicata non si è fatta cogliere di sorpresa. «Il tema vero – ha detto il governatore – è la organizzazione più complessiva del Servizio sanitario regionale. Anche in sede di Conferenza dei presidenti delle Regioni abbiamo provato a chiedere chiarimenti ministeriale. Ma - aggiunge - la tentata interlocuzione non ha sortito effetti». E di certo - spiega ancora il governatore - «non si poteva pensare a un piano di riorganizzazione del sistema sanitario regionale alla luce di tempi che non avrebbero consentito un confronto con tutte le parti coinvolte». Di qui la risposta della Regione, mentre - spiega Pittella -  si attende anche l’esito di un emendamento alla legge di Stabilità nazionale che potrebbe aprire scenari meno drammatici, con una nuova proroga a vantaggio di tutte le Regioni.

Ma sul ddl approvato qualche giorno fa dalla Giunta ci sono dubbi di costituzionalità. Ed è su questo aspetto  che insiste l’opposizione. Fa da apripista, il consigliere di Fratelli d’Italia, Gianni Rosa. Chiede le dimissioni dell’assessore alla Sanità, Flavia Franconi - ieri sera non presenta in aula -  e anche del direttore del dipartimento, Donato Pafundi. «La direttiva europea è stata recepita un anno fa. I  direttori generali della Sanità lucana se sono resi conto a due giorni dall’entrata in vigore. Ora la Regione, con questo ddl, prova a coprire le responsabilità penali che ne deriverebbero per questi ultimi».

E va all’attacco anche il consigliere del Movimento 5 Stelle, Gianni Leggieri: «Non è questo il modo di risolvere il problema».

«Un provvedimento raffazzonato», sostiene Michele Napoli di Forza Italia. «Si continua ad assistere a decisioni di progressivo depauperamento di servizi e prestazioni che, complice il Governo nazionale, vedono il governo regionale in grande difficoltà sino a pensare  di approvare un ddl che, senza far ricorso ad esperti costituzionalisti, è facilmente prevedibile sarà impugnato dal Consiglio dei Ministri e costringerà la Regione a pensare ad altro». Di «effetto devastante», parla il consigliere Aurelio Pace (Popolari per l’Italia). Si dice poco attimista rispetto all’emendamento alla legge di Stabilità finanziaria. «L’atteggiamento lucano è coraggioso ma pericoloso».  Pd compatto invece sull’approvazione del provvedimento. Due gli emendamenti presentati, uno del capogruppo Cifarelli, l’altro di Nicola Benedetto (Cd). Il travaglio era cominciato a fine mattinata, in quarta commissione, dove il presidente Pittella, alla presenza dei direttori generali della Sanità e dei consiglieri, aveva provato a spiegare i fattori di complessità che hanno portato all’approvazione del disegno di legge. Ma le opposizioni hanno deciso di non prendere parte al voto (mentre il consigliere Benedetto si è astenuto), preferendo esporre la propria posizione in Consiglio. Una riunione lunga e soprattutto molto animata che sarebbe stata solo il preludio del confronto in Aula.  Chiusasi con l’approvazione a maggioranza, o meglio con soli tre voti a favore: quelli di Bradascio (Pp), Miranda Castelgrande, Spada e Polese (Pd), Pietrantuono (Psi).

 m.labanca@luedi.it

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