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Pd e De Luca, si riapre la partita
Margiotta da leader renziano incontra il sindaco

Basilicata

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POTENZA - Tutto inizia a “quadrare”. Restaino e Santochirico smettono di essere “ufficiosamente” renziani. I due ex consiglieri regionali (e tanto altro) hanno indetto una conferenza stampa domani per ufficializzare il proprio ingresso nella corrente dem renziana “Rifare l’Italia”. In anticipo rispetto a quello che sarà detto in conferenza, ieri Restaino ha spiegato le motivazioni politiche: «Stimolare un nuovo senso comune, che si rivolge non solo a quanti si riconoscono nel Partito democratico ma a tutti coloro consapevoli che il cambiamento è  possibile solo se “politico”. Proviamo a buttare giù il muro tra politica e società cercando di dare voce a chi sta pagando i costi della crisi. Oggi nel Pd in particolare in Basilicata, c'è bisogno di un rinnovato impegno politico che sia la risposta a quello che appare un'inarrestabile declino». L’ex segretario regionale del Pd spiega la nascita della corrente orfinaniana anche in Basilicata: «Sarà luogo di iniziativa e di costruzione di una rinnovata cultura politica, perché l’una non può esistere senza l’altra».

L’appuntamento è per domani alle 17 presso la sala B del palazzo del Consiglio regionale a Potenza. Oltre allo stesso Restaino e a Santochirico sarà presente anche la deputata Valeria Valente. Ora rimane nel “limbo” del detto e non detto in direzione renziana solo il sottosegretario Vito De Filippo. Che la sua destinazione finale  sia  nel maxicorrentone renziano nella sotto-area di Guerrini (con il placet anche di Boschi) non è più un mistero per nessuno. Rimane solo, per De Filippo, la decisione sul come e quando rendere ufficiale la questione per accodarsi all’emigrazione dalla minoranza alla maggioranza dem aperta da Vito Santarsiero con l’adesione alla sottocorrente di Del Rio e Rughetti e conclusasi, per il momento, con quella di Santochirico e Restaino.

Tutto questo però non è neutro. Le fibrillazioni nella renziana sono all’ordine del giorno con la leadership di Pittella non più indiscussa. O meglio, i gradi di “generale” stanno sulla giacche di Marcello e Gianni Pittella. Ma l’allargamento dell’area renziana moderata degli ex popolari (De Filippo, Santarsiero, Restaino, Chiurazzi) ovviamente  rafforza le velleità di comando del senatore Salvatore Margiotta e irrigidisce la posizione dei renziani duri (Giuzio e Antezza che dialogano direttamente con il “falco” e fedelissimo di Renzi, Lotti).

In ogni caso le vicende si intersecano a tutti i livelli territoriali e istituzionali. A tal proposito mercoledì sera ci sarebbe stato un incontro a Potenza tra lo stesso Margiotta e il sindaco di Potenza, Dario De Luca. Insomma per parlare degli equilibri in vista del rimpasto di giunta al Comune capoluogo con il sindaco eletto dal centrodestra non è andato il segretario regionale Luongo (come in passato) ma il senatore renziano Margiotta. Per i dettagli sembrerebbe che il Pd si accontenterebbe di cinque soli assessori e non sei come richiesti a suo tempo da Luongo e Speranza. Ovviamente la vicenda rimane delicata perchè De Luca oltre a limare sui numeri degli assessori deve anche sciogliere il nodo dei rapporti con Fratelli d’Italia di Gianni Rosa che da parte sua ha sempre condannato una possibile alleanza con il Pd.

E per non farsi mancare nulla si segnalano anche tensioni nel Pd materano. La vicenda è quella relativa alla composizione dell’Ufficio provinciale per il tesseramento. La squadra sarebbe stata composta ma manca un nome dopo che Franco Labriola a poche ore dalla nomina ringraziò lasciando però il partito per seguire Civati a sinistra. Sulla sua sostizione nell’organismo per il tesseramento provinciale c’è una sorta di “giallo”. Dino Paradiso (alla cui area spetterebbe un componente) il nome ad Antonio Luongo lo ha comunicato. Già da giorni. Ma il comunicato (a differenza di quanto avvenuto per l’Ufficio provinciale di Potenza) per l’avvenuta istituzione dell’organismo non è arrivato. Il punto pare essere interno all’area congressuale regionale di Paradiso al quale per accordi post congressuali spetterebbe la carica di vicesegretario regionale. Ma quell’area congressuale in 15 mesi si è trasformata. Piero Lacorazza in provincia di Potenza ne ha assunto il comando. A Matera invece la “Paradiso” avrebbe perso pezzi  con Santochirico diventato renziano e lo stesso Labriola diventato ormai un ex dem. E quindi anche una “casella” oggettivamente di secondo livello come quella di componente di un ufficio per il tesseramento diventa materia da “cuori forti”. Intanto Paradiso non commenta e si dice disinteressato a questioni non fondamentali per i lucani. Ma certo, se non dovesse essere eletto vicesegretario, qualcuno glie lo dovrà pure spiegare.

s.santoro@luedi.it

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