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Petrolio, prima vittoria politica di Lacorazza
La Cassazione dice “sì” ai quesiti referendari

Basilicata

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IL primo traguardo è raggiunto: la Corte di Cassazione ha detto sì ai quesiti referendari in materia di petrolio. Adesso la palla passa alla Corte Costituzionale che dovrà giudicare la legittimità costituzionale dei contenuti della proposta di consultazione popolare. E se anche quest’ultima dovesse esprimersi favorevolmente, in primavera, non solo i lucani, ma tutti gli italiani, saranno chiamati a esprimersi sulla proposta di abrogare parti dell’articolo 38 dello Sblocca Italia e del 35 del decreto Sviluppo. A darne notizia è il presidente del Consiglio regionale, Piero Lacorazza, che ha portato avanti l’iniziativa, coinvolgendo anche le assemblee legislative delle altre regioni. Una prima vittoria politica del presidente, dopo che dieci Regioni hanno sostenuto la campagna refendaria. Non aveva raggiunto, invece, il quorum necessario, la campagna simile promossa dai comitati “possibile” di Beppe Civati. I quesiti riguardano le trivelle in mare e la competenza dei territori a decidere in fatto di estrazioni petrolifere.

«Il lavoro fatto con i Consigli Regionali raggiunge un obiettivo importante - ha commentato soddisfatto sulla sua bacheca facebook il presidente Lacorazza -  Restiamo fiduciosi. Il 9 dicembre a Roma terremo la riunione dei delegati delle regioni promotrici del referendum. Saremo pronti e organizzati - conclude - se le norme non dovessero cambiare».

E sul primo sì della Corte di Cassazione si è espresso ieri anche Giuseppe Potenza Dc,  che avverte: «Sarebbe un grave errore politico concentrare ogni sforzo solo sul referendum. Oltre a rilanciare un percorso di confronto con il Governo, cercando di superare i conflitti di competenza, è necessario mettere in campo altre iniziative anche di mobilitazione popolare.

La posizione della Regione Emilia in proposito – continua – mi sembra non solo più saggia ma anche meno populista». Resta, però, il primo ostacolo su un cammino che ha visto la Basilicata protagonista è stata superata. Se dovesse arrivare l’ok della Corte Costituzionale, il nuovo obiettivo sarebbe quello di coinvolgere e portare al voto quanti più cittadini possibile, contro norme che riguardano la Basilicata molto da vicino. E contro cui, nei mesi, passati, i lucani sono scesi più volte in strada a difesa di mare e territori.

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