Salta al contenuto principale

L'INTERVENTO
Solo bandierine su Matera 2019: in arrivo l’effetto boomerang

Basilicata

Tempo di lettura: 
4 minuti 10 secondi

NESSUNA strategia politica. Nessuna comunione di interessi, nessuna comune volontà di arrivare ad un risultato. Solo campagne
di “bottega”.

La lettura delle ultime vicende che riguardano Matera 2019 e dell’approdo in commissione Bilancio alla Camera della legge di stabilità portano a questo tipo di considerazione. Ci sono anche gli emendamenti su Matera 2019, ma ognuno ha pensato bene di presentare i suoi.

Matera 2019 è una bandierina, una spilla da apporre al petto per prendersi il merito di un risultato. Di azioni congiunte, magari unitarie, ragionate da destra a sinistra non c’è traccia. Solo parole e dichiarazioni di intenti ma poi nei fatti si procede più che mai in ordine sparso.

Ieri la conferenza stampa di Di Maggio e Latronico. Oggi gli emendamenti del Pd. Su Matera 2019 si lavora con un obiettivo ben chiaro, “mettere il cappello” su alcune proposte, prendersene il merito. “Ma le proposte avrebbero più forza se fatte tutte insieme?” può essere l’obiezione. Già ma così anche il merito del risultato andrebbe equamente diviso e qui invece sul palcoscenico non c’è spazio per tutti. “Si rischia di non arrivare al risultato?”, anche questo è un rischio ma anche qui la risposta è semplice: “almeno ci abbiamo provato, sarà stata colpa di qualcun’altro”.

E’ questo un malvezzo della politica che purtroppo si accompagna anche all’obiettivo di Matera 2019 e che lascia in secondo piano l’ottimismo a cui il sindaco De Ruggieri ha fatto riferimento ieri. Già perchè quest’ottimismo sarebbe opportuno se tutti quanti insieme puntassero allo stesso obiettivo, invece qui l’obiettivo è mettersi in mostra e definire una primogenitura o dire comunque “ci abbiamo provato”. Quanto realmente interessi di Matera 2019 non è dato sapere. Sarebbe stato auspicabile che tutti i parlamentari lucani avessero fatto una conferenza stampa unitaria e sottoscritto i medesimi emendamenti per Matera 2019.
Ma questo avrebbe voluto dire procedere in una direzione comune, non apporre bandierine su Matera 2019 e non avere merito in caso di risultato positivo e soprattutto non poter scaricare su alcuno le responsabilità in caso di risultato negativo. Invece così è meglio.

Ognuno per sè, tanto Matera è così grande e forte che non ha bisogno di un’azione parlamentare unitaria, va bene anche l’ordine sparso.

Così come siamo curiosi di conoscere il contenuto degli emendamenti del Pd ma c’è il fondato sospetto che non si discostino di molto da quelli di Latronico e Di Maggio. Azzardiamo tre argomenti: patto di stabilità, personale del Comune, aumento dei fondi già destinati alla cultura e aggiungiamo , al numero quattro, anche legge 771 sui Sassi.

Chi è andato dietro a chi? Onestamente ci interessa poco, certo un’azione politica unitaria, coordinata, concentrata, concentrica con l’obiettivo comune di Matera 2019 sarebbe stata auspicabile, invece continuano a contare di più i singoli, aggiungiamo anche un po’ miseri, interessi di bottega politica piuttosto che quello più generale di Matera 2019. Così di attenzione dal Governo nazionale si rischia di ottenerne poca. Del resto, diciamo la verità, se i pochi parlamentari lucani non sono in grado su questa questione di fare un’azione comune e senza bandiere politiche ed allora come si può pretendere che un’intero Governo ne tenga conto? E lo diciamo non per pessimismo ma perchè onestamente a credere davvero a quanto di buono può produrre Matera 2019 siamo rimasti in pochi.

Per il resto si tratta solo di una corsa fumosa per obiettivi fantasmagorici annunciati e non realizzati. Il Governo introduce 28 milioni per Matera 2019 e noi ringraziamo entusiasti, Renzi dice che Matera 2019 è come l’Expo ma poi di fatto in Finanziaria gli riserva le briciole. E noi ci dividiamo sugli emendamenti, alla fine si voteranno quelli del Pd o di Di Maggio e Latronico? Nel dubbio meglio non votarli, così non si scontenta nessuno. O tutt’al più ognuno voterà i propri. Già, pare la soluzione migliore.
Matera 2019? Ci vogliono ancora tre anni e abbiamo tempo. Mah! Il problema resta e diventa sempre più grande. La politica, quella con la P maiuscola, deve mostrare in questi casi di essere lungimirante, Matera 2019 è un progetto lungimirante.
Che non può andare d’accordo con chi ha il soffitto basso, a destra come a sinistra.

Ed allora il rischio del boomerang clamoroso diventa sempre più grande e le responsabilità saranno di chi in un Palazzo come Montecitorio non riesce a parlarsi su un argomento come Matera 2019. Eppure siamo convinti che Speranza, Folino, Antezza conoscano bene Latronico e Di Maggio. Nel caso sia necessario, ci rendiamo disponibili ad un’azione di mediazione. Uno scambio dei rispettivi numeri di telefono potrebbe venir utile. Per proporre emendamenti in comune. Già e poi? E le bandierine?

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?