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Arriva il nuovo Statuto in consiglio regionale
Pittella: «Straordinaria dimensione locale»

Basilicata

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POTENZA - Passate le 17 di qualche minuto, con un un tono a metà tra l’emozionato e il solenne prima Galante (nel ruolo di presidente dell’assemblea) e poi Vito Santarsiero che da presidente della prima commissione consiliare ha letto la relazione tecnica, è partito in aula il dibattito sul nuovo Statuto regionale.

Un momento epocale, al netto delle questioni di merito. Perchè dopo 44 anni dall’aprovazione del primo statuto regionale e soprattutto dopo 14 anni in cui si provava a modificarlo, ieri il Consiglio regionale ha iniziato la seduta consiliare che porterà all’approvazione della “carta” delle regole regionali. In pratica tutte quelle norme che regolano l’impianto politico e amministrativo del massimo ente legislativo regionale.

Non a caso, Santarsiero ha aperto la relazione parlando di “onore” nel poter aprrire «questo Consiglio straordinario che ha tutte le caratteristiche per essere definito "storico"».

Successivamente pieno orgoglio è stato palesato anche dal presidente della Regione, Marcello Pittella consapevole del passaggio «epocale». Questa consiliatura e i suoi protagonisti a partire dalle cariche apicali sarà in ogni caso ricordato per la scrittura delle regole.

In ogni caso la giornata di ieri è servita solo per aprire il dibattito. Per arrivare al voto e quindi all’approvazione del Nuovo Statuto regionale serviranno diverse ore in Consiglio. Si riparte oggi sul voto dei 93 articoli uno a uno e non sarà un’operazione rapida. nella migliore delle ipotesi il voto finale su tutto l’impianto di legge è atesso nella tarda serata di oggi.

Ad ogni modo sono già chiari i cardini fondamentali e gli indirizzi più importanti. Come spiegato da Santarsiero infatti si è arrivati in Consiglio dopo 18 mesi di analisi e discussioni in prima Commissione regionale e dopo 39 riunioni completamente dedicate prima alla stesura della bozza e poi all’approfondimento degli aspetti normativi fino alla riunione fiume della settimana scorsa per affrontare il tema degli emendamenti al disegno di legge originale. Insomma il dispositivo in discussione in queste ore è quello “buono” certo ci sono anche 24 emendamenti (e forse pochi altri  verranno presentati strada facendo) ma in linea di massima l’impianto è fatto. E c’è una sorta di bocciatura. Il segretario regionale del Partito democratico Antonio Luongo non è stato accontentato: nel disegno di legge non c’è quello che aveva chiesto al gruppo consiliare del Pd fino ad almeno martedì sera. E cioè che se proprio non potesse essere previsto nel nuovo Statuto l’incompatibilità tra il ruolo di consigliere regionale e quello di assessore (in caso fosse nominato in giunta appunto un consigliere regionale eletto), Luongo chiedeva che fosse prevista, e solo per questa consiliatura almeno, la norma di sospensione. In pratica la richiesta era quella di prevedere per il consigliere regionale eventualmente nominato assessore una norma che lo sospendesse dal ruolo di legislatore permettendo ai primi dei non eletti della lista elettorale dello stesso consigliere di entrare “temporaneamente” in Consiglio regionale.

Da questo punto di vista quelli del Pd alla Regione non hanno mollato di un centimetro. La speranza per Luongo ora è legata a un emendamento presentato da Forza Italia in cui appunto si chiede di prevedere l’incompatibilità tra assessori e consiglieri. Ma pare difficile che la maggioranza possa aprire a una proposta dell’opposizione.

Per il resto nei 24 emendamenti presentati c’è quello del consigliere regionale Francesco Pietrantuono che invece di certo farà discutere in Consiglio. In pratica il consigliere del Psi chiede che venga approvata una norma così formulata: “Il mandato di consigliere reginale e del presidente della giunta regionale non può essere espletato per più di due legislature consecutive”. In buiona sostanza il socialista chiede che nel nuovo Statuto venga previsto un limite di mandati. Non retroattivo: in pratica non contano le consliature del passato ma quella in corso e le eventuali prossime. Il tema ovviamente è “delicato” e va ad attaccare il futuro stesso dei legislatori attuali. In ogni caso nel dibattito pubblico e quindi davanti all’opinione pubblica sarà difficile votare per il contrario.

s.santoro@luedi.it

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