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Senza soldi
non si fa la capitale

Basilicata

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ITALIA 2019, Basilicata 2019, Matera 2019 e si potrebbe continuare fino ad arrivare al condominio 2019. Sull’importanza dell’avvenimento sembrano essere tutti d’accordo, quando si tratta però di investire, la sensazione è che ci sia una gara a girare lo sguardo dall’altra parte. Il conto alla rovescia è iniziato e ancora il quadro certo delle risorse disponibili, necessarie per permettere alla città di svolgere al meglio il ruolo che le è stato assegnato, che è quello di rappresentare il Paese in Europa, non è ancora chiaro. I Parlamentari lucani stanno provando, in ordine sparso, a far approvare alcuni emendamenti alla Legge di stabilità per iniziare a mettere dei punti fermi su tre questioni fondamentali: allentamento dei vincoli del patto di stabilità, rifinanziamento della legge 771 sul recupero dei Sassi e ampliamento del fondo di sviluppo per le attività culturali, per ora fermo a 28 milioni in tre anni (nel primo però arriverebbero solo spiccioli) e che si spera almeno di far raddoppiare. E’ notizia di ieri che otto dei dieci emendamenti presentati dal gruppo di Conservatori e Riformisti (il movimento fondato da Raffaele Fitto e di cui fanno parte i parlamentari lucani Latronico e di Maggio) sono stati dichiarati ammissibili all’esame della Commissione. In altre parole sono stati giudicati pertinenti nella materia e, quello che più conta, con copertura economica certa. Sempre ieri, il Pd ha reso noti i suoi emendamenti, con contenuti sostanzialmente simili. E’ subito saltato all’occhio il fatto che è mancato il coordinamento parlamentare tra i rappresentanti lucani su una materia che non dovrebbe ammettere divisioni di sorta tra diverse fazioni politiche. E’ chiaro che il percorso degli emendamenti non è compromesso e che probabilmente il fatto che ne siano stati presentati diversi con lo stesso argomento potrebbe aumentare le possibilità di un successo dell’iter procedurale nelle Commissioni. E’ altrettanto vero però che se le modifiche fossero state presentate con un accordo trasversale, avrebbero forse potuto ottenere un’efficacia maggiore. Colpa del sindaco De Ruggieri, hanno detto gli esponenti locali del Pd, che avrebbe dovuto convocare i Parlamentari, quasi che si trattasse di un Capogruppo. Un ruolo che ovviamente non spetta al sindaco e che peraltro il primo cittadino aveva svolto nell’inviare una lettera ai rappresentanti lucani alla Camera e al Senato invitandoli a fare pressione per modificare la legge di stabilità e ad ottenere risorse su una serie di punti ritenuti essenziali.

Come andrà a finire si saprà presto ma resta il fatto che, rispetto ai tempi necessari per predisporre quei cambiamenti indispensabili per rendere la città in grado di sopportare il flusso turistico che si presume si possa riversare a Matera nei prossimi anni, si parte con un ritardo consistente. Non è il caso di farsi prendere dall’ansia però è forse arrivato il momento di inchiodare tutti alle proprie responsabilità. Governo, Regione e Comune devono fare la loro parte senza nascondersi e per questo è necessario che ognuno dica con chiarezza quali e quante risorse prevede di investire per Matera 2019. Per far questo sarebbe auspicabile che il Comune predisponga un dossier (non culturale, quello c’è già e si è capito che non verrà modificato) sui fabbisogni reali della città per migliorare la sua dotazione infrastrutturale e di servizi. Un Piano Strategico, visto che quello perennemente in discussione probabilmente non vedrà mai la luce, che metta nero su bianco quanti soldi servono, per fare cosa e soprattutto chi deve stanziarli. Spesso si è parlato dell’ampliamento della pianta organica del Comune: quante persone devono essere assunte, con quali competenze e quanto costeranno? Stesso discorso per i progetti legati alla mobilità, alla riqualificazione urbana e alle infrastrutture: quali progetti, con che costi e in quali tempi vanno realizzati? Solo in questo modo si può fare chiarezza su cosa sarà possibile fare e cosa no. Sulle infrastrutture di accesso alla città è ormai chiaro che si punta unicamente sulla strada Ferrandina-Gioia del Colle che non vedrà la luce prima del 2030, se tutto va bene, mentre il Governo spaccia per investimenti legati a Matera 2019 il completamento di progetti vecchi di almeno 20 anni: Bradanica, SS96, potenziamento (sic) della rete Fal, velocizzazione (sic-sic) della linea Fs Potenza-Foggia e treni veloci (sic-sic-sic) fino a Metaponto. Equivoci che vanno smascherati. Forse un po’ più di coraggio e di protagonismo non guasterebbe, perché non c’è scritto da nessuna parte che Matera debba per forza accettare il ruolo di Capitale, se nessuno lo vuole. Cosa succederebbe se la città decidesse che non ci sta a presentarsi con le pezze ai pantaloni all’appuntamento con il 2019 e rinunciasse al titolo denunciando le responsabilità della defezione? A Matera i turisti arriverebbero comunque, forse a Palazzo Chigi però qualcuno si accorgerebbe che Cristo non si è fermato a Napoli col Freccia Rossa.

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