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Nuovo Statuto regionale
Tra ricordo ed orgoglio

Basilicata

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POTENZA - Rispetto e ricordo per i fondatori e gli ispiratori del primo Statuto, quello fondativo del 1971 quando nacque appunto l’ente Regione ma anche orgoglio per la consapevolezza di stare per scrivere un pezzo di storia regionale. Numerosi gli interventi ieri in Consiglio regionale durante la prima fase dei lavori per il Nuovo Statuto.

In particolare il presidente della Regione Marcello Pittella ha esordito: «Oggi stiamo scrivendo una importante pagina nella lunga e nobile storia della Basilicata. E  riprendendo la tensione etica e responsabile dei fondatori della nostra regione, fra cui solo per citarne alcuni, Emilio Colombo e Vincenzo Verrastro stiamo consegnando ai nostri figli il nuovo statuto che mette al centro la persona e i suoi diritti fondamentali». Marcello Pittella quindi ringraziando Vito Santarsiero «per il grande impegno profuso e per la ricostruzione fedele e puntuale della genesi del regionalismo e della nostra regione» ha poi aggiunto: «Questa  è per noi una straordinaria occasione per fare un’azione introspettiva, capace di non perdere di vista la memoria e il lavoro di chi ci ha preceduto, nel bene e nel male. Uomini come Verrastro e Colombo hanno svolto un’azione positiva. Quando venne approvato il primo statuto, nel 1970, l’intervento di Verrastro richiamò lo spirito unitario del Risorgimento, la fedeltà ai valori democratici, della resistenza e della costituzione italiana. Credo che oggi la politica debba richiamare e consolidare quei principi recuperando il senso della responsabilità etica anche per ridare fiducia e speranza ai nostri cittadini. Dagli anni 70 a oggi la Basilicata ha conosciuto momenti di grande virtuosismo, ma anche, soprattutto nel tempo della crisi economica, grandi criticità. Oggi cerchiamo di recuperare credibilità attraverso rigore morale e etica istituzionale che devono caratterizzare il nostro impegno nelle istituzioni per ridare protagonismo e centralità alla nostra regione in un tempo in cui il titolo V rischia di essere stravolto». «Questo statuto – ha concluso  Pittella - ha la forza e la capacità di mettere la persona al centro, di valorizzare i luoghi della discussione politica e della programmazione, come il Consiglio regionale, offre strumenti di partecipazione collettiva per riavvicinare i cittadini alle istituzioni, e ci consente di avere uno sguardo europeo superando i campanili. Oggi servono meno slogan e più fatti concreti e occorre declinare il nostro impegno con maggiore responsabilità».

Da parte sua, invece il presidente del Consiglio regionale Piero Lacorazza ha dichiarato: «Emozione e soddisfazione sono i sentimenti che provo nel guidare il Consiglio regionale che discute, e spero approverà, lo Statuto della Basilicata». Per Lacorazza «il nuovo Statuto è inevitabilmente collegato alla riforma Costituzionale dopo

oltre 40 anni di vita regionale», nell’ambito della partecipazione e del governo e ci deve essere anche un Sud capace di accettare le sfida dell’efficienza e della corrispondenza tra maggiori virtù e maggiori poteri».

Sulla linea di Pittella, poi Mario Polese ha aggiunto: «Discorrere dell’importanza dello statuto e come discorrere dell’utilità dell’acqua per la vita degli esseri viventi. Ma consentitemi un momento di riflessione,  forse anche sovradimensionato rispetto al reale stato delle cose. Ma in un giorno significativo come questo, il mio primo pensiero non può non andare al primo padre Costituente lucano, Emilio Colombo, che è stato tra quelli che consentono a noi oggi di essere qui ed essere noi stessi costituenti di una carta di valori che non è quella Costituzionale ma che inevitabilmente da essa discende nella sostanza dei principi fondanti. Dopo 45 anni stiamo infatti per approvare la nostra nuova “carta d’identità”, il nuovo Statuto regionale. L’atto primo di questa legislatura che oggi giunge in questa assise grazie allo straordinario lavoro del Presidente della Prima Commissione, Vito Santarsiero, a cui va il merito di aver creduto sin dall’inizio che quella dello statuto fosse una missione possibile e prioritaria, assumendo il ruolo istituzionale di uomo di Stato, prima ancora che politico e della sintesi che le forze politiche sono riuscite a raggiungere su un atto che appartiene non a questo consiglio regionale, ma alla popolazione lucana tutta, di oggi e del passato».

Chiamato in causa, il presidente della Prima Commissione, Vito Santarsiero ha sottolineato: «La proposta di Statuto che arriva nell’aula Consiliare è la formula più avanzata, più ampia, forse anche la più ampia, ma certamente la più chiara e sentita, espressa dalla Commissione». Santarsiero quindi ha offerto un pò di numeri: «Abbiamo avuto 39 sedute di Commissione, di cui 12 dedicate ad audizioni con 22 soggetti auditi, 377 emendamenti esaminati, 14 incontri pubblici complessivi sul territorio con oltre 1500 presenze, oltre 100 interventi e 11 documenti presentati. Tutto ciò ci consente di dire che quello che approveremo sarà davvero lo Statuto dei Lucani».

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