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Il caso Santochirico? «Io lo terrei fuori»
Intervista al segretario del Pd Antonio Luongo

Basilicata

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SE dipendesse solo da Antonio Luongo, per Vincenzo Santochirico le porte del Pd resterebbero chiuse ermeticamente. Nessuna possibilità di rientrare nel partito per chi «ha favorito la vittoria elettorale e la riorganizzazione del fronte delle destre. Io spero che Santochirico se ne renda conto. C’è un problema di etica della politica che va al di là del dettato dello Statuto».

E poco importa se Santochirico nel 2015 non risultava essere iscritto al Pd per non aver rinnovato la tessera di adesione, come prontamente rimarcato dal segretario cittadino Cosimo Muscaridola.

«Non cambia niente, anzi, si tratterebbe di una nuova iscrizione. Io mi rifaccio alle parole di Guerini che a Matera ha chiaramente detto che il Pd stava con Adduce e che non ci sarebbe stato spazio per ripensamenti successivi. In ogni caso abbiamo nominato una commissione provinciale che si occuperà del tesseramento e valuterà le richieste di adesione».

Un tesseramento maledettamente complicato, dal momento che sul tappeto, oltre alla vicenda che riguarda l’ex vicepresidente della giunta regionale, ci sono partite aperte in molti comuni importanti del Materano. Questioni diverse, a parere di Luongo, che in questi casi lascia aperto qualche spiraglio: «Laddove ci sono state spaccature del centrosinistra come a Irsina si apre un problema politico che andrà compreso, discusso e affrontato. Se però si va con la destra la faccenda è diversa».

E’ quindi la destra il discrimine tra il bene e il male nel Pd. Una destra da accogliere con tappeti rossi se puntella le maggioranze in bilico del centrosinistra, come accade a livello nazionale, e con cui si può dialogare come nel caso di Potenza: «La mia opinione su Potenza è nota. Al di là del bilancio, la città deve recuperare un suo ruolo, una sua identità e per farlo occorrono persone di un certo profilo per disegnare questo nuovo percorso. Il Pd non lo farebbe per De Luca il cui destino politico poco ci interessa, ma per la città».

E’ chiaro però che dai Fratelli di An ci sarà distanza per controllare eventuali ritorni di fiamma.

Il Luongo pensiero è come sempre molto coerente e non potrebbe essere altrimenti in questa fase delicata per il suo partito. Qualsiasi cenno di confusione potrebbe portare al liberi tutti e così il segretario si affretta a sottolineare: «Anche a Matera in Consiglio comunale il Pd sta tenendo una posizione di grande responsabilità, distinguendo le tematiche legate al percorso di Capitale della cultura e quello invece dell’ordinaria amministrazione su cui il partito sta facendo opposizione com’è normale che sia. Il Pd è dalla parte delle città e fa prevalere gli interessi delle città alle contrapposizioni politiche se ce n’è la possibilità».

Un pizzico di imbarazzo in più si nota però quando si accenna alla questione degli equilibri regionali del partito che, secondo alcuni, dovrebbero essere affrontati il 12 dicembre nell’assemblea del partito: «Non c’è ancora una data stabilita, o almeno io non ho convocato nulla per il 12. Di certo si terrà tra il 14 e il 20 per affrontare tutte le tematiche che sono già note».

Argomento troppo delicato per parlarne ora. Anche perché la sensazione è che da quella riunione, la madre di tutte le riunioni del Pd lucano, potrebbero dipendere le questioni aperte a livello territoriale. Luongo non sembra però intenzionato a mettere il vestito di Babbo Natale e a dispensare regali. Ci sarà una sintesi politica solo se questa riuscirà a tenere dentro gli interessi della larghissima maggioranza del partito. Stando alle premesse un obiettivo difficile, molto difficile, da raggiungere.

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