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Le crociate di Pace
Due anni di guerre “sante”

Basilicata

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POTENZA- Se il buon giorno si vede dal mattino non c’è da meravigliarsi. Non nasce oggi la “crociata” religiosa di Pace. Il consigliere regionale dei Popolari per l’Italia, aveva infatti aperto la propria esperienza alla Regione, ormai quasi due anni fa, (era il 20 febbraio 2014) con la proposta di un assegno mensile per chi rinunciava  all'aborto. Proposta che aveva scatenato un vero e proprio pandemonio investendo tutti quei consiglieri (compresi alcuni del Pd) che in Quarta commissione avevano detto sì. La protesta di associazioni di donne, sindacati e partiti politici fu netta. La questione tra l’imbarazzo di molti fu messa tacere con “errori di inesperienza”.

Ma Pace, che tutto è tranne che sprovveduto, non si è dato per vinto assumendo nei mesi una linea politica molto radicale rispetto alle proposte laiche sui diritti degli omosessuali e sulle richieste di parità di genere. Perchè  la “crociata”  di Aurelio Pace è proseguita. Il culmine è stato raggiunto al margine dell’iscrizione della Regione Basilicata nel registro “Ready” nello scorso luglio  per l’affermazione delle scelte  anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Passati pochi giorni Pace, sostenuto da un “cartello” di consiglieri regionali di tutte le forze politiche riesce a far approvare in Consiglio regionale una mozione che impegna la Regione Basilicata affinchè «non venga introdotta la “teoria del gender” e che venga rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario (...)». Di nuovo polemiche ma con un Aurelio Pace che inizia a girare il territorio non solo lucano per spiegare la propria iniziativa. Insomma settimana dopo settimana Aurelio Pace si caratterizza per una azione politica chiara che però inizia a infastidire molti cattolici stessi  e non solo.

E si arriva al Nuovo Statuto. Pace presenta emendamenti in Commissione per iserire la parola cristiana nei principi fondamentali della Basilicata. Alla fine c’è la mediazione e passa l’indicazione “religiosa e spirituale”. E in una logica di condivisione dello Statuto pareva tutto si fosse esaurito. No perchè nel dibattito di giovedì Pace ha ricacciato un altro emendamento per richiamare le origini cristiane non nell’articolo uno ma in un altro che riguardava la centralità della persona. E in Consiglio è esplosa la polemica con Pace in che è stato protagonista di una vera e propria disputa in aula (in un consiglio per il resto caratterizzato dai toni pacati) dai toni accesi. Non bastasse il consigliere regionale ha poi diffuso note in cui invece di abbassare i toni ha alzato ancora di più lo scontro ideologico. Ma a che pro? La sensazione è che la politica delle preferenze ha in suo peso. Non si spiegano diversamente alcuni eccessi. In ogni caso la vicenda è destinata a proseguire. Tanto più che chi dice di sostenere le idee di Pace non si fa scrupoli a usare la parola “battaglia”. Insomma manca “santa” e poi non resta che dotarsi di scudi crociati.

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