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E intanto Pittella vola a “NY” per il Presepe di Artese
e Santarsiero assegna “patenti di cattolicità”

Basilicata

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È noto a molti che ieri in Consiglio Regionale, all'atto dell'approvazione dell'Articolo V del futuro Statuto lucano, si è consumato l'ennesimo scontro tra chi crede che le “radici cristiane” vadano inserite nel testo  e chi considera sbagliato o inopportuno farlo.

A conti fatti, la tradizionale e millenaria cultura cristiana della nostra Regione è stata estromessa dall’atto che esprime, formalmente e solennemente, i principi fondanti dell’organizzazione della Basilicata poiché, secondo alcuni Consiglieri regionali, il mio emendamento all'Art. V dello Statuto, che voleva essere semplicemente un esplicito richiamo alle "radici cristiane" della nostra Regione, così come sancito da altri otto Consigli regionali italiani, fosse un tentativo di traslare nello statuto stesso una confessione ed un  orientamento religioso, quello cattolico. 

Niente di più sbagliato.

La questione relativa alle radici cristiane di un popolo, specialmente in un tempo come questo che auspica la valorizzazione dell’eterogeneità delle culture e della multietnicità, è un tema fondante per la coscienza di un popolo, avendogli dato forma, valore e significato.

Rinunciare a riconoscere la fede cristiana come valore fondante della storia di un popolo significa negare il suo passato, disconoscere la sua natura e ignorare il suo portato valoriale ed etico.

Sorvolando sul tentativo del consigliere Perrino M5S, volto ad escludere le radici cristiane a favore della teoria evoluzionistica darwiniana, perché erroneamente interpretata come un orientamento e non come una tradizione culturale, il dibattito ha lasciato posto alle aggressioni del “pensiero diluito”, quello dei Consiglieri  che votano contro l’inserimento delle radici cristiane nello Statuto, ma per i quali sacrestie e processioni sono abiti comodi da indossare all’occorrenza.

Sebbene il mio emendamento abbia ceduto alla logica dei numeri, l’affermazione del portato culturale della nostra Terra è un confronto sul quale non possiamo cedere il passo. In virtù di questo non escludo di ricorrere al parere del popolo, quindi all'anima della nostra regione, alla voce della verità, che certamente ricorderà alla politica trincerata nei salotti di partito, che le nostre radici sono cristiane e nessun pensiero è in grado di negare la storia, a meno di rischiare pericolose derive.

 L’ultimo pensiero di questa riflessione va al collega Santarsiero, che replicando ad mio comunicato mi taccia di essere un soggetto che “strumentalizza la fede” ed è per questo “dannoso” per la cristianità, li che in consiglio cita Papa Francesco e la sua apertura alle religioni.

La verità, che non è uno specchio che riflette i pensieri, ma una strada che la storia traccia per orientare i nostri passi, dice altro. Il discorso che il Papa rivolge all’emiciclo del parlamento europeo a Strasburgo ha incoraggiato l’Europa e i politici europei a ritrovare le radici cristiane,

così come provò a fare Papa Giovanni II, nel 2002, rispetto alla Costituzione Europea.

Lo stesso Santarsiero che cita il Papa e si professa cattolico praticante, ma che vuole la teoria gender nelle scuole e negli asili, visto che non firma e vota contro la mozione che il Consiglio approva per arginare il fenomeno, che fa retromarcia, dopo averla firmata, quando bisognava sostenere la mia proposta di legge per le misure di sostegno sociale alla maternità e natalità.

L’attribuzione di “patenti di cattolicità” non spetta a nessuno, tantomeno al Consigliere Santarsiero, al quale raccomando prudenza di giudizio, coerenza e rispetto, per un pensiero che non è solo mio, ma che è nel portato culturale di un’intera Regione.

Regione che, su iniziativa dell’APT, grazie al sostegno del Consolato Italiano e dell’Enit e con il supporto di Sviluppo Basilicata, vede volare a New York, nella cattedrale di St. Patrick, il Presidente Pittella per omaggiare il presepe artistico di un maestro lucano: Franco Artese.

Se non possiamo parlare di cultura cristiana nello Statuto, mi chiedo quale valore abbia quel prodotto artistico  ospitato in America e realizzato da un artista lucano.

Dissimulare e seppellire il portato culturale di una Regione non è pregresso, ma una avanguardia di un neo oscurantismo.

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