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Scandalo appalti: «165 mln senza gara»
Gli affidamenti nel mirino dell’Autorità presieduta da Cantone

Basilicata

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POTENZA - Tutto nasce da una segnalazione  anonima inviata all’Autorità nazionale Anticorruzione presieduta da Cantone. Troppe “anomalie” negli appalti lucani dei servizi sanitari. Non solo nei presidi ospedalieri che fanno capo all’azienda di Matera, ma anche al San Carlo di Potenza e al Crob di Rionero. Tutto il sistema sanitario lucano sarebbe stato “infettato” da questo modo di procedere, lontano da quanto previsto dalle procedure ordinarie. Nelle segnalazioni, servizi affidati senza gare pubbliche, contratti rinnovati di proroghe in proroghe. Più che un’eccezione, ormai una prassi: i contratti pubblici affidati con procedura negoziata sarebbero  il 50 del totale di tutto il sistema sanitario lucano, per 120 milioni di euro. Ammontano ad altri 45 milioni quelli affidati con cottimo fiduciario e affidamento diretto. Frazionando gli importi di alcuni appalti, per oltre un milione e mezzo di euro e codici identificativi di gara non perfezionati per quasi 98 milioni di euro.

Un ricco faldone giunto negli uffici dell’Autorità presieduta da Cantone che ha già avviato un procedimento di vigilanza nei confronti dell’Asm. Sotto accusa l’affidamento del servizio di gestione dell’impianto elettrico, termico e di condizionamento. Dai primi accertamenti condotti, sulla base della tabella ricognitiva di tutti gli affidamenti, a partire dal 2008, delle strutture che fanno capo all’azienda sanitaria di Matera, sono emersi numeri raccapriccianti: dal 2011, l’ospedale della Città dei Sassi ha affidato il servizio con contratti prorogati ogni quattro mesi. Stessa cosa è accaduta negli ospedali di Policoro, Tinchi e Stigliano dove si va avanti a colpi di rinnovi degli affidamenti dal 2012.

Per nessuno dei presidi in questione c’è stata gara pubblica.  L’Asm ha  fatto affidamenti con procedure in economia, quindi semplificate, per quattro milioni di euro. Tutto certificato nella lettera che l’Autorità anticorruzione lo scorso 16 novembre ha inviato all’assessore regionale alla Sanità, Flavia Franconi. Con cui il Consiglio dell’organismo presieduto da Cantone convoca Regione e aziende interessate in un’audizione che si terrà il 10 dicembre e in cui i soggetti coinvolti dovranno fornire gli opportuni chiarimenti.

Nel mirino dell’Autorità è finito anche l’affidamento dello stesso servizio al San Carlo di Potenza, tramite adesione alla convenzione Consip. Sull’ospedale del capoluogo che nelle ultime settimane è stato già al centro della cronaca giudiaizaria, per l’inchiesta della Procura di Potenza sull’appalto dei servizi di pulizia, si addensano nuove ombre. L’Autorità contesta “l’illegittimità” dell’adesione a Consip: un servizio affidato per sette anni alla Manutencoop Facility managment spa. Con tanto di apliamento, con un aumento del prezzo contrattuale pari a due milioni di euro. Cose “turche” sarebbero accadute anche al Crob di Rionero. Non solo per i servizi relativi agli impianti elettrici e termici affidati con un contratto d’appalto nel 2007, prorogato fino al 2015 (dal 2012 rinnovato di sei mesi in sei mesi), integrato nel 2014 con l’affidamento aggiuntivo della conduzione della centrale termica e gestione della centrale elettrica. Ma anche per i servizi di pulizia e vigilanza scaduti ormai da anni.

All’Asp di Potenza, l’Autorità contesta di aver effettuato affidamenti diretti per tre milioni di euro. «Sono dati allarmanti» ha commentato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Gianni Rosa, che ha già presentato un’interrogazione urgente alla Giunta regionale per chiedere chiarimenti su quanto riscontrato dell’Autorità. «Siamo senza parole - commenta il consigliere Fdi - Oltre 165 milioni di euro di denaro pubblico sarebbero stati gestiti da pochi uomini, attraverso affidamenti diretti e proroghe. Uomini che sono sempre gli stessi, visto l’uso, in Basilicata, di far trasmigrare da un’azienda ad un’altra, da un ente ad un altro sempre gli stessi amici del sistema». Il collega del Movimento 5 Stello, Gianni Leggieri, parla di «fatto gravissimo» e invita il presidente Bradascio a convocare subito la IV Commissione consiliare permanente e affrontare il caso già nella prossima seduta di Consiglio regionale. 

In attesa degli ulteriori chiarimenti che arriveranno nel corso dell’udienza convocata dal Consiglio dell’Autorità del 10 dicembre, la lettera fino a ora segreta dell’organismo presieduto da Cantone è un’altra pesantissima tegola sulla sanità lucana. 

m.labanca@luedi.it

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