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La militanza comunista fin da ragazzo
Praticamente una vita per la politica

Basilicata

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Antonio Luongo, 57 anni, era nato il 26 luglio del 1958. Dal 4 agosto 2014 era il segretario regionale del Partito democratico della Basilicata. Lascia la moglie Lilli e la figlia quindicenne.

Politico praticamente da sempre. Di famiglia borghese Luongo diventa un militante della Fgci (la Federazione dei giovani del Pci) nei primi anni ‘70 e muove i primi passi nei consigli di istituto al Liceo Classico, Orazio Flacco di Potenza. Della Fcgi diventa quindi segretario provinciale e dirigente nazionale e comincia a farsi conoscere fuori dai confini. Passano gli anni e Luongo diventa un riferimento generazionale per tantissimi giovani comunisti.

Negli anni ‘80 entra nella segreteria regionale del Pci.

Alla fine dello stesso decennio vive la “svolta” da Pci a Pds al fianco di Massimo D’Alema. Nel 1990 diventa segretario regionale del Pds deklla Basilicata succedendo al braccio destro di D’Alema, Carlo Velardi che guidò il partito nei primi due anni dopo la svolta.

E’ rimasto alla guida partito praticamente fino al 1999 (al suo posto divenne segretario regionale dei Ds, Carlo Petrone) quando venne candidato dall'Ulivo per le elezioni suppletive per la Camera dei deputati nel collegio uninominale di Lauria (per sostituire Gianni Pittella, eletto al Parlamento europeo): vinse con il 65,5 per cento contro il candidato del Pdl Francesco Sisinni.

Si ricandidò quindi nel medesimo collegio alle elezioni del 2001, sconfiggendo con il 46, per cento l'ex senatore socialista Antonio Vozzi, candidato della Casa delle Libertà, che ottenne il 34,8%. Venne quindi riconfermato deputato altre due volte, alle elezioni del 2006 (eletto nella lista dell'Ulivo) e a quelle del 2008 (per il neonato Partito democratico).

Nel dicembre 2012 si candidò alle primarie per la scelta dei candidati parlamentari del Pd in vista delle elezioni del 2013, risultando il secondo classificato in provincia di Potenza, dietro a Vincenzo Folino.

Inserito quindi in seconda posizione nella lista per la Circoscrizione Basilicata, rinunciò alla candidatura alla Camera dei deputati nel gennaio 2013 in seguito al rinvio a giudizio per corruzione nel processo "Iena 2". Fu in seguito prosciolto da tale accusa nel marzo 2014 “per intervenuta prescrizione”.

Nel 2014 infine, è stato il candidato segretario regionale dell’area dem cuperliana bersaniana: secondo alla primarie dietro il renziano Braia è stato eletto segretario dall’Assemblea degli eletti per “cercare di unire il partito”.

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