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Se anche da lassù
il segretario fa da paciere

Basilicata

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POTENZA – Un vecchio adagio agrodolce dice che la sinistra si ritrova unita solo in occasione dei funerali. Ma stavolta il segnale di riavvicinamento tra due mondi trova attorno al feretro di Luongo coperto da rose rosse un terreno comune su cui manifestarsi proiettando le spaccature locali in un'ottica di ricucitura nazionale. Certo, da un lato Matteo Renzi da domani a domenica invita il suo popolo alla Leopolda numero 6, mentre dall'altro – salvo cambi di programma – sabato al teatro Vittoria di Roma la sinistra dem di Roberto Speranza, Cuperlo e dell'ex civatiano Lo Giudice terrà la sua convention alla quale sono stati invitati tra gli altri i sindaci "arancioni" di Milano, Cagliari e Genova: Pisapia, Zedda e Doria in una lettera a Repubblica ieri invitavano a cercare l'unità per «continuare percorsi che ci hanno permesso di vincere in passato e ci permetteranno di vincere in futuro», con un messaggio a Matteo Renzi: «Rafforziamo le componenti di sinistra». I protagonisti del dialogo, fino a poche ore ma non erano affatto dialoganti, come da mesi a questa parte.

Il messaggio arrivato però ieri da Potenza è questo: con tutte le differenze, quella del Pd è una famiglia. L'assist che il grande comunicatore trasforma in gol nel suo breve e intenso discorso a braccio nella chiesa di Betlemme è rivolto a Marzia, figlia di Luongo: «Se vorrai ti porteremo per mano nella grande famiglia del nostro partito». Come dire che esiste anche una politica, leggasi un Pd, di cui andare orgogliosi. Oltre che una risposta alla vocazione “minoritaria” rivendicata nel suo intervento da Folino – nel frattempo fuoriuscito dal Pd –, la frase di Renzi è un modo per ribadire che Luongo rimase nella casa madre. Anche da posizioni critiche. È, come da formula ripetuta da molti nelle dichiarazioni del dopo morte, lo spirito di servizio che ha sempre mosso l'operato del segretario fin dai tempi del Pci.

Parte tutto con l'annuncio dell’ex capogruppo Pd alla Camera che di Luongo, unico segretario regionale pd non renziano, era amico di lungo corso: Renzi, dichiara Speranza in mattinata confermando voci che si erano rincorse anche la sera dell'8, sarà a Potenza. «Un bel gesto – commenta il leader della minoranza pd, da subito in contatto con il premier dopo la morte di Luongo – e un segnale forte di sensibilità da parte del segretario del partito: il Pd è una grande comunità politica e non bisogna dimenticarlo mai. Renzi a Potenza per il funerale di Luongo è un importante segnale di unità del partito». Da notare il passaggio sulla “grande comunità politica” che ricorda la “grande famiglia” evocata dal presidente del Consiglio e la sottolineatura finale che legge la visita in qualcosa che va oltre l'opportunità umana e il protocollo politico.

Ieri, quasi a voler ulteriormente abbassare i toni, Renzi in chiesa ha ironizzato: «Ad Antonio perdoniamo anche di aver formato giovani come Roberto Speranza... Ma è uno scherzo per dire che tante persone hanno iniziato a far politica riconoscendo Luongo come un vero maestro».

Per il rendez-vous del sabato, il “correntone” – forse con la benedizione di Bersani – rilancerà un'idea di centrosinistra da ricostruire cambiando la linea di Renzi. Dunque il grande disgelo sancito ieri mattina a mezzo agenzia sarà finito già nel weekend? Speranza, da maestro di cerimonie per l'ospite illustre, tornerà ad esserne un oppositore interno che – stando ai retroscena – si unirà a chi chiede al premier di lasciare il doppio incarico della segreteria dem? Sia che durerà l'idillio sia che tornerà la maretta, resterà un fatto: la tragica uscita di scena di un player lucano avrà comunque giocato un ruolo decisivo nelle sorti nazionali del Pd.

e.furia@luedi.it

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