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L’ultimo miracolo di Luongo
Riunire il Pd alla presenza di Renzi

Basilicata

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L’ultimo miracolo politico Antonio Luogo l’ha fatto il giorno del suo funerale. Riunire il Pd e far venire Renzi a Potenza. Egli che ha speso la sua vita politica a cercare soluzioni, mettere insieme le persone, costruire condivisione nel perimetro delle responsabilità della classe dirigente, avrebbe riso di se stesso, se avesse potuto vedersi ieri mattina, approvando con quel sarcasmo che è un po' capacità di previsione e un po' comprensione per l'agire umano.  Ci vuole un attimo e poi le cose succedono. Per un giorno? Chissà.

L’arrivo del segretario nazionale del partito Matteo Renzi spiazza tutti. Ha deciso nel tardo pomeriggio di martedì, l’ex presidente dei deputati e capo della minoranza Dem, Roberto Speranza, ha insistito perché venisse a Potenza. Il premier ha cambiato l'agenda e ha detto sì. Le due città perse, il segretario parafulmine di tanti bersagli, un partito liquido, gli scissionisti, la sensibilità di un territorio per le questioni energetiche. Nulla è stato detto, ma era tutto implicito. Il premier ha colto il momento. Come dirà dal pulpito della chiesa di Betlemme, sono stati i tanti messaggi da tutt' Italia a restituirgli la popolarità diffusa di Luongo (molto toccante il ricordo di un consigliere di Bolzano che su Fb ricordava i giorni del terremoto dell’80) e dunque a fargli sentire doveroso l'omaggio a un avversario leale che aveva grande senso dei ruoli e delle istituzioni. Ma Renzi ha compreso che nella sua scappata di poche ore in Basilicata aveva la possibilità di iniziare a recuperare un dialogo con una regione che l’aspettava da troppo tempo. Lo aspettavano a Matera, a sostegno della candidatura di Adduce, quando il premier si fermò a Melfi, lo aspettavano quando decise di attraversare  il Sud lanciandosi dritto in Sicilia e in Calabria saltando a piè pari la Basilicata, lo aspettavano soprattutto per guardarlo negli occhi e dirgli che questa terra offre un grande contributo all’Italia e dunque all’Italia chiede ascolto e non disprezzo: brucia ancora la battuta sui quattro comitatini con la quale Renzi frettolosamente liquidò la sensibilità ambientalista della regione del petrolio. Dunque Renzi, nell’apprezzabile gesto di cordoglio venuto a esprimere a un uomo che lo meritava, rivolge pubblicamente anche una prima, implicita parola alla Basilicata nella casa del maggior partito che la rappresenta e che è il suo. Non è più tempo di identità granitica tra la regione e il Pd, ma Luongo ancora ci credeva.“Se tu vorrai continueremo a portarti per mano” dice Renzi alla giovane figlia di Luongo. Il futuro, sembra voler aggiungere, possiamo costruirlo insieme. Renzi sa di venire nella città di Speranza ai funerali del padre politico, e parla dopo che Vincenzo Folino, in lacrime, ha ricordato a tutti chi era Antonio Luongo. Folino, il fratello scissionista che ha smesso di credere nel Pd di Renzi. In piedi c'è Lacorazza, artefice del referendum sullo Sloccaitalia. In questo quadro di presenze che sono consapevolezza di diversità l’unica battuta politica Renzi la riserva, scherzando, proprio a Speranza che gli siede accanto: “perdono a Luongo di aver allevato te” e il grande disgelo sembra arrivare in una sala che non ha tutti gli occhi per Renzi ma che ha anche, ad essere onesti, creato un cammino di smisurate difficoltà proprio a Luongo. Il segretario smussava paziente e proprio negli ultimi giorni aveva preso a girare la Basilicata sezione per sezione a fare quello che sapeva fare meglio, parlare e ascoltare. Braia non smette di piangere, giocare senza l'avversario è meno avvincente, e in fondo alla chiesa Dino Paradiso ci ricorda che la vita è solo teatro.

Renzi non è venuto a Potenza da presidente del Consiglio, ma lo è. Lo è di un'Italia che include una regione strategica, piccola e in attesa, in un Sud che cerca da più di un secolo il compromesso giusto tra la delega e l'autodeterminazione. Alle spalle di Renzi c'è il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, lucano, democratico ingombrante. Mentre durante i funerali su twitter Bassolino commenta: non sapevo di Luongo, sono sconvolto. Si potrebbe fare un vertice sul Mezzogiorno in sagrestia. Forse Luongo, realisticamente, ne avrebbe approfittato. Renzi, astuto leader, specifica il senso della sua presenza: “Parlo da genitore e vorrei dirti, cara Marzia, che devi essere orgogliosa di tuo padre quando ti parleranno male della politica”. Il padre è ormai un feretro con le rose rosse che esce dalla chiesa tra gli applausi. Il Pd, non c'è che dire, è riuscito ancora una volta a sorprendere se stesso.

 

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