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Nuova Giunta a Potenza e ipotesi commissario
Ancora guerre di nervi nel Partito democratico

Basilicata

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POTENZA - Il Pd lucano alle prese con due nuove durissime prove. Entrambe rese ancora più ardue dalla improvvisa morte di Antonio Lungo.

La prima, da sciogliere in tempi molto più rapidi, è quella relativa al Comune di Potenza: la “trattativa” con De Luca è al momento sospesa, per nodi da sciogliere esclusivamente in casa dei democratici. Al più presto, prima che accada quello che è successo solo qualche mese fa, quando, il segretario Luongo, nell’impossibilità di esprimere una posizione che mettessi tutti d’accordo, ha dovuto comunicare il forfait al primo cittadino. Anche questa volta, come allora, è tutta una questione di numeri. Quelli che continuano a dividere le varie anime del Pd e in particolare renziani e speranziani. I cinque assessorati che De Luca metterebbe a disposizione al centrosinistra per il governo delle larghe intese non bastano ad accontentare tutti. L’area che fa riferimento all’ex capogruppo alla Camera avrebbero per due posti e in Giunta .

I renziani della “prima ora” hanno già da tempo i loro tre nomi da portare avanti , ma in questo modo rimarrebbe esclusa l’area di De Filippo che recentemente ha ufficializzato il passaggio all’area del premier. Come risolvere il problema? Si prova a ragionare sulla variabile presidenza del Consiglio, dove però gli speranziani spingono per una riconferma di Petrone, causa a cuore anche al segretario cittadino Sarli.

A quest’ultimo spetta il compito di trovare la quadra. Per lui è in programma oggi un nuovo incontro con il sindaco, ma potrà essere che interlocutorio. Il partito è rimasto fermo per due giorni per il grave lutto che lo ha colpito.

La direzione cittadina che Sarli intende convocare non potrà che slittare alla prossima settimana.

«Ma una decisione andrà presa», commenta lui. Per non correre il rischio di risultare ancora inadeguati rispetto alla sfida che la città attende da tempo. Nel recente incontro che il segretario ha tenuto con De Luca era venuta fuori l’intenzione di entrambi di andare spediti verso il nuovo esecutivo prima delle festività natalizie. Le prossime due settimane, giorni i cui si attende anche il ritorno dei parlmentari natalizi che hanno voce in capitolo, a partire proprio da Speranza e Margiotta, dovrebbero risultare decisive, in una direzione o nell’altra.

E nel frattempo incombe un’altra questione: quale soluzione per il dopo Luongo? E’ tutta in piedi l’ipotesi di un commissario inviato da Roma per traghettare il partito verso il nuovo congresso, evitando così il solito parapiglia tra correnti per decidere chi raccoglierà l’eredità del segretario appena scomparso.

Tutti d’accordo? Non proprio. E tra i più reticenti ci sarebbe proprio l’ex capogruppo alla Camera che preferirebbe, almeno fino a nuovo congresso, una scelta di continuità rispetto alla estrazione politica di Luongo. Dietro la calma dettata dalla dolorosa e prematura scomparsa del segretario regionale, si preparano già nuove tempeste.

marlab

m.labanca@luedi.it

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