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Ha vinto Piero, ha vinto Marcello
Ora lasciate vincere la Basilicata

Basilicata

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 Perchè appena si è saputo che il governo Renzi ha inserito degli emendamenti alle legge di Stabilità che di fatto recepiscono i quesiti refendari è cominciata una sorta di gara a intestarsi il merito.

La verità è che ha vinto la Basilicata. E questo conta. Il rischio oggi però è che a furia di dire “è stato merito mio e non merito tuo” si indebolisca il risultato. Quello che poi interessa ai lucani e ai cittadini.

Ma sta di fatto che è iniziata a una sorta di “gara” tra Piero Lacorazza e  Marcello Pittella a spiegare quali sia stata la ragione del successo. Lacorazza non ha dubbi: è stato grazie alla  battaglia sul referendum  e ai quesiti referendari presentati da lui stesso alla Conferenza dei presidenti dei Consigli regionale che Renzi ha fatto retromarcia.

Pittella da parte sua ricorda che il primo a parlare di referendum ma a difendere la via del dialogo con il governo nazionale è stato lui insieme al presidente della Puglia e a quello della Calabria dal palco di una manifestazione sul litoraneo metapontino.

Forse hanno ragione entrambi. Magari la vicenda è addirittura più complessa e il successo viene ancora più da lontano. Luongo infondo lo aveva detto: “Con le dinamiche internazionali e il costo del greggio che continua a scendere non sarà più strategico estrarre in mare”.

Ma sta di fatto che siamo all’oggi. E la vicenda è molto politica oltre che tecnica.

Perchè Lacorazza si è giocato moltissimo sulla vicenda delle trivelle e del Referendum. Ha subito attacchi e critiche. Qualche rimbrotto pure dal segretario regionale scomparso Antonio Luongo a cui ieri il presidente del Consiglio regionale dedica la “vittoria”. Era l’agosto scorso, sul palco della Festa dell’Unità ad Oppido quando i due non mostrarono la stessa linea politica sulla necessità del Referendum e su quella di creare una sintonia quanto più larga possibile di dialogo con il governo nazionale. Lacorazza quindi vive questo momento con il più classico dell’avevo detto io anche in chiave futuristica elettorale.

Per il governatore Pittella lo stesso è una questione delicata. Per mesi è stata attaccato e criticato da più parti per aver insistito sulla strada del dialogo con il governo Renzi nonostante la piazza urlasse il contrario. Marcello Pittella è stato bersaglio di attacchi violentissimi. E oggi che Renzi fa marcia indietro sulle trivelle in mare come aveva chiesto lui stesso non ci sta a star zitto e far finta che la mediazione in fondo ha portato a risultati anche insperati per molti versi.

Detto questo la questione è che dovrebbe essere un bene per tutti. Perchè indugiare a chi è più bravo non potrà che far male a tutti. Anche chi magari ha un pò più ragione.

Tanto più che il rischio che la sfida poi si radicalizzi tra le tifoserie è altissimo. Basta guardare sui social network. Al netto dei generali si sta sviluppando una sorta di gara a chi fa più “opinione”. Senza contare che la vicenda rischia poi di diventare terreno fertile per chi non è del Pd che ha gioco facile a ironizzare e quindi a deprezzare una vittoria che rimane (al netto del prevedibile sì del parlamento sulla Legge di stabilità agli emendamenti in questione) una buona pagina per l’intera Basilicata. Lacorazziana, pittelliana ma anche di tutti gli altri che non votano e che non usano Facebook e Twitter.

In tal senso sembra aver ragione Erminio Restaino che commenta laconico e invita a non continuare in inutili schermaglie.

s.santoro@luedi.it

 

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