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Statuto, ok in consiglio regionale
La "carta" della Regione approvata in prima lettura

Basilicata

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POTENZA - Uno statuto per tutti i lucani, ma rivolto ai più giovani perché l’idea è portare anche i sedicenni a votare per la prima volta proprio al referendum confermativo che verrà indetto dopo l’approvazione definitiva.

E’ quanto emerso ieri mattina nel parlamentino lucano al termine di una seduta quasi interamente dedicata alle votazioni in prima lettura della “Carta” della Regione. Ma aperta con un minuto di silenzio in ricordo del segretario regionale del Pd Antonio Luogo, scomparso prematuramente una settimana fa.

Adesso, in base all’articolo 123 della Costituzione, lo stesso testo dovrà essere nuovamente approvato dall’assemblea in seconda lettura a distanza di almeno due mesi dalla prima approvazione.

Il testo della nuova «Carta dei principi» della Regione Basilicata si divide in nove titoli, con 92 articoli, ed è basato su quattro parole chiave: «La persona, la solidarietà, la democrazia, la sostenibilità».

La «Carta» è stata approvata con 15 voti favorevoli (dei consiglieri del Pd, Pp, Ri, Fi, Udc, Psi, Fdi), e quattro astensioni per ragioni diverse: Gianni Leggieri e Gianni Perrino del M5s, e  Aurelio Pace e Giannino Romaniello del gruppo misto.

La Basilicata era l’unica Regione italiana a non aver ancora approvato un nuovo Statuto regionale dopo quello entrato in vigore nel 1971.

«E’ stata scritta una bella pagina della storia del Consiglio regionale». Ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Piero Lacorazza (Pd). «Dopo 45 anni da quel 6 dicembre 1970, quando Vincenzo Verrastro e la generazione dei costituenti approvarono per la prima volta le regole della democrazia regionale, la Regione, anche alla luce dei cambiamenti intervenuti a livello nazionale, ha approvato la nuova carta dei principi per dare più forza alla Basilicata e ai suoi cittadini, che hanno bisogno di istituzioni snelle, in grado di esaltare i principi della sussidiarietà e della partecipazione democratica e capaci di decidere e di difendere il nostro territorio».

Nel corso della riunione, il Consiglio regionale ha anche approvato quattro ordini del giorno collegati allo Statuto. Il primo, approvato a maggioranza - secondo quanto ha reso noto l’ufficio stampa del Consiglio regionale - è stato proposto da Perrino e Leggieri e «impegna la giunta regionale a presentare alla competente Commissione ed al Consiglio regionale entro 90 giorni dall’approvazione del testo finale del nuovo Statuto regionale, l’elenco dettagliato e il relativo crono programma degli interventi legislativi e dei regolamentari la cui approvazione è necessaria per attuare concretamente e rendere effettivamente operativo quanto previsto nell’articolato statutario».

Con il secondo odg (approvato all’unanimità) - presentato da Romaniello, Roberto Cifarelli, Vito Santarsiero, Vincenzo Robortella, Carmine Castelgrande, Vito Giuzio e Achille Spada (Pd), Francesco Pietrantuono (Psi), Luigi Bradascio (Pp), Paolo Galante (Ri), Michele Napoli (Fi), Leggieri e Aurelio Pace (misto) si impegna il Consiglio «a verificare la fattibilità giuridica di ammettere al voto i cittadini lucani che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età alla data di svolgimento della consultazione referendaria».

Il terzo odg, approvato a maggioranza, è stato proposto da Cifarelli e impegna l’assemblea «in sede di approvazione della legge elettorale» a riconsiderare «l'incompatibilità fra consigliere regionale ed assessore regionale».

Il quarto ordine del giorno, infine, è stato approvato a maggioranza, e «impegna l’assemblea a definire il limite dei mandati del consigliere regionale nel numero di 2, pieni e consecutivi, eventualmente comprensivi» anche dei periodi ricoperti nella funzione di assessore regionale».

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