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Il Pd, il Consiglio e la voglia di costruire
Intervista al consigliere regionale Mario Polese

Basilicata

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POTENZA - Il pitelliano Mario Polese dopo una settimana di “silenzio” decide di “vuotare” il sacco.

Consigliere regionale, il 2015 termina senza Luongo. Cosa le lascia? 

«E’ stata una settimana emotivamente difficile, dura. Siamo tutti più soli ora, è innegabile, accompagnati da una amara e vera consapevolezza, quella di una immensa difficoltà a sostituire Antonio. Non riesco a capire chi possa eguagliarlo con la sua autorevolezza, con il suo passato, con la sua capacità di tener dentro tutto e il contrario di tutto, con la sua terzieta. Nessun gigante come lui. Sia umanamente che politicamente, Antonio mi mancherà, ci mancherà. Nonostante la conoscenza tra noi fosse relativamente recente, sono stati due anni di contatto quasi quotidiano, di incontri a cadenza settimanale, di riflessioni e momenti anche di conforto personale. Una perdita enorme ed una eredità di spessore elevatissimo».

E’ preoccupato per il post Luongo? 

«Ora è essenziale costruire una stabilità politica senza più freni ma solo accelerate. Va rafforzata la stabilità nel Consiglio regionale, va sostenuta la governance del nostro presidente Pittella, va fatta chiarezza nei territori ma soprattutto il partito deve ritornare ad essere un centro di aggregazione, partecipazione e condivisione di idee e progetti. Un partito di donne e uomini che stia un pò più sul merito ed un pò meno sulle poltrone. Non sarà facile ma abbiamo il dovere di provarci subito».

Le manovre intestine al Pd vanno veloci tra idee di commissari o di reggenti per la continuità. La sua idea? 

«Onestamente mi interessa poco quello che accadrà da qui a qualche giorno, settimana o mese. Fosse la nomina di un reggente o un commissario. Sono convinto che avremo il nuovo segretario entro il 2016, e quasi sicuramente sarà, questa volta, espressione di quella maggioranza stabile che nel frattempo avremmo saputo costruire. Con la scomparsa di Antonio c'è la necessità di definire un quadro preciso, il mare in tempesta fino ad oggi in qualche modo governato rischia altrimenti di travolgerci tutti senza risparmiare nessuno, a partire dalla Basilicata stessa».

Si chiude positivamente sulla Giunta de Luca?

«Mi lasci dire che in questo periodo sono davvero molto amareggiato quando si parla del capoluogo. La mia Potenza è una “non città”. Tolta la spontaneità di qualche cittadino o associazione che, animato da buona volontà e forte identità, tenta di rimettere insieme i cocci, non vedo da nessuna parte senso di comunità. C'è un vuoto politico totale. Ho 33 anni e non ricordo, a memoria, un periodo più buio di questo e non posso non nascondere una certa delusione per una amministrazione a cui necessariamente inizialmente si è data una fiducia seppur condizionata. Mi affido allora al nuovo segretario del partito cittadino, Sarli, persona che conosco da tempo e di grandi qualità umane e professionali. Solo riappropriandoci dell’agenda politica della città, possiamo porre le basi per quella normalità ancora non pervenuta. Il governo regionale, il gruppo consiliare del Pd e la maggioranza  hanno portato alla città 32 milioni di euro che assieme ai 26 milioni residuo della passata amministrazione costituiscono un plafond finanziario di non poco conto. Qual è la visione sul rilancio della città? Ci si può limitare a raccontare in una conferenza stampa come si vogliono spendere in maniera confusa un po di risorse? Penso di no e credo che se la chiusura sarà positiva, dovrà necessariamente alzare un livello oggi bassissimo. Credo che ormai sia chiaro a tutti che quell’ostentare lo spauracchio di inadempimento, più volte additato alla passata amministrazione, sia un alibi falso non più credibile e su cui chi vuole davvero governare la città non può più adagiarsi».

E’ il secondo fine anno da consigliere. Com'è andata tra luci e ombre?

«Tante le cose concrete portate avanti, con il coraggio e la voglia di farcela. La proposta di legge sulle eccedenze alimentari, oggi legge, è un po’ la cilegina sulla torta di questi due anni. Un traguardo importante, un risultato che mette al centro sempre la persona, la lotta al disagio sociale e l’impegno di questa legislatura sulle misure di equità. Ma ci sono anche proposte di legge in via d’approvazione come quella sulla psicologia scolastica,  sul riutilizzo di edifici industriali per fini culturali, commerciali, turistici, presentata con il collega Cifarelli. L’obiettivo è la valorizzazione ed in qualche caso il salvataggio dal degrado, di importati siti presenti in regione.

E...

E ancora la proposta di istituire la banca del latte materno, a sostegno di quelle madri che non possono allattare ma non vogliono privare i figli di ciò che è naturale per eccellenza, con la firma dei colleghi Giuzio e Robortella. E poi l'attivazione della Consulta dei parchi, che consente finalmente la realizzazione di politiche programmatiche sinergiche tra i vari parchi nazionali e regionali lucani. Le mozioni sull’adesione da parte della regione alla rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere (Ready)  e quella sulla medicina narrativa affinché la Regione  si posizioni in prima linea sui temi più avanzati sulla tutela dei diritti e sulla centralità della persona. Infine presenterò a breve la proposta di legge per prevenire e contrastare il fenomeno del mobbing e lo stress psico-sociale sui luoghi di lavoro. Queste le luci a cui però, inevitabilmente, si alternano le ombre dettate dal poco tempo a disposizione. Avrei bisogno di più di 24 ore al giorno. Ho difficoltà ad incontrare tutti i cittadini che mi chiedono un appuntamento, ad essere presente a tutte le manifestazioni a cui vengo invitato, a rispondere anche ad email, sms sui social e sul cellulare».

Il rimpasto di Giunta è sempre all'ordine del giorno?

«Riceviamo continuamente apprezzamenti per il lavoro svolto dai nostri assessori in tutte le sedi, soprattutto nei ministeri a Roma. Sono tutte persone validissime e quando avverrà non sarà di certo un momento facile. Sarà un ricominciare per restituire credibilità alla politica, il giusto peso. Ecco perché credo sia imprescindibile chiarire prima il quadro politico interno al partito democratico».

Petrolio e novità nazionali. Come cambia lo scenario? Ma ha vinto Lacorazza e ha perso Pittella? 

«Il risultato di oggi ci da grande forza ed entusiasmo. Coerenza, chiarezza e verità, sono state e continuano ad essere le armi contro la demagogia e a tutela della nostra terra, oggi e sempre. Ed è proprio per questo che dico che è sbagliato animare contrapposizioni e primati su chi è stato più bravo. Il lavoro è stato corale, Pittella e Lacorazza sono state le punte avanzate di un'operazione politica che con la regia di Antonio Luongo resterà nella storia della nostra regione. È innegabile che il coraggio del presidente Pittella che da Policoro ha assunto una posizione difficile di contrapposizione netta e al contempo costruttiva rispetto ad una politica nazionale non condivisibile sia stato un punto di partenza corroborato dalla proposta referendaria che grazie alla sagacia del presidente Lacorazza ha visto la Basilicata capofila, accompagnando il Governo ai nuovi emendamenti che raccolgono in toto le nostre istanze. E infine mi consenta un plauso a tutta la struttura tecnica regionale che in questi mesi ha dato un grandissimo contributo di merito affinchè l'Italia tutta oggi raggiungesse questo risultato».

Oltre il petrolio?

«Altro tema nazionale che ha avuto forti ripercussioni riguarda la sanità e anche qui abbiamo detto la nostra presentando una legge regionale, gli unici al momento, per contrastare deficit riorganizzativi che forse non ci saranno grazie anche qui agli emendamenti del governo alla stabilità. Ma no ci siamo premuniti con il consueto coraggio. Ancora Reddito Minimo di Inserimento e Matera 2019. E li metto assieme non a caso perché per me rappresentano due facce della stessa medaglia, quella che questa regione vorrà  mettersi al petto quando avrà raggiunto il doppio traguardo di non aver lasciato indietro nessuno ed aver fatto del proprio patrimonio artistico, antropologico, paesaggistico il vessillo del rilancio del Mezzogiorno».

Intanto è stato approvato lo Statuto...

«Discorrere dell’importanza dello statuto e come discorrere dell’utilità dell’acqua per la vita degli esseri viventi. Dopo 44 anni stiamo infatti per approvare la nostra nuova “carta d’identità”, il nuovo Statuto regionale. L’atto primo di questa legislatura che oggi giunge in questa assise grazie allo straordinario lavoro del Presidente della Prima Commissione, Vito Santarsiero, a cui va il merito di aver creduto sin dall’inizio che quella dello statuto fosse una missione possibile e prioritaria, assumendo il ruolo istituzionale di uomo di Stato, prima ancora che politico e della sintesi che le forze politiche sono riuscite a raggiungere su un atto che appartiene non a questo consiglio regionale, ma alla popolazione lucana tutta, di oggi e del passato. L’approvazione dello Statuto in Basilicata stigmatizza un adeguarsi della Nostra Regione, al modo di concepire e gestire la Pubblica Amministrazione,  più snella e più efficiente, per potere affrontare con prontezza normativa le istanze di adeguamento al cambiamento globale. Affinchè lo Statuto diventi, però, parte attiva del nostro agire quotidiano deve inserirsi nella vita dei lucani. Per questo colgo l’occasione per lanciare la proposta di distribuire il nostro Statuto in tutte le scuole e nell’Università».

Un passo indietro. L'area renziana lucana é troppo affollata?

«Sono contento, se devo esser sincero. Non è un affollamento, a mio modo di vedere. E’ un riconoscere che il nostro agire, il nostro modo di fare è concreto, senza chiacchiere. Trovo straordinario che il nostro premier, come il nostro presidente, portino avanti un elenco di risultati tangibili. Ma è pur vero, come ha detto bene il nostro segretario alla Lepolda, che non si passa alla storia per aver recuperato quello che non hanno fatto quelli di prima. Sappiamo chi siamo e possiamo spiegare cosa vogliamo fare. Questa la nostra forza. Ma per far tutto questo dobbiamo crederci in tanti. Siamo accoglienti e sapremo esser sempre inclusivi anche verso coloro che hanno deciso di intraprendere un nuovo percorso e intendono ritornare indietro sui propri passi, cosa che mi auguro qualcuno faccia prima o poi. D'altronde il neoeletto segretario Matteo Renzi nel suo discorso inaugurale disse una cosa importante. I Renziani non esistono, esiste il Pd».

E la minoranza dem?

«Lo dicevo prima, c’è sempre spazio per tutti nel nostro partito, anche per chi ha idee diverse. L’importante è la lealtà. Personalmente non ho trovato di buon gusto la “contro - leopolda” organizzata a Roma.  La minoranza ha più volte sottolineato che ci si riuniva per un primo bilancio sui due anni di leadership renziana ma quell’ostentare le bandiere del partito, quel rimarcare la distanza nei modi e nei toni il dubbio non l’ha di certo fugato. Per il resto ho personalmente ottimi rapporti con tutte le anime del mio partito e nell'azione congiunta e programmatica nessuno si pone il tema di un'appartenenza di corrente, e' questa la forza del nostro Pd, è la vicenda petrolio lo ha dimostrato ampiamente».

E il futuro?

Quello prossimo prevede l'ormai consueta manifestazione per il rendiconto del secondo anno di consiliatura. Ci ritroveremo tutti assieme il 16 gennaio con Gianni Pittella, per raccontare le cose fatte e quelle da fare. Sarà anche l’occasione per presentare il nuovo progetto in cantiere, #basilicatameravigliosa. Un’idea suggeritami dal gruppo di Prima persona Basilicata,  alla Leopolda e che con piacere voglio portare avanti. Sarà la narrazione delle esperienze positive del nostro territorio, per mostrare la nostra regione da un punto di vista innovativo e originale».

s.santoro@luedi.it

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