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Pittella replica alle critiche di Rosa e Folino
dopo gli emendamenti sullo Sblocca Italia

Basilicata

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POTENZA - Rabbioso. Tre giorni dopo l’annuncio delle modifiche allo “Sblocca trivelle” annunciate dall’esecutivo Marcello Pittella reagisce male alle critiche di chi si mostra scettico sul risultato raggiunto. Mentre il presidente del Consiglio regionale Lacorazza rilancia e scrive agli omologhi delle assemblee che hanno approvato i referendum no triv per rilanciare una strategia comune in vista della modifica del Titolo V della Costituzione.

«E’ il caso di dire che “i lucani non dimenticheranno” ciò che in appena due anni la Regione Basilicata è riuscita ad ottenere dal Governo Renzi in tema di benefit collegati alle estrazioni petrolifere».

Così il governatore replica a Gianni Rosa, che aveva polemizzato sulla sua assenza ieri in Consiglio regionale. Dove era atteso per comunicazioni urgenti proprio sul petrolio.

«Non dimenticheranno - prosegue - che nel 2014 stavamo letteralmente morendo asfissiati per effetto di una norma europea capestro, quella del “patto di stabilità”, che ci impediva di onorare gli impegni finanziari assunti con famiglie, lavoratori, imprese, pur avendo in cassa i soldi per farlo. E se in quella occasione, come si sa, ci siamo “salvati”, con buona pace degli sciacalli che già s’erano alzati in volo per banchettare sulle spoglie di una giunta regionale data per sconfitta, è perché unendo la ferma determinazione a perseguire strade legislative e giuridicamente “forti” con la linea del dialogo con il presidente Renzi e il suo governo, siamo riusciti a ottenere una deroga rispetto al patto di stabilità, che mai nessuno, prima di noi, s’era sognato di chiedere e, soprattutto, di ottenere».

Pittella ne ha anche per il deputato lucano di Sinistra italiana Vincenzo Folino, sempre più lontano da quello che era il suo Pd. Perché «purtroppo, non solo per il solito consigliere regionale che spara sciocchezze un giorno sì e l’altro pure, ma anche per un  parlamentare in carica, che negli ultimi vent’anni è stato autorevole esponente di governo della nostra regione, quel risultato, unito ai tanti altri portati a casa nei mesi successivi,  sembra aver innescato un rigurgito biliare e una perdita di lucidità politica. Per non dire altro».

«Solo chi è in mala fede - insiste il governatore -  può far finta di non vedere il grande lavoro che insieme con i corpi intermedi, i sindacati, le parti datoriali, è stato fatto in questi due anni per uscire dall’angolo in cui la crisi della politica ci aveva relegato alla fine del 2013. A chi oggi sale in cattedra, dimenticando di aver ricoperto incarichi di governo che non mi pare abbiano lasciato una particolare traccia nella storia della Basilicata, vorrei ricordare che se non abbiamo perduto 240 milioni di euro della ex carta carburanti che rischiavano di andare in “perenzione” è perché un “gol”  lo abbiamo segnato. Così come abbiamo mandato in rete una serie di altre palle vincenti. Tipo, la modifica dell’articolo 45 della legge 99/2009 che per tre anni  ha consentito a due Regioni del Nord di mettere le mani nel nostro “tesoretto”. Per non parlare della trasformazione della carta carburanti in fondo di sviluppo, da un lato, e in strumento di sostegno al reddito degli ultimi e dei penultimi, dall’altro».

Pittella ricorda che Rosa era a Policoro per contestare l’iniziativa dei presidenti di Puglia, Calabria e Basilicata contro le trivelle in mare assieme ad altri «che oggi rosicano di invidia».

«E’ proprio vero - conclude il governatore - i lucani non dimenticheranno. Alla faccia di chi sale in cattedra e di chi apre bocca per dire fesserie».          

Di tutt’altro umore il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza, che si gode il risultato delle modifiche allo Sblocca Italia.

Ieri Lacorazza ha inviato ai presidenti delle dieci giunte regionali (i cui Consigli hanno approvato i quesiti referendari “anti trivelle”) una lettera in cui si chiede di «verificare passo dopo passo gli accadimenti» e «avviare una approfondita riflessione sulla strategia energetica nazionale anche alla luce del percorso avviato con la riforma del titolo quinto della Costituzione e in particolare per le nuove e diverse attribuzioni di competenze tra Stato e Regioni».

L’obiettivo è quello di «convocare un incontro urgente» prima delle festività natalizie, per «verificare le possibilità che si aprono - è scritto nella lettera - dopo che da più parti il governo è stato invitato a fare marcia indietro» sui contenuti del quesiti, «e per definire un comune percorso».

l.amato@luedi.it

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