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Verri e il triangolo con Pittella ed Emiliano
Il futuro di Matera si decide altrove

Basilicata

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ALTRO che triangolo delle Bermuda. Potenza-Bari-Torino è il nuovo luogo del mistero, dove tutto sparisce senza lasciare traccia.

Un triangolo geografico, ma anche un triangolo amoroso, un innamoramento intellettuale naturalmente.

Michele Emiliano, Paolo Verri, Marcello Pittella. Chi pensava che la storia fosse finita a ottobre,  ha sottovalutato i suoi sviluppi. La telenovela è andata avanti.

Lo Zapata del Levante è uno abituato ad ottenere quello che vuole e ha continuato a lavorare per portare in Puglia il manager piemontese. Questa volta lo ha fatto alla luce del sole, coinvolgendo il collega lucano nella decisione di condividere l’amore per Verri. Perché di lui sembra che nessuno possa fare a meno. Come Orlando e Rinaldo non potevano fare a meno di Angelica.

Potenza-Bari-Torino, e Matera? Il futuro della città capitale della cultura non si decide ormai da tempo all’ombra del Sedile, tanto che ormai niente fa più effetto. Chi non vuole più Verri, tornerà ad attaccarlo nella speranza di toglierselo di torno definitivamente. Chi, invece, lo adora resta misteriosamente in silenzio. Chissà perché. Nessun pianto disperato, nessun appello su Twitter o su Facebook. Nessuna preghiera a San Nicola, né a San Gerardo. Neanche a Bruxelles pare sappiano le novità. Strano, ma poco importa. L’unica certezza è che la decisione di far restare (a mezzo servizio e poco più), o di rinunciare al manager di Matera 2019, non l’hanno presa e non la prenderanno i materani, né il sindaco che è molto attento a non sbagliare le mosse, ora che iniziano ad arrivare gli oboli per le indulgenze.

L’aspetto, però, più rilevante di una vicenda che altrimenti resterebbe interessante solo per i romantici, è che Puglia e Basilicata sembrano procedere a velocità notevolmente differenti. Ad est si viaggia col Freccia Rossa fino a Lecce; a ovest si ritiene un successo l’accorciamento dei tempi di percorrenza di 15 minuti sulla Potenza-Foggia e sulla tratta Fal Matera-Bari. In Puglia pianificano la governance del sistema turistico, accorpando le agenzie di promozione e sviluppo e riunendole sotto la guida proprio di Paolo Verri. In Basilicata si organizzano i veglioni di capodanno e non si fanno passi avanti sugli assetti della Fondazione 2019. Non si capisce bene che ruolo abbiano, o perché non ce l’abbiano, l’Apt  e la Film Commission in un appuntamento come quello di Matera capitale. A Bari c’è un presidente della Regione che ha il supporto di tutto il suo partito e mostra un’intraprendenza politica da altre parti solo annunciata. A Potenza c’è un uomo intento a costruire equilibri politici e consenso nel Pd e che ha dovuto rallentare la sbandierata stagione della rivoluzione. Emiliano produce atti visibili, senza la necessità di affidarsi a interviste periodiche; Pittella è, invece, costretto a spiegare cosa fa, perché non tutti arrivano a capire bene cosa davvero stia facendo.

In altre parole, la Puglia sta mangiando la Basilicata. Come in una partita a dama. Uno fa una mossa e l’altro mangia la pedina. E non è una questione di confini amministrativi, ma di peso politico, economico e sociale che è visibilmente differente tra le due regioni. Pensare di confinare le politiche di sviluppo in base a longitudini e latitudini è una follia. La collaborazione e l’integrazione tra territori è non solo necessaria, ma risponde ad un imperativo categorico a cui non ci si può sottrarre. Cercare di trovare degli equilibri per evitare di subire i processi è, però, altrettanto importante almeno fino a quando esisteranno formalmente le Regioni. Così, se si dà il via alla stagione della Perestrojka o, come piace ad alcuni, se si deve essere open, si apra la Fondazione Matera-Basilicata 2019 anche alla Puglia, e poi magari anche alla Calabria e alla Campania se sono interessate. Emiliano investa anche sul territorio lucano risorse sonanti visto che porteranno benefici anche per i cittadini pugliesi. Faccia pressioni perché anche Matera come Lecce sia collegata al resto del Paese con il Freccia Rossa e non con la littorina delle Fal. Metta sul piatto il suo peso politico ed elettorale per affiancare le battaglie della Basilicata. E’ il momento di giocare a carte scoperte, non di bluffare. Se i confini regionali non devono rappresentare un ostacolo, non possono essere i collegi politico-elettorali a rappresentare una barriera. Matera 2019 potrebbe essere l’occasione giusta, se lo si volesse, per abbattere i muri e pensare allo sviluppo del Sud partendo dalla Puglia e dalla Basilicata, rispettandone identità ed esigenze. Al momento, però, non si va oltre la trama di una fiction politica, dai contorni vagamente a tinte rosa.

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