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Veti e gaffe nel Pd
Salta la Giunta di Natale

Basilicata

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POTENZA - La Giunta di Natale sembrava già  impacchettata sotto l’albero,  fatta eccezione per qualche ritocchino da apportare qua e là. Tutto pronto per l’esecutivo delle larghe intese. Il sindaco De Luca, in giornata, aveva già comunicato alle forze di destra l’accordo con il Pd. Con tanto di reazione immediata di Fratelli d’Italia e la lista civica di Belmonte che hanno provveduto subito a revocare il sostegno al primo cittadino e preparato l’espulsione per gli assessori «traditori». Peccato che però il sindaco non ha fatto i conti con l’ennesima crisi di nervi del Partito democratico. Nell’assemblea cittadina  che nella serata di ieri avrebbe dovuto dare il via libera al segretario Sarli, tra veti, gaffe e defezioni, di fatto la nuova Giunta è saltata.

La riunione parte subito con il piede sbagliato. Ci sono nervosismi striscianti perché i Santarsierani non vogliono l’accordo con De Luca. Ma anche quelli di altre aree “sensibili” del partito che - secondo l’ipotesi di esecutivo più probabile - rischiano di non essere rappresentanti. La prima goccia che fa traboccare il vaso (una cosa del genere non era mai accaduta prima) arriva già con la nomina del presidente temporaneo dell’assemblea. La proposta di Sarli di nominare il componente più anziano viene intesa dall’ex primo cittadino e i suoi come un veto a Lucia Sileo, presidente uscente, che aveva già ricoperto il ruolo nell’assemblea precedente. Santarsiero abbandona l’aula in polemica. «Un fatto gravissimo  che fa iniziare nel peggiore dei modi li lavori», dice abbandonando la sala del Principe di Piemonte. Il comunicato che boccia senza se e senza ma il “matrimonio” con De Luca è già pronto all’invio. «Finirà ancora peggio  se si dovesse decidere di portare il Partito democratico in una Giunta con il sindaco De Luca stravolgendo ogni regola democratica e di rispetto dell'elettorato». «Il Pd - continua - andrebbe a sostenere un’amministrazione che ha voluto scientemente il dissesto».

All’interno dell’aula sale il nervosismo. La discussione sulla presidenza che doveva essere solo una questione di forma scalda gli animi. Alla fine si chiude con la nomina del componente più anziano, Mimmo Maroscia. Ma il peggio deve ancora arrivare. E l’irreparabile accade sulla nomina della segreteria cittadina. E precisamente, quando il segretario Sarli, con un candore che sconvolge la sala, dice: «Bisogna decidere se a 6 o a 10. La proposta di allargare è arrivata da Lacorazza che l’ha posta come condizione per votare il punto che riguarda la Giunta». Più tardi i delegati del presidente del Consiglio smentiranno la circostanza. Ma la gaffe ormai è fatta. La platea si guarda stranita e si irrigidisce. Mario Polese cerca di prendere la parola, forse per riprendere la discussione e togliere l’imbarazzo. Ma il segretario non lo fa parlare. Il consigliere si alza e va via. Con lui, gli altri renziani.   Il minuto di sospensione non serve a riportarli dentro. E nemmeno i tentativi successivi di affrontare gli altri punti all’ordine del giorno, prima di arrivare alla questione più spinosa della Giunta. In sala sono sempre meno. E quando alla fine si decide di passare alla verifica del numero legale, sulle 60 che dovevano essere, le mani alzate sono solo 25. «Un atto di arroganza e di irresponsabilità, ne risponderanno davanti ai cittadini», dice uno sconsolato Sarli a cui non resta che prendere atto del fallimento della giornata. Un atto si sfiducia a lui? «Non so, farò le mie riflessioni. Sono amareggiato ma non voglio dare neanche troppe soddisfazioni». Alla fine scatta l’applauso. Finalmente c’è un punto di incontro. Ma è sulla pizza che il segretario si è proposto di offrire ai pochi rimasti. Se il Partito democratico, oltre al segretario regionale, si troverà anche senza quello cittadino lo si capirà nei prossimi giorni. Ma per ora la Giunta salta e De Luca rimane di nuovo con il cerino in mano.

Forse solo un rinvio. Ma di certo - non si sa come, data l’ultima prova offerta - il partito democratico dovrà risolvere un bel pò di problemi interni. Se pure si decidesse di procedere contro il niet di Santarsiero, l’impostazione di Giunta più probabile emersa fino a ora scontenterebbe comunque altri pezzi di partito. Questi i nomi dati ieri per quasi ufficiali:     Iudicello e Potenza (area Speranza); Sagarese, Cutro e Falotico (renziani); Coviello e Bellettieri (pare, ormai, ex FdI); Vergari Cuoco (di area popolare). Con la conferma di Luigi Petrone alla presidenza del Consiglio. E la quasi certezza di Roberto Falotico a vicesindaco. A proposito di ritorni, quest’ultimo, sfidante del candidato sindaco Pd alle ultime amministrative, sarebbe stato ormai pienamente riabilitato nel partito. Il passaggio si sarebbe consumato in una riunione di area del senatore Margiotta, domenica sera.

Lo schema è questo, quasi pienamente ufficiale. A meno che l’ulteriore rinvio dettato dall’isteria Pd non abbia l’effetto di cambiare ancora una volta le carte in tavola.

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