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Dissesto, Santarsiero si rivolge a Roma
L'ex sindaco pronto ad andare fino in fondo

Basilicata

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ANCHE l’ex sindaco Vito Santarsiero è ieri è tornato a parlare di dissesto e non solo.  Sul no a una Giunta con De Luca è intenzionato ad andare fino in fondo. Tanto che ha già provveduto a mettere a conoscenza il partito di Roma sula situazione politica che si è venuta a creare nel capoluogo.

Un punto alla volta. Si parte dalla notizia diffusa nei giorni scorsi da Radio Potenza centrale. 

«E’ ormai evidente che il dissesto è stato oggetto di discussione analisi e valutazione non in consiglio comunale o negli uffici competenti ma in stanze dove a decidere erano altre persone politicamente interessate».  Insomma, secondo Santarsiero, nella migliore delle ipotesi nulla è stato fatto per evitarlo.

All’indomani della diffusione della notizia sul presunto complotto ai suoi danni, aveva chiesto smentite ufficiali a chi, del suo partito, secondo la teoria, avrebbe ordito il tutto. Ora, prende atto delle dichiarazioni del presidente Pittella - «non può che farmi piacere la sua estraneità a tutta la vicenda - ma, a ggiunge «resta ancora da chiarire in moltissimi aspetti e nelle relative responsabilità. Confido nell’indagine in corso».

Nel 2004 con la tesoreria comunale pignorata per oltre 10 miliardi di lire - spiega - sarebbe stato ancora più semplice e naturale dichiarare il dissesto.

«Non lo abbiamo mai voluto, né aperto strumentalizzazioni politiche ben sapendo cosa avrebbe rappresentato per la città».

 Mentre, a settembre scorso «il dissesto è stato dichiarato nel silenzio di tutti sino a mandare a casa un brillante assessore che aveva trovato soluzioni per il bilancio cittadino».

«Incredibilmente qualche mese dopo intorno ai problemi finanziari della città sono stati chiamati due sottosegretari, un capogruppo alla Camera, un presidente della Regione e altri parlamentari e sono stati messi a disposizione 32 milioni di euro laddove con molto meno pochi mesi prima si sarebbe risolto tutto. Il risultato è una città che oggi è senza i servizi base.

E si fa addirittura passare questo poderoso taglio come un risparmio». L’ex primo cittadino fa un passaggio anche su quanto accaduto lunedì nell’assemblea cittadina del partito: «Un fatto gravissimo. E’ l’unico organo abilitato a deliberare. Ma nonostante ciò si erano già consumate intese e definiti organigrammi che hanno addirittura portato il sindaco a ritenere tutto deciso». Per il bene della città, una giunta a termine di salute pubblica - per Santarsiero - avrebbe pure avuto senso. Ma solo se sostenuta da tutti i gruppi del consiglio comunale con precisi punti programmatici e costituita da pochi e autorevoli esponenti con basso profilo politico.

Ma dopo le dichiarazioni del partito di centro-destra che hanno ritirato il sostegno al Sindaco, «considero inaccettabile una soluzione ribaltone che va contro la stessa volontà espressa dai cittadini. Non può il Centrosinistra ritrovarsi a sostenere il candidato sindaco opposto a quello che aveva proposto».

Si corre il rischio di amplificare gli errori e le distorsioni determinate da una legge che ha causato “l’anatra zoppa”. L’ex sindaco annuncia che sta anche sto valutando come farmi promotore di una proposta  legislativa per evitare il voto disgiunto che rappresenta un elemento diseducativo e destabilizzante per la vita amministrativa delle nostre comunità.

Poi l’accatto al segretario Sarli: «Purtropponon è riuscito ad essere super partes e garantire la unità del partito.

Il PD nella città di Potenza ha bisogno di uscire dalle logiche degli organigrammi per guardare solo ed esclusivamente al bene della città.

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