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Giunta di Natale, non è tutto perso
De Luca va avanti e denuncia il complotto

Basilicata

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POTENZA - Cose accade adesso? L’ipotesi di una Giunta delle larghe intese prenatalizia è completamente tramontata? Non è  detto che le cose vadano necessariamente così. Il sindaco De Luca, al di là dei disastrosi esiti dell’assemblea cittadina Pd che doveva dare il via libera all’accordo con il primo cittadino, potrebbe scegliere di procedere in autonomia. Anche prima di Natale. Il che, in buona sostanza, significherebbe ufficializzare oggi i nomi. Chiaramente, tramite preventivo accordo con i vertici Dem. Cosa che provocherebbe un bel maremoto interno al partito. Con i santarsierani contrari a ogni ipotesi di accordo con il primo cittadino. Ma che consentirebbe di superare la palude politica in cui è rimasta impantanata la città. Un altro assaggio è arrivato dalla seduta di Consiglio comunale di ieri.

La delibera  da approvare è una variazione al bilancio pluriennale per l’annualità 2015, ma la discussione viene dirottata subito, ancora una volta, sulla questione dissesto. E’ l’aula del Consiglio comunale di Potenza, ma più volte viene invocato il palazzo della stessa via Nazario Sauro che si trova poco più sopra: il Tribunale. «Intervenga la magistratura»: lo chiede il consigliere Carretta, e lo fa anche il sindaco De Luca. La richiesta è la stessa, il presupposto no. Per l’ex capogruppo in Consiglio, gli inquirenti devono fare chiarezza sull’ipotesi di un dissesto pilotato.

Il primo cittadino, invece, annuncia di aver già parlato con il capo della Squadra mobile e di voler  rivolgersi alla Procura per la notizia riportata da Radio Potenza Centrale, relativa all’incontro che si sarebbe tenuto il giorno successivo al ballottaggio, in cui il presidente Pittella gli avrebbe dato mandato di dichiarare il dissesto. «Una falsità», ha ribadito in aula il sindaco. Un disegno non di un giornalista, ma di ben altra portata. «Un fatto deliquenziale - spiega il primo cittadino, intervistato dal Quotidiano -  Io so chi a giova. Credo di aver individuato chi c’è dietro. Chiaramente non posso dirlo. Ma questo mi dà una forza notevole per reagire contro i poteri occulti che lavorano contro la città di Potenza». Nella sua replica all’intervento del consigliere Carretta - il maggior sostenitore in aula dell’ipotesi del “dissesto ideologico” - il primo cittadino prova a scardinare la teoria: il dissesto - ricorda - è stato certificato dal Collegio dei revisori dei Conti. E ancora: il comune di Potenza era già in dissesto prima del suo insediamento. Chiede, quindi, come mai la precedente amministrazione non sia ricorsa in quel momento al riequilibrio pluriennale con la procedura  del predissesto. La discussione va avanti con gli interventi dei vari consiglieri. Alla fine la variazione al bilancio pluriennale passa con il voto contrario di Cannizzaro, Guarente, Fanelli e Giannizzari e l’astenzione dei tre consiglieri dem Carretta, Sileo e Lovallo. Vota a favore, invece Fratelli d’Italia che il giorno prima aveva annunciato la revoca del sostegno politico a De Luca. Ma - spiega il consigliere Galella - «è solo per coerenza rispetto a posizioni precedentemente espresse». E questo è l’altro tema che tiene banco all’indomani della tragicomica giornata che doveva vedere la nascita della nuova Giunta delle larghe intese, conclusasi con un aborto, a causa dell’isteria Pd. Per ora De Luca rimane senza accordo con il Pd e senza sostegno dei partiti di centrodestra. «Non voglio entrare nelle dinamiche del partito democratico - commenta lui -  So che gli equilibri interni sono difficili e non spetta a me entrarci dentro». E sulla revoca del sostegno politico da parte di FdI, aggiunge: «Devo dire che l’hanno fatto in maniera impropria, visto che ho appreso la notizia della stampa In maniera in proprio. Ma a parte questo, i Fratelli d’Italia non vanno considerati come un monoblocco. Un parte importante del partito non è d’accordo con questa linea. E in queste ore ho ricevuto tanti attestati di solidarietà da parte esponenti della destra. Chi pensa di poter dominare il panorama del centrodestra con scelte autoritarie sbaglia perché le persone a Potenza non hanno messo i loro cervelli all’ammasso e non hanno delegato ai vertici di Fratelli d’Italia il loro pensiero. Io nel frattempo vado avanti per la mia strada e con maggiore determinazione. E’ paradossale, ma tutto questo è servito a fare maggiore chiarezza. Prima cose le immaginavo, adesso le so. So chi è a favore della città e chi no». Ma come far digerire alla città un accordo con quel partito contro cui De Luca si era candidato un anno e mezzo fa?. «Ho imparato a distinguere all’interno di un partito le correnti realmente riformiste e quelle che portano avanti lo status quo che fa loro comodo. L’area santarsierana si è arroccata intorno a una difesa strenua del passato. Rispetto al quale, non sono io che muovo accuse, ma sono loro a sentirsi toccati da ogni azione amministrativa che porta avanti e che va in controtendenza rispetto a quello che era prima. Ma a me e ai cittadini che mi hanno votato, che sono la maggioranza, lo status quo non va bene. Chi lo vuole fare con me sulla base di una programmatica trasparente e onesta, lo farà. Non ci crederà - conclude il primo cittadino - ma con il segretario Sarli non abbiamo mai parlato di nomi, ma solo di punti programmatici».

m.labanca@luedi.it

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