Salta al contenuto principale

De Luca in balia del Pd
La Giunta può attendere

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 30 secondi

POTENZA - E’ stata un’altra giornata di voci incontrollate sull’imminenza della nuova Giunta comunale, chiusasi con l’ennesimo nulla di fatto. L’esecutivo delle larghe intese, che sarebbe dovuto arrivare già prima di Natale, per ora rimane sulla carta e potrebbe non vedere la luce nemmeno entro la fine dell’anno. Tutto bloccato. Dopo il fallimento dell’ultima assemblea di partito, il Pd cittadino non riesce ancora a convergere su una soluzione condivisa da parte di tutti. De Luca resta in balia dei complicati equilibri politici di partito (non il suo), abdicando a un “atto di forza” che pure sarebbe possibile, ma con cui correrebbe il rischio di scontentare una parte o l’altra. La paralisi perdura. Perché se il Pd resta quello che abbiamo imparato a conoscere ormai da tempo,  è difficile che l’accordo arrivi in tempi celeri. E le frenate non aiutano. Anzi. Danno una grossa mano a chi di una Giunta De Luca-Pd non vuol proprio sentirne parlare. Un ostacolo in più ogni giorno che passa. Come quello ha provato a tirare in ballo, ieri, dal segretario cittadino FdI, Luciano Petrullo, che dai microfoni di radio Potenza centrale ha parlato della presunta illegittimità di un Giunta con solo tre assessori donne che non rispetterebbe le regole della rappresentanza. Esponendo così il neo esecutivo a un possibile ricorso al Tribunale amministrativo. Ostacoli tecnici a parte, il vero nodo resta quello politico. Le varie anime democratiche sono divise ora sulla carica di vicesindaco. Gli speranziani rivendicano che il numero due della Giunta De Luca sia l’ex segretario cittadino, Giampiero Iudicello, che entrerebbe nell’esecutivo in rappresentanza dell’area che fa riferimento all’ex capogruppo alla Camera, insieme al consigliere Sergio Potenza. Ipotesi però completamente avversata dai renziani che invece spingono per Falotico vicesindaco. E che sul punto non sarebbero disposti ad alcun passo indietro, visto che l’area Speranza incasserebbe già la riconferma di Petrone a presidente del Consiglio comunale. Il solito braccio di ferro tra le due correnti che per ora non sembra una gara senza vincitori in vista. Il tentativo di costruire una mediazione politica da parte del segretario Sarli si è completamente arenata dopo la direzione flop di una settimana fa.

Seppure non rappresenti il nodo più importante da scogliere, nella corrente renziana - notevolmente allargatasi dopo le recenti adesioni di De Filippo e Santarsiero - rimane aperta un’altra questione: i posti Giunta sono tre (uno più rispetto a quelli destinati agli speranziani) ma non bastano ad accontentare tutti. I nomi in lizza rimangono quelli di Donatella Cutro, Roberto Falotico, Alessandra Sagarese e Carmen Celi. E proprio tra queste due si giocherebbe lo “spareggio”: Sagarese, vicina al senatore Margiotta, secondo i rumors, potrebbe essere sacrificata da quest’ultimo a favore dell’ingresso della consigliera di area De Filippo, in vista di una rinnovata alleanza tra il senatore e il sottosegretario alla Sanità. Con un comunicato Sagarese ha preso le distanze da «baratti» e «scambi» politici che si starebbero giocando sulla sua pelle. Ma la questione per ora resta aperta. Anche perché nell’area renziana ci starebbe facendo largo anche un’altra richiesta: quella del consigliere regionale Vito Giuzio, che pare stia rivendicando un assessore esterno. Insomma, il trascorrere dei giorni più che semplificare la questione, la rende sempre più complessa. L’unica cosa, invece, certa è il “divorzio” tra il primo cittadino e Fratelli d’Italia. Il partito di Gianni Rosa, dopo aver comunicato la revoca del sostegno a De Luca, dato ormai per certo, ora passa all’attacco politico. Come dimostra l’affondo sferrato ieri sul caso Acta e il rifiuto delle dimissioni del direttore generale, Silvio Ascoli. «Già un assaggio degli amorosi sensi con il Pd?», insinua il consigliere regionale. Mentre, per i due assessori FdI, Rocco Coviello e Gerardo Bellettieri che sarebbero confermati nell’esecutivo delle larghe intesa resta immutata la “minaccia” di un espulsione dal partito.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?