Salta al contenuto principale

Pagelle politiche
I promossi e i bocciati del 2015

Basilicata

Tempo di lettura: 
8 minuti 3 secondi

POTENZA - Ultimi giorni dell’anno. Primo consuntivo di dodici mesi non semplici per la politica e per la Basilicata nel suo complesso. Oggi parte la prima parte delle “pagelle” per i politici lucani. Si parte dalle amministrazioni comunali dei due Comuni capoluoghi che hanno vissuto per ragioni diverse un 2015 molto intenso. A Matera dopo la designazione a capitale europea della Cultura ci sono state le elezioni in cui le polemiche pre e post elezioni hanno assorbito gran parte del dibattito. In mezzo la vittoria a sorpresa degli avversari del Pd e la sconfitta di Adduce e dei suoi.

A Potenza invece, si continua a navigare a vista con le casse comunali che piangono, con un dissesto che complica tutto e con una politica che al netto degli auspici di responsabilità comune per il “bene dei cittadini” continua a dividersi e a litigare.

La media dei voti complessivi in un tale quadro non può essere alta. Anche per un motivo semplice: alle ultime elezioni amministrative al netto di una litigiosità tra i protagonisti senza pari, i numeri dell’affluenza popolari hanno segnato record negativi. Il non voto è il primo (e forse quello più importante) motivo di non sufficienza per una classe dirigente. Poi la discussione è aperta e se ne discuterà ancora. Certo senza l’apporto illuminato e profondo di Antonio Luongo che nel 2015 ha lasciato la Basilicata orfana di uno dei padri del centrosinistra lucano e tanto altro. Di lui non dimenticheremo la chiosa che serbava agli amici: “Devi stare alla politica non alle chiacchiere da bar...”.

Per il resto c’è  la pagella della giunta regionale che nel 2016 dovrebbe essere rinnovata almeno in una sua parte. In definitiva il lavoro degli assessori esterni è stato positivo. I tempi sono complessi ma gli assessori hanno portato a casa diversi risultati. Poi tutto è opinabile e nessuno è perfetto. Tanto meno chi scrive. Domani toccherà ai big del Parlamento e della Regione.

COMUNI CAPOLUOGO

DARIO DE LUCA

TROPPA tattica e poca chiarezza. Il sindaco di Potenza, Dario De Luca galleggia tra quello che spesso dice e quello che invece fa. Sta riuscendo nel “miracolo” di scontentare tutti eppure partiva da una scelta popolare che lo ha premiato al ballottaggio con i potentini che di fatto lo hanno preferito ai partiti.

RAFFAELLO DE RUGGIERI

OGGETTIVAMENTE il tempo che ha avuto a disposizione per guidare la città Capitale della cultura 2019 è troppo breve per un giudizio completo. Ha vinto le elezioni e questo è un merito ma nei pochi mesi da sindaco ha spesso dato l’impressione di non andare nella direzione del rinnovamento che tanto aveva promesso. 

ALESSANDRO GALELLA

TROPPO spesso si fa fatica a capire se Alessandro Galella è uno dei leader indiscussi della maggioranza di De Luca o uno degli ex consiglieri comunali dell’opposizione dell’amministrazione comunale di Santarsiero. Chiaro che il ruolo di oppositore è più semplice ma da Galella ci si aspettava di più dopo anni di contro-proposte.

SALVATORE ADDUCE

IL 2015 per lui partiva con il vento in poppa per aver portato Matera a essere capitale europea della cultura. Quindi 9. Poi però un pre campagna elettorale troppo piegata sull’essere il numero uno per forza e la successiva sconfitta al netto gli hanno fatto meritare  una bocciatura netta: 3. La media si assesta alla sufficienza.

ROCCO COVIELLO

NON è stato eletto in consiglio comunale ma è stato quello che per primo ha creduto nelle potenzialità elettorali di De Luca. Poi si è ritrovato assessore scalando posizioni su posizioni infine lascia il proprio partito per non abbandonare lo stesso De Luca e anche la poltrona da assessore. Insomma Rocco Coviello come stratega  eccelle.   Per scelte personali (politiche)  un pò meno.

COSIMO MUSCARIDOLA

AL netto della simpatia che pure nel potentino suscita, Cosimo Muscaridola, riconfermato segretario cittadino del Pd materano, è un politico che spacca il suo stesso partito. E’  uomo di “cuore” che per l’amico (in questo caso Adduce) ci mette faccia e tutto il resto. Ma la mediazione non è materia che lo appassiona. Nella scorsa campagna elettorale ha mostrato inutilmente i muscoli.

GIAMPIERO IUDICELLO

SI attende solo la nomina, ma Giampiero Iudicello è già assessore in pectore. Forse anche vice - sindaco. Avesse vinto (e non perso) il suo candidato sindaco assessore lo sarebbe già. Insomma il futuro è roseo come il recente passato: primo degli eletti e segretario cittadino fino allo scorso congresso. Ma il suo Pd a Potenza è sempre più un rebus. 

ANGELO TORTORELLI

HA perso le elezioni a Matera. Poi le ha vinte risultando decisivo al ballottaggio. E’ diventato addirittura presidente del Consiglio comunale al fianco di De Ruggieri. Insomma per lui è stato un 2015 importante e continua a guidare UnionCamere. Purtroppo non riesce a calarsi nel ruolo istituzionale che gli compete: troppe cadute di stile su Verri.

ENZO SARLI

UN’enigma. Prima del congresso cittadino del Pd era conosciuto solo come avvocato. Poi  è diventato segretario dem. Che non fosse uno strutturato politicamente lo si era capito dall’esordio. Ma con i giorni ha palesato tutti i limiti del “noviziato” in un contesto non certo dei più facili. Oscilla tra il cadetto e quello che vuol cambiare il mondo in un giorno solo. Calma...

VINCENZO SANTOCHIRICO

IL rischio bocciatura è altissimo. Sono stati 12 mesi complessi non solo per Vincenzo Santochirico ma anche per chi lo osserva e ne scrive. Ha strappato con il Pd a Matera sostenendo De Ruggieri. Prima aveva detto di voler sciogliere le correnti del Pd. Poi ritorna e si iscrive alla corrente nazionale di Orfini (Giovani turchi) facendo perdere la pazienza a molti. Ma per lui è tutto normale.

LA GIUNTA REGIONALE

FLAVIA FRANCONI

L’UNICA assessora. E addirittura unica donna in tutta l’aula del consiglio regionale. Non da eletta appunto ma da componente della giunta degli esterni. Già solo per questo andrebbe promossa a prescindere. Anzi difesa. Al netto della “amara” ironia, la Franconi resta una “scienziata” prestata alla politica. Con tutti i pro e i contro del caso. 

ALDO BERLINGUER

NEI mesi ha perso un pò di smalto forse. Rimane un nome (anzi un cognome) spendibile da Trieste a Lecce. Una garanzia di notorietà e affidabilità. E apprezzabile il suo attivismo sui problemi.  La cadenza toscana in più che comunque  gli favorisce simpatie. Paga una delega tra le più difficili tra Ambiente con il petrolio e i trasporti che in Basilicata non sono proprio una eccellenza. 

RAFFAELE LIBERALI

A META’ tra Franconi e Berlinguer. Come la prima, basta passare i confini lucani per comprenderne il prestigio nazionale per il percorso precedente alla sua nomina da assessore regionale. Come il secondo riesce a essere simpatico a pelle con l’arrivo in moto e la passione per la vela. Da assessore si difende  accumulando esperienza. 

LUCA BRAIA

ENTRATO in Giunta al secondo tempo, Braia in questi pochi mesi ha dimostrato di essere un perfetto allievo di Stakanov. Instancabile. Per lui non c’è pausa. Lavora e comunica quello che fa senza soluzione di continuità. A qualsiasi ora. Croce e delizia della stampa che deve essere pronta alla modifica dell’ultima ora. Per la bontà dei provvedimenti bisogna però aspettare la prova del tempo.

MICHELE OTTATI

NEL 2015 è stato assessore all’Agricoltura solo per pochi mesi. Poi sostituito in piena campagna elettorale per le amministrative della scorsa primavera dal renziano ed ex assessore regionale, Luca Braia. Michele Ottati, dopo un comprensibile sfogo a caldo, ha lasciato la delega assessorile alla Regione in punta di piedi. Troppo poco per attribuire un voto. 

IL COMPIANTO SEGRETARIO LUONGO

SAREBBE davvero facile dare 10 ad Antonio Luongo. Il segretario regionale del Pd della Basilicata drammaticamente scomparso 3 settimane fa. Il ricordo, la commozione, il dolore, il rimpianto sono ancora troppo caldi per un giudizio netto e lucido. Sarebbe oltretutto anche “indecoroso” e di cattivo gusto oggi non dare un voto di eccellenza a chi non può più telefonare il giorno dopo e spiegare il proprio punto di vista. Insomma il giudizio su Antonio Luongo a questo punto, purtroppo, può darlo solo la “storia”, E  quindi nessun altro, nè  oggi e nemmeno domani.

Ma resta che non c’è giorno che Luongo non venga ricordato -  visto il caos che c’è nel Pd lucano - e anche profondamente rimpianto.

In ogni caso non può esserci una pagella del 2015 senza il voto ad Antonio Luongo. Anzi, senza i voti. Perchè il segretario regionale Luongo se li è meritati tutti. Fuori dalla retorica, non c’è dubbio che Antonio Luongo è stato un politico. Uno vero. Un professionista e non uno capitato a fare politica come oggi ce ne sono tanti. Di più. Luongo è stato per molti lustri, la politica. Nel bene e nel male ma comunque un professionista della politica: mai un dilettante.

E come tale ha spesso meritato voti eccezionali per le capacità di analisi, di mediazione e di lungimiranza senza pari. Ma era un uomo, (molti se ne sono accorti solo la mattina dell’8 dicembre scorso) con pregi e difetti. E quindi come tale si è meritato, come capita ai grandi, tutti i voti. Anche il 10 che per molti altri rimane solo un sogno.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?