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Un anno di Basilicata
Il 2015 raccontato in pillole

Basilicata

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POTENZA - Il 2015 politico della Basilicata sarà ricordato per lo Statuto regionale. Per lo scampato pericolo delle perforazioni di fronte alle spiagge della Magna Grecia. Per il reddito mimino di inserimento. Per l’addio di Folino al Pd e il “nuovo” amore con Placido per l’apertura del cantiere di una nuova sinistra. E ancora per la sconfitta del centrosinistra a Matera. Per l’estrema litigiosità del Pd e per la scomparsa dolorosa di Antonio Luongo.

E ancora per il lungo tormentone della giunta di Potenza legato alle sorti congressuali del Pd cittadino e per il rimpasto della giunta regionale sempre annunciato e imminente ma poi puntualmente rinviato.

E’ stato l’anno delle riforme nazionali e di quelle  regionali portate avanti senza più l’alibi della giovinezza del consiglio regionale degli esordienti. Tutto ovviamente condito dalle polemiche inevitabili. Il Governo Renzi inoltre è stato contestato a più riprese anche da pezzi del suo stesso partito in Basilicata soprattutto per il Jobs act e per la riforma della scuola.

E sempre nel 2015 il Pd ha consegnato un Roberto Speranza da battaglia che ha rinunciato alla carica di capogruppo del Pd alla Camera dei deputati per indossare il ruolo di antirenziano.

E per rimanere al Pd, è stato anche l’anno in cui molti big del Pd fino a ieri bersaniani, sono diventati fan a diverso livello del premier Renzi. Un ruolo lucano con Speranza e i renziani ci fu anche nell’accordo sull’elezione di Mattarella a Presidente della Repubblica che fece saltare definitivamente il patto del Nazareno.

Sul fronte del centrodestra invece c’è stato il cambio di casacca da parte del deputato Cosimo Latronico che dopo anni di fedeltà a Berlusconi ha lasciato Forza Italia per seguire l’amico Raffaele Fitto. Stesso approdo ma da partenza diversa anche per il senatore ex dei Popolari per l’Italia, Tito Di Maggio.

E’ stato quindi il secondo anno al governo della Regione Basilicata per Marcello Pittella che ha dovuto fronteggiare anche il fuoco amico e non solo una volta. Il governatore in ogni caso chiude l’anno senza molti affanni ed è il protagonista della trattativa Roma - Basilicata per evitare il commissariamento del Partito in seguito alla scomparsa del segretario Luongo.

Come ormai avviene da anni si sono registrate le solite “avventure” centriste per la rinascita della “Balena bianca” poi puntualmente abbandonate. E infine l’anno si chiude con il mega evento a Matera del capodanno di Rai 1 che inevitabilmente diventa anche un “fatto” politico.

s.santoro@luedi.it

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