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Il calvario di Potenza
La giunta slitta ancora: se ne riparla dopo il 10

Basilicata

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POTENZA - «E’ ormai palese che non vi sono le condizioni politico-amministrative per trovare una sintesi vera che possa rispondere ai reali bisogni della città, stante le enormi distanze culturali e programmatiche tra le forze in campo». I santarsierani, per bocca di Gianpaolo Carretta, tornano all’attacco contro la Giunta delle larghe intese, proprio nei giorni in cui sarebbe in atto l’ennesimo tentativo per l’accordo finale Pd-De Luca.
Tra le tante che sono girate in questi giorni, l’ultima ipotesi presa in considerazione sarebbe quella di congelare la nomina del vicesindaco che resta il più grande ostacolo, rispetto al quale i Dem non riescono a fare sintesi. Dunque, la possibile via d’uscita: lasciare la carica all’attuale vicesindaco a Gerardo Bellettieri e rinviare, a un secondo momento, la nuova nomina. Ma la risposta non arriverà prima del 10 gennaio. La proposta avanzata dai renziani, già circolata nei giorni scorsi, dopo essersi inizialmente arenata, torna a essere il perno sul quale si cerca di fare leva. Ma è l’area Speranza a essere poco convinta. In particolare è il capogruppo in Consiglio, Iudicello, a muovere le proprie perplessità rispetto all’ipotesi che ne mortificherebbe le aspirazioni da numero due di De Luca. La difficile “trattativa” è ulteriormente rallentata dall’assenza dell’ex capogruppo alla Camera che si trova all’estero. E, infatti, la risposta definitiva arriverà solo dopo il suo ritorno, il prossimo 10 gennaio. Quando De Luca avrà l’ultimo e, si spera, risolutivo confronto con Speranza e Pittella. La situazione resta in stand by, ma nel frattempo è quel pezzo di Pd che fa capo all’ex sindaco a scendere in campo con le armi pesanti per tentare di stoppare ogni ipotesi d’accordo.
«Dopo che la direzione del Pd – tuona Carretta – aveva dato al proprio segretario cittadino un mandato meramente esplorativo per offrire una propria collaborazione a un percorso a termine e di natura prevalentemente programmatica, per affrontare le innumerevoli emergenze della città, a oggi ci si attarda su questioni esclusivamente organigrammatiche che non rispondono al bene della città e ai suoi bisogni di essere amministrata dopo un anno e mezzo di stallo e di paralisi amministrativa. Se non bastasse questa è la dimostrazione che, in assenza di una decisione definitiva da parte della direzione del Pd, in una situazione di stallo non più sopportabile e che la città non capisce, dopo tutti i tentativi, l’unica strada lineare e trasparente rimane quella del voto».
Anche la lista civica “Per la città” che aveva sostenuto la corsa di De Luca alle scorse amministrative ieri ha chiesto di tornare alle urne. Qualche giorni prima lo aveva fatto anche il consigliere di Fratelli d’Italia, Giuseppe Giuzio.
L’unica via per evitare le elezioni anticipate - ha aggiunto Carretta - sarebbe quella di una giunta ridotta a sei componenti, composta da personalità di alto profilo tecnico, che possano affrontare le emergenze in materia ambientale e nei temi della mobilità, della viabilità, della scuola e dell’occupazione, per poi ridare democraticamente voce ai cittadini.
Non solo questioni politica. Per Carretta la Giunta De Luca non si sta dimostrando all’altezza nemmeno dal punto di vista amministrativo. E fa riferimento a due interrogazioni presentate nelle settimane passate - una relativa alla gestione del trasporto pubblico urbano e l’altra relativa al servizio di brokeraggio assicurativo - rimangono ancora senza risposta. «E’ chiaro ed evidente - conclude l’ex capogruppo Carretta - che il Consiglio comunale, alla luce di tali comportamenti, deve esercitare una rigorosa funzione di controllo e di impulso sugli atti amministrativi, in ossequio ai principi di trasparenza e buon andamento dell’azione amministrativa, come gli è proprio per legge a tutela dell’intera comunità cittadina» conclude il consigliere Carretta.

m.labanca@luedi.it

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