Salta al contenuto principale

Comune, Sarli ci riprova
e convoca la direzione cittadina

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 9 secondi

POTENZA - Dalle colonne di Repubblica, il leader della minoranza Dem, Roberto Speranza, torna a fare la voce grossa contro il partito della nazione, con tanto di appello a Renzi a lasciare Nuovo centro destra e Verdini, per un più autentico riposizionamento a centrosinistra. Ma dalla Basilicata gli fa eco chi lo taccia di scarsa coerenza sul doppio livello nazionale - locale: a Roma contro le aperture a centrodestra, a Potenza al lavoro per una Giunta delle larghe intese, al fianco del sindaco «eletto dai fascistelli». Anche Gianni Rosa ci mette del suo. Ma non solo. Pure perché, secondo le indiscrezioni dei giorni scorsi, le ulteriori lungaggini nella risoluzione nel nodo vicesindaco che ancora oggi impedisce al Pd lucano di procedere spedito verso il nuovo esecutivo, sarebbero dovute proprio alla sua assenza. L’ex capogruppo Dem alla Camera si trova all’estero per motivi personali. Non è chiaro se sia già rientrato (l’intervista su Repubblica potrebbe essere stata realizzata a distanza), ma nel frattempo la vertenza capoluogo rimane in stand by.

Al contrario di quanto accade nel Pd lucano, dove le carte si rimescolano di giorno in giorno. L’ultima direzione flop del partito aveva avuto per effetto l’esautorazione del neo segretario Enzo Sarli rispetto alla conduzione della “trattativa” con il sindaco De Luca. In pratica, l’ex presidente dell’Ordine degli avvocati era stato bypassato dai dirigenti del partito con cui il sindaco, nelle ultime settimane, ha tenuto interlocuzioni dirette.

Il risultato non è stato comunque quello atteso, se, ormai a distanza di tempo, la soluzione unitaria non è stata ancora trovata. Tutto legato al nodo del vicesindaco, rispetto al quale le aree Renzi e Speranza rimangono agli antipodi. L’ultima trovata era stata quella di “congelare” la carica, almeno per il momento. Ma la corrente dell’ex capogruppo non avrebbe ancora sciolto le riserve. E se proprio attesa deve essere, Sarli ci riprova. Dopo aver aspettato che gli animi si rasserenassero, a seguito della tempesta dell’ultima direzione, il segretario ha inviato una nuova convocazione per il prossimo 11 gennaio. E il senso politico lo spiega così: «Mi piacerebbe che la soluzione tornasse all’organo politico deputato ad assumerla. Che intorno ad essa ci fosse la condivisione dei componenti l’organismo. Ferme restando le direttive dei dirigenti del partito, credo che la decisione andrebbe assunta in quella sede. E non lo dico perché sono io il segretario cittadino, ma perché credo sia questo il giusto percorso da intraprendere, a prescindere di chi ricopre la carica. Quanto meno per esprimere una voce unica, al posto delle mille campane che si sono sentite in questi giorni». Insomma, Sarli, che anche durante le festività natalizie si è comunque adoperato nel difficile tentativo di mettere tutti d’accordo, starebbe cercando di tirarsi fuori dal ruolo di segretario scavalcato. Del resto, se il partito che lo ha eletto non più di un mese fa ha già provveduto a metterlo nell’angolo, a uscirne danneggiata è soprattutto l’immagine del Pd.

Nel frattempo, pendono però sul capo di Sarli le richieste di verifica arrivate dall’area Renzi subito dopo la direzione l’assemblea cittadina di qualche settimana fa.
E in particolare dal consigliere regionale, Vito Giuzio, che, all’indomani della direzione, si era spinto a chiederne le dimissioni. Ed è a questo scopo che tra i due sarebbe in calendario un confronto preventivo - prima della prossima direzione - che si dovrebbe tenere proprio in questi giorni. Almeno per provare a evitare che l’esito della nuova direzione finisca per rimarcare il copione di quella precedente.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?