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Il 2015 del governatore
Matera, Pil e lavoro: più luci che ombre

Basilicata

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POTENZA - «Due anni fa eravamo la Regione di Rimborsopoli e sotto il palco mi mostravano gli scontrini». E ancora «settant’anni fa Matera era la vergogna dell’Italia» mentre oggi «la Basilicata è un brand». Così Marcello Pittella ieri ha fotografato, nella consueta conferenza di inizio anno con i giornalisti, la Basilicata «che ha cambiato passo». E lancia il modello Basilicata da esportazione. E quindi per essere ancora più preciso il presidente della Regione ha specificato: «Nonostante i soli 500 mila abitanti la nostra regione è il locomotore del Sud». Insomma Per il governatore lucano sono stati «due anni intensi» con l’auspicio che «ci apprestiamo a percorrere 365 giorni altrettanto intensi». Da qui la sintesi dello stesso Pittella su tutto quello fatto nel 2015 e quello su cui si scommette per il 2016. Lo schema comunicativo del presidente della giunta è rodato. L’inizio è “social”: nuovo hashtag creato per l’occasione “#UnBuonAnno” e video introduttivo di pochi minuti in cui sono stati trasmesse le immagini dei titoli dei giornali dell’anno. In chiave positiva.
Poi il governatore ha ricordato i nastri di partenza: «Eravamo in una situazione di, con un Pil dal segno meno e una società lucana a rischio disgregazione. Senza contare che c’era stata la conclusione anticipata della legislatura e quindi con una situazione complicata di per sè».
Dopo due anni, Pittella quindi si dice soddisfatto per aver «attraverso le nostre politiche del lavoro, ridotto la povertà dal 50 al 37 per cento». Un altro tema caro al governatore è quello dell’attenzione agli ultimi e ai penultimi: «Basti pensare al reddito minimo di inserimento, all'ex Copes, all'utilizzo della card benzina a scopo sociale, recuperando migliaia di famiglie».
Il discorso di inizio anno è quindi proseguito. Pittalla ha sintetizzato nei tre assi “coesione sociale”, “sviluppo” e “riforme” il proprio agire istituzionale. E dicendosi sicuro che sia stato «un buon anno il 2015» ha insistito su un trend positivo che ha fatto passare il prodotto interno lordo della Basilicata «dal meno 3,5 del 2012 al meno 0,7 del 2014 fino al più 0,3 dello scorso anno a cui si è aggiunto un aumento dell’occupazione, con un aumento di 6.500 posti, e una diminuzione della disoccupazione, dal 16,5% del 2013 al 12,2% del terzo trimestre 2015».
Il fiore all’occhiello: Matera e il turismo. Pittella ha preseguito: «Crescono i consumi e il numero di imprese, ma un traino forte dell’economia arriva anche dalle cifre del turismo: una su tutte, quella di Matera, che segna un più 40 per cento di arrivi, e uno scenario che vede la Basilicata come meta per un milione di persone nei prossimi anni». Proseguendo a ritmi alti Marcello Pittella ha quindi aggiunto il segnale legato alle start up, passate «da dieci a 35 nell’ultimo anno». Sulle riforme messe in campo negli ultimi due anni il governatore ha ricordato l’Arpab, l’Arbea, fino all’istituzione dell’Egrib, della Fondazione Biomedica e dell’Agenzia per il lavoro e della Stazione unica appaltante.
Altro passaggio sulla “coesione territoriale”: «Abbiamo fatto un grande sforzo - ha detto ancora Pittella - con 32 milioni di euro per Potenza, otto per dieci piccoli Comuni e 30 per le due Province».
Sono seguite quindi le domande dei giornalisti che hanno consentito al presidente e agli assessori regionali presenti al suo fianco (Luca Braia, Raffaele Liberali e Aldo Berlinguer mentre era assente per impegni familiari Flavia Franconi) di affrontare e snocciolare altri temi e altre cifre. Centrale in tal senso il tema petrolio e quello di Matera capitale europea della cultura 2019. In particolare sul tema perforazioni, il governatore ha aggiunto: «C’è stato un cambiamento nel metodo Basilicata. Abbiamo ascoltato, condiviso, socializzato, ma deciso. Questo metodo della decisione lo abbiamo sposato quando abbiamo parlato di petrolio. Un anno fa eravamo assediati dinanzi la Regione da una grande manifestazione democratica. C'era certamente una strumentalizzazione. Abbiamo provato a dire nella incomprensione quando non aderimmo all'impugnativa dello Sblocca Italia che con la pazienza avremmo ottenuto risultati. Card benzina convertita e memorandum sono i risultati. Abbiamo ottenuto il trenta per cento dell'Ires e una finestra sul patto di stabilità di 50 milioni di euro. Il dialogo con il governo ha inserito nella finanziaria un emendamento che ha recuperato i quesiti referendari. Da parte del governo nazionale c'è stato un atteggiamento di grande apertura e responsabilità».

s.santoro@luedi.it

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