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C’è la giunta bis
ma il Pd non è pronto
Iudicello vicesindaco

Basilicata

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POTENZA - Bufale, fotomontaggi e notizie che si sono rincorse per tutto il giorno, a condire l’ennesima giornata all’insegna dell’attesa della nuova Giunta di Potenza. Il tam tam è iniziato già dalla mattina. Con l’indicrezione - non si sa quanto fondata - di una squadra ufficializzata dal sindaco, successivamente costretto alla ritirata. Tanto che sui social impazza anche un finto screenshot della home page del sito del Comune che dà per fatto il De Luca bis. Una bufala: si scoprirà qualche ora dopo. E nemmeno l’unica della giornata. Nel frattempo le forze politiche che hanno sostenuto la corsa di De Luca alle amministrative, oggi ex alleati, danno fiato alle trombe per denunciare «lo scandalo».
Alla fine, il risultato arriva: l’esecutivo c’è, nomi e deleghe sono pronte e non manca qualche sorpresa rispetto a quanto circolato nei giorni scorsi. Il Pd ha risolto le crisi di nervi interne (anche se non tutte, per la verità). A sbloccare lo stallo, la lettera di Roberto Falotico inviata direttamente al primo cittadino, in cui si dice pronto al passo indietro. «Non può essere una questione di pennacchi»: così si dice disposto a rinunciare alla carica di vicesindaco, contesa con Giampiero Iudicello (il nome indicato in quota Speranza).
L’ex segretario cittadino alla fine la spunta. Ma l’ufficializzazione del nuovo esecutivo ancora non c’è.
Dopo una giornata difficile, con scontri e maldipancia che non hanno risparmiato nessuno, nel complicato tentativo di ricomporre il quadro e mettere tutti d’accordo, alla fine i Dem hanno preteso che l’accordo passasse dal direttivo cittadina. A spingere per il passaggio assembleare, soprattutto il presidente Pittella. Con la richiesta al segretario Sarli di anticipare la direzione già convocata da giorni per l’11, a oggi.
Ma l’ipotesi alla fine è stata scartata, per il rischio che ne sarebbe conseguito di una possibile impugnativa: troppo brevi i tempi tra la convocazione e la direzione, per consentire a tutti i componenti di essere presenti. Quindi, come ovvia conseguenza, tutto rinviato a lunedì. Potenza resta in stand by anche per questo week end. Ma i giochi sono ormai fatti. Non prima di lunghissime ed estenuanti trattative giocate anche sulla distribuzione delle deleghe.
Per ora i nodi nel centrosinistra sembrano risolti: oltre a Iudicello e Falotico, entrano nel De Luca bis Donatella Cutro (in quota Polese), Carmen Celi (considerata vicina a De Filippo che alla fine ha avuto la meglio rispetto ad Alessandra Sagarese) e Sergio Potenza (quest’ultimo in quota Speranza). Tutti contenti? Non proprio. A tuonare contro è l’ex primo cittadino, Vito Santarsiero: «Si parla di nuova giunta imminente al Comune di Potenza con rappresentanti del Partito Democratico. Sarebbe interessante sapere chi tratta per il PD e quale organismo politico ha deciso in merito».
Ed è forse per questo che il presidente Pittella ha insistito per il passaggio in assemblea. Richiesta che il segretario Sarli ha inviato in serata al primo cittadino: prima del definitivo via libera, bisognerà attendere la riunione di lunedì. Difficile immaginare che l’area dell’ex sindaco abbia i numeri per far saltare l’accordo. Dunque, dovrebbe trattarsi di una semplice formalità.
Ma i mal di pancia, ieri, non hanno riguardato solo il centrosinistra. Burrasca anche tra il primo cittadino e il consigliere regionale Aurelio Pace. A sorpresa, in Giunta, non c’è più l’assessore in quota Pace, Leonardo Cuoco. Al suo posto sarà confermata l’attuale assessore Annalisa Percoco. Soluzione che, pare, il sindaco abbia adottato per garantire un’adeguata rappresentanza delle donne nell’esecutivo, visto che qualcuno aveva già prospettato un ricorso al Tar in caso di mancato rispetto delle nuove norme sulla rappresentanza di genere. Che però il consigliere regionale di Popolari per l’Italia paga, perdendo “una postazione” in Giunta. Pace conserva comunque l’ultimo titolare di deleghe arrivato a Palazzo di Città: l’assessore al Bilancio, Luigi Vergari. E poi ci sono i due Fratelli d’Italia (almeno fino se e fino a quando non arriveranno provvedimenti da parte del nazionale), Gerardo Bellettieri e Rocco Coviello.
Per quanto riguarda il Partito democratico, si tratta di una giunta frutto anche nei nuovi equilibri di partito, non solo a livello locale: il dietro front dei renziani sulla carica di vicesindaco va letta anche alla luce del nuovo asse Speranza-Pittella. Anche il passo indietro di Margiotta che alla fine “sacrifica” Alessandra Sagarese, per luongo tempo assessore in pectore, a favore della consigliera in quota De Filippo sembra essere foriero di una rinnovata intesta tra il senatore e il sottosegretario alla Sanità.

m.labanca@luedi.it

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