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I sindacati lanciano l'allarme su lavoro ed economia
«In 8 anni dimezzato il valore dell'export lucano»

Basilicata

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POTENZA - Cresce la preoccupazione per lo stato dell'economia lucana. I dati sull'occupazione e sull'export in Basilicata, secondo quanto ricostruito dai sindacati «sono drammatici» e il «Manifesto sul lavoro» realizzato proprio dalle organizzazioni sindacali «è stato finora ignorato».

Questa la tesi di Cgil, Cisl e Uil che per questa ragione hanno chiesto un confronto con la Regione, annunciando una «grande marcia per il lavoro» che si svolgerà a marzo. Ad annunciarlo i segretari lucani di Cgil, Cisl e Uil, Angelo Summa, Nino Falotico e Carmine Vaccaro.

Il Manifesto per il lavoro - con proposte per i settori dell’ambiente, delle piccole e medie imprese, delle risorse naturali, del turismo e per il settore socio-assistenziale - è stato presentato lo scorso novembre, «ma ha trovato 'sordità' da parte di chi ha responsabilità di governo», hanno aggiunto i sindacati.

I tre segretari, inoltre, hanno spiegato che l’export lucano è diminuito dai due miliardi di euro del 2007 al miliardo del 2015 (di cui il 78% è dovuto alla produzione della Fca), con «una recessione che nel solo ultimo trimestre del 2015 ha portato alla perdita di circa 400 posti», secondo Summa, Falotico e Vaccaro, e «con una cassa integrazione a 13 milioni di ore, che riguarda 3.250 lavoratori»: i dati «fanno accapponare la pelle - hanno concluso - e per questo è urgente un confronto sulle nostre proposte e sui programmi per il prossimo futuro, e non escludiamo una grande marcia per il lavoro, che si svolgerà a Potenza il 19 marzo, con la possibile partecipazione dei segretari nazionali».

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