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Sarli replica alle critiche dei consiglieri
ed elogia chi ha rinunciato all'assessorato

Basilicata

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Enzo Sarli (Pd)

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POTENZA – «In merito alle pur legittime contestazioni rivoltemi da alcuni consiglieri comunali – relative al mio comunicato diramato a seguito del "varo" della nuova giunta comunale – preciso che, ferma restando sempre la centralità del Coordinamento cittadino, il segretario di circolo non rappresenta un nuncius, ovvero un mero esecutore di delibere del Coordinamento (lo statuto dice che il secondo affianca il primo nella direzione politica del partito): è legittimato, per statuto, anche ad esprimere una propria linea, sempre che non travalichi in modo evidente la voce della base del Partito e dei suoi dirigenti». È quanto dichiara il segretario cittadino del Pd di Potenza, Enzo Sarli. 

Sarli aggiunge che «nel caso di specie, lo stringato mio comunicato del 27 gennaio risulta non solo in linea con quanto espresso dal vicesegretario nazionale Guerini, ma è il risultato anche di un'attenta rilettura delle tre mozioni presentate in occasione dell'ultima Direzione cittadina, tutte finalizzate, con sfumature diverse, all'appoggio al sindaco De Luca».

• IL TERREMOTO POLITICO DOPO IL RIMASTO DELLA GIUNTA DE LUCA

Il segretario dem potentino intende infine «precisare come delle due mozioni presentate dall'area renziana sia stata, nel corso dell'assemblea, sostanzialmente operata una sintesi, che rispecchiava quanto di fatto realizzato con il varo della giunta. Dunque, fermo restando il legittimo diritto da parte dei consiglieri alla critica, questa appare, nel caso che ci occupa, priva di fondamento. Il Partito avrà presto modo di confrontarsi e chiarirsi, in ogni caso, non appena verrà convocato nuovamente il Coordinamento. Ritengo, comunque, che, condividendosi l'appoggio esterno alla giunta, prevalgano equilibrio e responsabilità. Ed equilibrio, responsabilità, spirito di appartenenza al partito e non attaccamento alle poltrone vanno riconosciuti ai consiglieri comunali, che, chiamati dal sindaco a far parte della giunta, vi hanno diligentemente rinunciato».

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