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Emilio Colombo divide la Basilicata anche da morto Polemiche dopo la decisione di intitolargli una via - VOTA

Basilicata
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Emilio Colombo durante la seduta in Senato dello scorso 15 marzo (foto COSIMO MARTEMUCCI)

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Emilio Colombo
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POTENZA - Sono passati quattro anni dalla sua morte, ma la figura di Emilio Colombo continua a dividere i potentini. A riaprire la decisione dell’amministrazione comunale di Potenza di avviare l’iter necessario per dedicargli una strada (LEGGI LA NOTIZIA). Una strada in particolare, dall’alto valore simbolico, come spiegato dal vicesindaco, Sergio Potenza: «quella in via di ultimazione, che collegherà via Cavour, di fronte piazza De Gasperi, con l’Università e poi, proseguendo, quella fino all’ospedale San Carlo».

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Una decisione che sembrava assolutamente legittima in quella che è la città natale di Colombo, ma evidentemente non tutti la pensano nello stesso modo. E a dare voce ai “perplessi” è il capogruppo in consiglio comunale di Fratelli d’Italia, Giuseppe Giuzio. 

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«Si è trattato di un personaggio senza dubbio illustre - dice Giuzio - in una terra avara di uomini illustri, che ha fatto valere le ragioni della politica lucana, oggi molto meno determinante di allora, nelle stanze romane. Tuttavia, noi crediamo anche che l’azione politica di Emilio Colombo sia stata velata dall’idea, condivisa dalla maggior parte dei Lucani, che forse tutto l’impianto assistenzialistico e clientelare della nostra politica possa essere, anche, parte della sua eredità. Certo, i lucani erano fatalisti, e familisti, ben prima di Colombo. Nei 70 anni in cui ha operato il senatore, altre parti d’Italia, molto più arretrate (anche culturalmente) della Lucania, hanno conosciuto sviluppo e benessere. Ma per raggiungerlo hanno dovuto affrontare lo scontro tra i programmi elettorali, favorire la nascita di una borghesia forte e indipendente dai politici, puntare sulla programmazione economica. Tutto ciò che non è stato fatto durante il lungo periodo in cui ha operato, quasi senza contraddittorio, Emilio Colombo. E molti lucani hanno il sospetto che ciò non fosse affatto causale.Crediamo che, questa persistente volontà di tributare onori pubblici a Colombo, rischi di essere percepita dai Lucani come l’atto di una sola parte politica, un atto minoritario e non collettivo. Non sarebbe saggio, in questo periodo storico».

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Non tutti la pensano allo stesso modo ovviamente. Di tutt’altro tenore, infatti, il commento del capogruppo del Centro Democratico, Pietro Campagna che, invece, si rallegra per la decisione dell’amministrazione. Anzi, rilancia: «è utile ricordare che era stata lanciata anche l’idea che, da parte dell’Ente Regione, si verificasse la possibilità di istituire una Fondazione intitolata al presidente Colombo».


 

Unica perplessità riguarda la scelta della zona: «una nuova strada in via di realizzazione - commenta Campagna - che, per la verità, è poco più di un viottolo di campagna. Avremmo preferito che ad Emilio Colombo, proprio per dare esito al debito di riconoscenza che la città certamente gli deve, venisse intestato un luogo più significativo di quel centro storico cittadino che lo vide a lungo protagonista».

«Il tratto di strada che collegherà via Cavour con l’Università e l’ospedale San Carlo - precisa invece il capogruppo dei Popolari uniti, Piero Calò - rappresenta la vera possibilità di ricordare il presidente Colombo. Si tratta - aggiunge Calò – di un percorso che ha la particolarità di interessare l’ospedale S. Carlo e l’Università della Basilicata, due grandi strutture a servizio della comunità lucana e non solo, entrambe volute dal presidente Colombo. Eppoi - aggiunge - l’Ateneo lucano, sorto all’indomani del terremoto del 1980, avrà la propria sede in viale Emilio Colombo. Altro che “viuzza di campagna” come qualcuno tenta di far credere - dice riferendosi proprio a Campagna - Ci vuole rispetto per la memoria. Sono del tutto strumentali e mal si conciliano con il ricordo di un grande statista come Emilio Colombo, le inutili quanto insensate polemiche delle ultime ore». Insomma, passano gli anni ma Colombo resta protagonista, nel bene e nel male.

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