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Sagre e spot anche coi soldi di strade e imprese

La Regione su Matera2019 «Non è penalizzata»

Basilicata
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La sede della Regione Basilicata
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POTENZA - Non solo 2milioni e 600mila euro dal programma complementare di Matera 2019, capitale europea della cultura, ma anche 2milioni e mezzo dai «lavori di ristrutturazione corridoio stradale Salerno - Potenza - Bari con estensione direttrice Basentana», e 600mila euro dagli incentivi alle imprese «anche localizzativi dell’indotto dei principali Cluster regionali». Per gli spot promozionali dell’Apt, la missione kazaka della Regione, ma soprattutto le iniziative di «valorizzazione del patrimonio culturale intangibile» lucano. Incluse sagre, concerti bandistici, e appuntamenti vari i per allietare l’estate già iniziata.

Sono i soldi che da gennaio la giunta regionale ha deviato dalla loro originaria destinazione, all’interno del Patto per la Basilicata siglato a maggio dell’anno scorso dal governatore Marcello Pittella e dall’ex premier Matteo Renzi, verso le strategie di «marketing territoriale ed internazionalizzazione». Quindi stanziato, tra le altre cose, per la partecipazione all’Expo di Astana (180mila euro), il piano di comunicazione e marketing dell’Azienda regionale di promozione turistica (2milioni e duecento mila euro), e da ultimo, in misura preponderante, il calendario di 270 eventi concentrati nelle prossime settimane da Montescaglioso a San Costantino Albanese.

Le motivazioni della rimodulazione compiuta con la deviazione di 2.600.000 dal programma Basilicata 2019, che prevede «infrastrutture ed interventi complementari e connessi al programma Matera 2019» fanno riferimento all’«urgenza» di finanziare gli appuntamenti previsti «essenzialmente nel periodo estivo». Mentre a gennaio, per i soldi destinati a imprese e infrastrutture, si parla di «esigenze di «velocizzazione della spesa» e di «perseguimento dell’unitarietà della programmazione e integrazione delle risorse finanziarie disponibili». Ma che non si sia trattato di un travaso di risorse del tutto indifferente lo testimonia anche il fatto che l’ultima delibera approvata dalla giunta, quella sul «patrimonio intangibile», ha dovuto attendere l’ok dell’Ufficio di gabinetto del Ministro per la coesione territoriale e il mezzogiorno, che è arrivato soltanto il 19 luglio per questa e per la precedente sui fondi prelevati da infrastrutture e imprese. Il giorno stesso in cui la giunta si è potuta finalmente riunire per dare il via libera agli stanziamenti tanto attesi per l’estate lucana.

Durissima la replica della dirigente dell’Ufficio sistemi culturali e turistici - Cooperazione internazionale della Regione, Patrizia Minardi, alla notizia pubblicata in anteprima, ieri mattina, dal Quotidiano del Sud Basilicata, sui «soldi dei programmi complementari di Matera2019» indirizzati verso sagre ed eventi vari. Se infatti la scheda degli investimenti del Patto per la Basilicata parla dei fondi da cui si attinto come risorse per «interventi complementari e connessi» a quelli per la capitale europea della cultura, e nella relazione di accompagnamento di un unico asse strategico che parte da «Matera Città della Cultura 2019», per la Regione sono soltanto «programmi paralleli».

La Minardi ha anche rivendicato la selezione delle iniziative effettuata da «una task force Regione-Università-Cnr». «Matera non viene assolutamente “penalizzata” (privandola di risorse) - ha aggiunto la dirigente - ma al contrario messa al centro di una rete virtuosa di iniziative a livello regionale che esalta il ruolo della Città dei Sassi, considerata la porta di accesso del turismo in Basilicata. E come tale punto di collegamento con gli altri comuni della regione». Quanto ad eventi come Porklandia di Picerno, il Salsicciafestival di Cancellara o la Sagra del cinghiale di Bernalda la Minardi ha insistito: «non è “festa paesana”», bensì «rievocazione della lavorazione della “salsiccia”», che «rientra nei “saperi e nelle tradizioni”». Altro che sapori, profumo di arrosto e birra. Quindi ha evidenziato l’importanza «dei nostri poeti, dei nostri scienziati, dei riti arborei, dei carnevali», al centro di alcune delle iniziative (ma non tutte), e degli itinerari offerti al «turista che da Matera si sposta verso l’interno e sulle coste della Basilicata». Con l’obiettivo di «rafforzare Matera».

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