Salta al contenuto principale

Potenza, troppi parcheggi a pagamento, violate le norme Lascia auto in sosta consentita e se la ritrova al deposito

Basilicata
Chiudi
Apri
Per approfondire: 
Tempo di lettura: 
5 minuti 0 secondi

POTENZA - Il colore dominante della città giorno dopo giorno sta diventando il blu. Blu come le strisce per i nuovi parcheggi a pagamento che in questi giorni sono state realizzate su un lato di via Nazario Sauro e su uno di viale Marconi - nel tratto compreso tra il curvone prima della Questura e la sede della Bnl - e in via Cavour. Per non parlare poi del centro storico dove è tutto blu, come tutti blu sono i piazzali che si trovano a ridosso di viale Verrastro e piazza Zara, solo per citare un paio di esempi. Oltre al danno - automobilisti costretti a pagare per parcheggiare le loro auto - anche la beffa. O meglio le beffe visto che, per quanto riguarda il centro storico o i piazzali accanto alla Regione, i residenti o i dipendenti che hanno acquistato gli abbonamenti non hanno la garanzia di avere posti loro riservati. Non solo In centro storico nel caso di due automobili, chi ha pagato la doppia quota, è costretto anche a sborsare altri 100 euro per avere il duplicato del permesso altrimenti si è multati.

Così come sono stati multati alcuni automobilisti in via Nazario Sauro e in via Cavour. E in alcuni casi oltre la multa bisognerà anche pagare per vedersi restituite le auto che sono state rimosse forzatamente. È vero che l’amministrazione comunale, sia in via Cavour che in via Nazario Sauro, il giorno prima aveva affisso la segnaletica che avvisava di non lasciare le auto in sosta ma non aveva tenuto conto che potevano esserci residenti che già in ferie e non in possesso di una sfera di cristallo non potevano di certo prevedere che al loro rientro non avrebbero più trovato le auto. Come ha denunciato Giuseppe Giuzio, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, che ha raccontato quanto accaduto a una donna «che, partita per le vacanze lo scorso 31 luglio aveva lasciato la sua auto parcheggiata in via Nazario Sauro dove il giorno della sua partenza non era presente nessun divieto di sosta».

E mentre era in vacanza «è stata informata che la sua auto era stata rimossa» perché non aveva provveduto a spostarla il 3 agosto quando il blu dal primo pomeriggio ha cominciato a comparire sull’asfalto. Difficile spostare un auto non essendo in città e soprattutto essendo all’oscuro di quello che l’amministrazione comunale aveva in programma di fare. Un episodio simile anche in via Cavour. Quello dei parcheggi a pagamento in città sta diventando un vero e proprio caso con cittadini sempre più infuriati perché non solo devono fare i conti con un servizio di trasporto pubblico urbano che non funziona - a esempio, come hanno denunciato alcuni residenti, in via De Coubertin in questo periodo non passa nessun bus perché non sono in funzione le linee scolastiche che erano le uniche a garantire il servizio nella zona - ma soprattutto, ed è un loro legittimo diritto, se vogliono utilizzare la propria auto per parcheggiarla devono solo pagare. E questo perché trovare aree di sosta non a pagamento è come vincere un terno al lotto. Il tutto in dispregio a quanto previsto dalla legge e sancito anche da alcune sentenze della Cassazione. Come la 116.

Le sezioni unite civili della Cassazione, nella sentenza, hanno sottolineato come “nei centri urbani - a esclusione delle zone a traffico limitato, delle aree pedonali e da quelle di particolare rilevanza urbanistica - gli amministratori comunali hanno l’obbligo di realizzare, sempre, aree di sosta libera accanto ai posteggi a pagamento a fascia oraria”. Obbligo che girando per la città - se si escludono via Sauro e viale Marconi - non sarebbe stato rispettato, come dimostra la situazione nel centro storico che non è Zona a traffico limitato. Non solo. L’articolo 7, comma 8 del Codice della strada, stabilisce che “qualora il Comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia, o senza dispositivi di controllo di durata della sosta”.

La sosta a pagamento in gran parte della città, tra l’altro, sarebbe in contraddizione con la libertà individuale di movimento - libertà sancita dall’articolo 16 della Costituzione - che ribadisce che il Comune  deve, “su parte delle stessa area, ovvero su altra parte, nelle immediate vicinanze (.….), riservare una adeguata area destinata a parcheggio, rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo della sosta”. E attenzione: quando si parla di immediate vicinanze non si può far valere come alibi il fatto che, a esempio, se i piazzali a ridosso di viale Verrastro sono tutti blu, il cittadino non potrà vedersi “costretto” a parcheggiare a rione Cocuzzo che non è proprio nelle immediate vicinanze. Di fatto il mancato rispetto della giusta proporzione tra parcheggi liberi e a pagamento consente ai cittadini di poter chiedere - e ottenere - l’annullamento delle multe per il mancato pagamento del ticket. All’utente della strada,  infatti, deve dunque essere - in via di principio - garantita la fondamentale libertà di poter scegliere tra il parcheggio a pagamento e quello libero da vincoli. Ma nel capoluogo così non è. O si paga o si paga. Insomma di fatto in questo modo l’unica cosa che sarebbe garantita è quella che viene definita “una fonte (mascherata) di introito”.

Così facendo, l’autorità comunale rischierebbe di incorrere in un uso non corretto (o, tecnicamente,  in un  abuso) del potere attribuitole. Insomma alla luce di quanto sta accadendo in città con i parcheggia pagamento «c’è poco da stupirsi - ha fatto sapere il consigliere Giuzio - da questa ammistrazione (senza una maggioranza politica ma con una maggioranza aggregata al solo fine di portare a termine la consiliatura a dispetto di tutti e tutto) dopo il “cambio di casacca” del primo cittadino, non c’è molto da aspettarsi» e pertanto «è necessario quanto prima risolvere questa anomalia e ridare la voce agli elettori».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?