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VERSO IL VOTO | Camera e Senato, nella simulazione di Vassallo il centrosinistra in Basilicata arranca

Basilicata
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Didascalia Foto: 
La ripartizione dei collegi uninominali della Camera secondo la simulazione Vassallo (fonte: Repubblica)
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POTENZA – Alla Camera e al Senato il centrosinistra lucano insegue: una simulazione relativa ai collegi uninominali, elaborata dal politologo dell'Università di Bologna Salvatore Vassallo, non individua candidati favoriti ma dà M5S e centrodestra in testa (Guido Viceconte, Civica Popolare, e Francesca Barra, Pd, arrancano). Semaforo rosso («indietro nei sondaggi») per i due esponenti di centrosinistra mentre è giallo («risultato per ora incerto») quello abbinato ai grillini Salvatore Caiata (Potenza) e Gianluca Rospi (Matera), così come per Nicola Benedetto (Noi con l'Italia) e Nicola Pagliuca (Forza Italia). Al Pd non va meglio se si analizza la corsa a Palazzo Madama: la poltrona di Gianni Pittella, capogruppo Pse a Strasburgo e ras assoluto delle preferenze, scricchiola mentre per i candidati di M5S e centrodestra (Saverio De Bonis e il leghista Pasquale Pepe) il semaforo è giallo. Anche in questo caso nessun semaforo verde. 

> FOCUS / TUTTI I NOMI IN CAMPO

Al momento – scrive Lavinia Rivara su Repubblica, che oggi dedica alla simulazione di Vassallo tre pagine, «il centrodestra parte da un vantaggio di 144 seggi sicuri nelle liste proporzionali e di 115 nell’uninominale. Totale: 259 deputati. Per arrivare a quota 316 gliene servono almeno 57. Dove può prenderli? Il terreno per fare nuove conquiste è soprattutto il Mezzogiorno, visto che al Nord la coalizione sembra già molto forte. In particolare, come si vede dai dati delle singole regioni, è in Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia e Basilicata che la partita sembra apertissima, con quasi tutti i collegi, 31 per l’esattezza, ancora da assegnare. Ma a contenderseli con il centrodestra sono solo i 5Stelle, mentre la coalizione di centrosinistra perderebbe ovunque. Un destino che sembra toccare anche le contestate candidature di Viceconte e Mancini». I due ex berlusconiani, uno lucano l'altro calabrese, vengono presi ad esempio come nomi "divisivi" presso la base dell'elettorato di centrosinistra. 

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