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“Slow food” si racconta in un film
Appuntamento a Tito con Cinemadivino

Basilicata

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5 minuti 13 secondi
POTENZA - Parafrasando  il grande Nino Manfredi in una pubblicità degli anni che furono, “mangiare è un piacere: se non è buono che piacere è?” e di sicuro , in un mondo sempre più “smart” e sempre più “fast” si gusta sempre meno, si bada sempre meno all’essenza del cibo. 
Deve aver visto giusto, forse utilizzando una sfera di cristallo, quasi 25 anni fa Carlo “Carlin” Petrini, quando ideò e diede vita all’associazione “Slow food”: intuì alla fine degli anni ’80 quanto importante fosse non sperperare l’immenso patrimonio enogastronomico rappresentato in primis dal piacere di stare a tavola, di gustare, di assaporare e quindi dalla salvaguardia della genuinità dei prodotti, mettendo al bando gli Ogm che già iniziavano ad affacciarsi al mondo come “possibilità” e a stuzzicare le menti di scienziati senza scrupoli.
Ora “Slow food” è internazionale, e in tutto il mondo Petrini è il simbolo indiscusso di chi si fa promotore e attore (e fa proseliti) di una elevata qualità della vita, diversa da quella imposta dai canoni e dai signori della globalizzazione, che di certo – a differenza di “Slow food” – non guardano alla salvaguardia dell’ambiente e alla buona salute delle persone che per loro altro non sono che dei “consumatori” da spremere.
E’ stato indicato come una delle 50 persone che potrebbero salvare il mondo Carlo Petrini, proprio per questo suo essere “per” prima ancora che per il suo essere “contro”: “per” la genuinità, la salute, il buon e ben mangiare con pacatezza. 
“Contro” gli Ogm e ogni cosa venga imposta dalla globalizzazione ad alta velocità in netta antitesi con il suo credo. 
Queste cose di lui, del suo essere, le ha ben spiegate il fiduciario “Slow food” di Potenza, Caterina Salvia, durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento “Cinemadivino Basilicata”, quando ha preso la parola per annunciare e spiegare la presenza a Tito il prossimo 6 agosto proprio di Carlo Petrini, che interverrà all’inaugurazione della rassegna cinematografica lucana organizzata da Raimondo Faraone Mennella di “Vìcentro enologico”di Tito, dove il primo film che sarà proiettato  è proprio “Slow food story”, il racconto della nascita e della diffusione di quello che più che una associazione è diventato nel tempo e nel mondo un vero e proprio movimento. 
Una presenza importante a una manifestazione importante di un personaggio importante, tanto da far sì che l’amministrazione comunale ne approfittasse per vivere insieme con lui un momento di notorietà conferendogli la cittadinanza onoraria.
 Ma tutto passa in secondo piano quando alle belle parole seguono i fatti: e quelli Carlo Petrini li racconterà dal vivo a chi martedì sarà presente alla manifestazione che si terrà al “Cecilia” e avrà il piacere di ascoltarlo.
Angelomauro Calza

POTENZA - Parafrasando  il grande Nino Manfredi in una pubblicità degli anni che furono, “mangiare è un piacere: se non è buono che piacere è?” e di sicuro , in un mondo sempre più “smart” e sempre più “fast” si gusta sempre meno, si bada sempre meno all’essenza del cibo. 

Deve aver visto giusto, forse utilizzando una sfera di cristallo, quasi 25 anni fa Carlo “Carlin” Petrini, quando ideò e diede vita all’associazione “Slow food”: intuì alla fine degli anni ’80 quanto importante fosse non sperperare l’immenso patrimonio enogastronomico rappresentato in primis dal piacere di stare a tavola, di gustare, di assaporare e quindi dalla salvaguardia della genuinità dei prodotti, mettendo al bando gli Ogm che già iniziavano ad affacciarsi al mondo come “possibilità” e a stuzzicare le menti di scienziati senza scrupoli.

Ora “Slow food” è internazionale, e in tutto il mondo Petrini è il simbolo indiscusso di chi si fa promotore e attore (e fa proseliti) di una elevata qualità della vita, diversa da quella imposta dai canoni e dai signori della globalizzazione, che di certo – a differenza di “Slow food” – non guardano alla salvaguardia dell’ambiente e alla buona salute delle persone che per loro altro non sono che dei “consumatori” da spremere.

E’ stato indicato come una delle 50 persone che potrebbero salvare il mondo Carlo Petrini, proprio per questo suo essere “per” prima ancora che per il suo essere “contro”: “per” la genuinità, la salute, il buon e ben mangiare con pacatezza. “Contro” gli Ogm e ogni cosa venga imposta dalla globalizzazione ad alta velocità in netta antitesi con il suo credo. 

Queste cose di lui, del suo essere, le ha ben spiegate il fiduciario “Slow food” di Potenza, Caterina Salvia, durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento “Cinemadivino Basilicata”, quando ha preso la parola per annunciare e spiegare la presenza a Tito il prossimo 6 agosto proprio di Carlo Petrini, che interverrà all’inaugurazione della rassegna cinematografica lucana organizzata da Raimondo Faraone Mennella di “Vìcentro enologico”di Tito, dove il primo film che sarà proiettato  è proprio “Slow food story”, il racconto della nascita e della diffusione di quello che più che una associazione è diventato nel tempo e nel mondo un vero e proprio movimento. Una presenza importante a una manifestazione importante di un personaggio importante, tanto da far sì che l’amministrazione comunale ne approfittasse per vivere insieme con lui un momento di notorietà conferendogli la cittadinanza onoraria. 

Ma tutto passa in secondo piano quando alle belle parole seguono i fatti: e quelli Carlo Petrini li racconterà dal vivo a chi martedì sarà presente alla manifestazione che si terrà al “Cecilia” e avrà il piacere di ascoltarlo.

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