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Matera 2019, Ariane Bieou: «Data precedenza ad artisti lucani rispetto a quelli internazionali»

Basilicata
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Ariane Bieou, manager culturale della Fondazione
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MATERA – «La festa del meno uno è stata l’occasione per lavorare in squadra. Io sono molto fiduciosa sia per la risposta dei materani sia per la prova di coordinamento che abbiamo dato. Per giugno saremo pronti con il programma, stiamo pensando agli artisti e a contrattualizzarli».
Ariane Bieou da poco meno di un anno è il manager culturale di Matera 2019, sta curando il processo di realizzazione degli eventi, sta entrando nel cuore del dossier ma, come spiega al “Quotidiano”, senza particolari ansie perchè «i freni, le difficoltà, i contrasti fanno parte dei processi articolati di una capitale europea della cultura. Non succedono solo a Matera».
Come giudica l’appuntamento del “meno uno” e l’attenzione e la partecipazione che c’è stata?
«Ho avuto la fortuna nel 2013 di seguire i progetti a Marsiglia di Grossetete, c’è un lavoro di fondo rispetto alla necessità di partecipazione. In questo senso Matera mi ha stupito tantissimo, gente numerosa, compatta, regolare per l’intera giornata».
C’è qualcosa che poteva andare meglio?
«Magari se non cadeva qualche goccia di pioggia..»
Ritiene che l’evento abbia raggiunto l’obiettivo che vi eravate posti?
«C’erano due livelli di aspettative, da un lato la riuscita dell’evento, la sua partecipazione e dall’altro la collaborazione tra le diverse parti, un lavoro di coordinamento che sarà molto importante in vista del 2019 quando vi potranno essere anche nello stesso giorno più eventi di questo tipo e bisognerà essere pronti e coordinati. Abbiamo lavorato per fare squadra, mettere in piedi un tavolo di coordinamento, lavorare insieme».
Lei è arrivata da circa un anno pensava di fare esattamente quello che ha fatto o qualcosa di più o di meno?
«Pensavo di fare le cose in maniera diversa almeno nel loro ordine. Mi sono ritrovata invece a dover lanciare i progetti locali mentre pensavo di poter partire dagli artisti internazionali. Ma subito è stato interessante il lavoro con la scena creativa lucana e mi sono accorta che bisognava partire da qui per poter andare a cercare gli artisti in Europa e ne avremo diversi affermati ed emergenti».
Non l’hanno riguardata direttamente ma probabilmente le difficoltà, i contrasti, i rallentamenti hanno condizionato anche il suo lavoro. Fino a che punto?
«Io credo che queste situazioni fanno parte dei processi di una Capitale europea della cultura, si agisce a vario livello e c’è un cambiamento di queste realtà cittadine in pochi anni. Situazioni diverse che frenano le decisioni».
Nella sua esperienza li aveva già vissuti? Per esempio nel suo contributo a Marsiglia 2013?
«A Marsiglia non avevo un compito diretto ma ho lavorato per un progetto compreso nell’evento, credo comunque che parte di questi ostacoli ci siano stati anche lì. Credo siano legati alla complessità di un progetto che deve durare un anno intero. Non possono esserci solo progetti locali o internazionali attorno alla partecipazione ma una complessità di cose ed un coordinamento. Ogni città deve avere delle caratteristiche di Capitale su misura che la colleghino all’Europa».
Come si trova a vivere a Matera?
«Per me è stato un cambiamento ma mi sono trovata subito a mio agio. La dimensione della città è molto umana e sono stata da subito a contatto con le persone. Poi la qualità della vita è unica».
Una caratteristica che la colpisce particolarmente?
«Il silenzio che si abbina ai ritmi frenetici che dobbiamo tenere sono due dimensioni diverse. Uniche».
La cucina invece l’ha colpita?
«Conoscevo già la cucina italiana ma qui ne ho riscoperto una completamente diversa, amo in particolare i ceci neri».
Le piace passeggiare nei Sassi?
«Di Matera si sentono i millenni di umanità, una vibrazione unica anche per chi come me ha girato molto. Non riesco poi a staccarmi dagli scorci che si vedono nei Sassi, si può da qualsiasi punto intravederne la bellezza».
Quali sono le prossime scadenze che Matera 2019 ha davanti adesso?
«Puntiamo alla chiusura del programma, l’altra metà sostanzialmente. Alcuni progetti sono già in produzione, mentre altri sono ancora da decidere ma saremo pronti per giugno e la presentazione. Poi nel 2019 ci potrà anche essere qualche evento extra ma il programma dovrà essere pronto. Il 19 di ogni mese ci saranno poi una serie di eventi di avvicinamento».
Gli artisti ci sono già. Li avete già scelti. Si può averne qualche dettaglio.
«Non ancora perchè siamo in fase di definizione e di contrattualizzazione che sono sempre fasi molto delicate. Penso però che entro un mese sarà tutto più chiaro».
Ha un messaggio da dare in questo momento ai materani?
«Credo che noi ci dobbiamo rimboccare le maniche sapendo che sarà una lunga corsa e non bisognerà solo saper correre veloci ma anche sulla distanza. Ai materani invece e ai lucani dico che saranno chiamati a partecipare per fare in modo che siano protagonisti non solo i progetti ma i cittadini. Poi mi auguro che ci siano sempre meno polemiche e più divertimento e disponibilità».

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