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L'Unibas resta sesta tra i piccoli atenei: luci e ombre secondo il Censis

Basilicata
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Didascalia Foto: 
La sede dell'Unibas a Macchia Romana (Potenza)
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POTENZA - L’Università della Basilicata si conferma al sesto posto nella classifica dei 10 piccoli atenei italiani, quelli con meno di 10mila iscritti.
E’ quanto emerge dall’ultima indagine del Censis, che ha dato i voti alle università prendendo in considerazione  strutture disponibili, servizi erogati, livello di  internazionalizzazione e capacità di comunicazione 2.0 (QUI I DATI DELL'ANNO SCORSO).
Anche nell’anno accademico 2016/17  sono cresciute le immatricolazioni alle università italiane, che  hanno fatto registrare un aumento del 5,2% rispetto all’anno  precedente. Bologna si conferma al vertice della classifica dei  migliori mega atenei statali (quelli con più di 40mila  iscritti), Perugia dei grandi atenei, Siena dei medi e Camerino  dei piccoli atenei.

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La classifica dei Politecnici resta stabile, con Milano  sempre in testa, seguito da Venezia, Torino e Bari.   Per quanto riguarda gli atenei non statali al comando dei  grandi c'è la Bocconi di Milano, mentre la Luiss di Roma guida  la classifica delle università medie e Bolzano quella delle  piccole.
Delusa dalla graduatoria il rettore dell’Ateneo lucano la rettrice Aurelia Sole, a cui non è bastato evidentemente il terzo posto nella classifica per borse di studio, mensa e alloggi per gli studenti.
Intervistata dalla Tgr Sole ha evidenziato i suoi dubbi sul punteggio diminuito rispetto all’anno precedente per i posti a disposizioni in biblioteche e laboratori, nonostante l’apertura di una nuova biblioteca.
Censis mette l’Unibas all’ultimo posto per dotazione di strumenti informatici, in particolare tesi e libretti informatici.
Quanto alla didattica ai vertici delle graduatorie nazionali le lauree triennali in ingegneria e quelle magistrali in architettura e ingegneria edile. Male, invece, agraria, veterinaria e i corsi di studio umanistici.
Di «un risultato poco soddisfacente» ha parlato il consigliere regionale Michele Napoli (Ncd), per cui «occorre migliorare perché il nostro Ateneo può fare di più, molto di più».
«La classifica - ha spiegato Napoli - oltre a dividere le università tra statali e non, le raggruppa in categorie omogenee per dimensione, prendendo in considerazione il numero degli iscritti annui ed è il risultato di un’articolata analisi del sistema universitario italiano sulla base di parametri quali le strutture disponibili, i servizi erogati, la capacità di comunicazione 2.0 e il livello di internazionalizzazione».
«La valutazione di quest’ultimo parametro acquista oggi un peso sempre più consistente - ha aggiunto il vice presidente del Consiglio regionale della Basilicata - perché nell’ultimo anno accademico più di 44 mila studenti universitari italiani hanno praticato la mobilità, studiando presso un ateneo estero, grazie all’Erasmus e ai programmi di cooperazione internazionale dei singoli atenei».
«Dall’esame dei singoli indicatori utilizzati dal Censis - ha proseguito Napoli - emerge come accanto ad ottime performance dell’Unibas in tema di borse di studio, occorre migliorare sul fronte della dotazione dei servizi in favore degli studenti ed accrescere la dimensione internazionale dell’Unibas, temi cui sono  funzionali le nostre proposte di istituire corsi di studio in lingua inglese e di stipulare accordi con altri atenei italiani e stranieri per istituire le lauree a doppio titolo».

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