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Teatro a Matera, tornano i venerdì al Centro Arti Integrate: sul palco Ernesto Orrico è Joe Zangara

Basilicata
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Didascalia Foto: 
Da sinistra Massimo Garritano ed Ernesto Orrico ne "La mia idea. Memoria di Joe Zangara" (ph. Maria Furfaro)
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MATERA - Ritornano i Venerdì allo IAC. La nuova stagione del Centro Arti Integrate (via Casalnuovo 154) inizia con Ernesto Orrico, attore reduce dal successo del “Va, Pensiero”, spettacolo del Teatro delle Albe: l'attore cosentino porta sul palco "La mia idea. Memoria di Joe Zangara", le cui ultime repliche sono state proposte al festival di New York InScena (a maggio e poi ad ottobre per la Fall Edition).
Il lavoro, scritto e interpretato da Ernesto, parla di Joe Zangara.
Ma chi è Giuseppe “Joe” Zangara? Un emigrante insoddisfatto della sua vita, un freddo assassino, un anarchico un po’ naif, un insolito comunista, un lucido protagonista del suo tempo o un uomo solo e disperato? 
Il testo presentato nello spettacolo “La mia idea” prende liberamente spunto dal memoriale che lo stesso Zangara scrive pochi giorni prima di essere giustiziato nel penitenziario di Raiford in Florida. Un racconto in prima persona della vita del piccolo emigrante calabrese che, attentando alla vita del presidente degli Stati Uniti Franklyn Delano Roosevelt, avrebbe potuto modificare il corso della storia. 
Il suo “delitto contro lo Stato” viene punito con un “delitto di Stato”, a 33 anni muore fulminato sulla sedia elettrica, il 20 marzo del 1933. La lingua del personaggio-Zangara è un italiano imbastardito dal dialetto reggino e ibridato da numerosi intercalari in inglese-americano, una costruzione linguistica che cerca una verità teatrale non necessariamente sovrapponibile alla verità del personaggio storico. Non c’è il tentativo di una ricostruzione filologica della personalità di Zangara, piuttosto, attraverso l’intreccio tra voce monologante e le sonorità degli strumenti a corda, si esercita la possibilità di animare la (auto)biografia sentimentale di un condannato a morte. La vicenda narrata è emblema e pretesto per far emergere le storie di una umanità dolente accomunata dall’emigrazione, le storie di uomini e donne senza nome che non hanno raggiunto il ‘sogno americano’, e che nel tentativo di raggiungerlo si sono scontrati con ostacoli insormontabili, con difficoltà che li hanno condotti verso esiti tragici.
La piece è di e con Ernesto Orrico con collaborazione artistica di Emilia Brandi e realizzazione scenica dello stesso Orrico e Antonio Giocondo (che firma anche luci e audio). 
Ingresso: 6 €; prenotazione consigliata (info 334 3558556 - info@centroiac.com).

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