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Nuovi scenari: Cannizzaro, Notaristefani
e lo storico gruppo dei potentini

Basilicata

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LA sensazione è che il possibile interesse - per la verità da stimolare un po’ - di Michele Cannizzaro per il Potenza possa rappresentare un vero e proprio punto di partenza per il futuro.
La coerenza del dottore calabrese, potentino di adozione, l’abbiamo potuta apprezzare riascoltando una sua intervista rilasciata a Pino Marceddu, datata 1999. In quella circostanza Cannizzaro parlava di stadio, di progetto a medio o lungo termine, di una società composta da una decina di persone che non hanno finalità di guadagno, di settore giovanile, di importanza strategica del ruolo del capoluogo.
A distanza di tanti anni le idee sono le stesse e combaciano con quanto è nelle intenzioni di chi si vorrà prendere a cuore le sorti del club, sia esso il patron Notaristefani, o qualche altro gruppo imprenditoriale.
Cannizzaro ci ha confermato che è disposto a sedersi a un tavolo di trattativa, che il suo non è un interesse immediato, ma può essere coltivato il desiderio di dare una mano purchè le premesse siano quelle elencate, che non ci sono preclusioni per nessuno.
Il nome di Cannizzaro, certamente, era tra quelli che potevano essere coinvolti anche prima, ma il medico calabrese ha affermato di non avere avuto contatti con nessuno.
«Solo con Mimmo Giacomarro con il quale è scattata un’empatia immediata. Lui è siciliano, io calabrese, ci siamo intesi subito, ma voglio precisare che il contatto che ho avuto con lui è stato esclusivamente di natura professionale, per via di qualche acciacco fisico di alcuni calciatori».
Giacomarro. Ottimo primo punto di contatto perchè fin dal primo giorno di insediamento del tecnico sulla panchina lucana è apparsa evidente a tutti la “trasformazione” dell’allentore in un manager stile inglese, che lancia un occhio al lavoro del campo e un altro alla società. Poi, le ultime dichiarazioni, sabato prima della sfida con il San Severo, sgombrano il campo da tutte le nubi: «Devono entrare in società i potentini, perchè questa società è della città. Chiunque ha voglia di fare calcio e pensare a un progetto che rilanci il Potenza in categorie che gli spettano deve però confrontarsi con Notaristefani». E’ stato il senso delle parole spese dal mister e in coro con lui dal ds Chiaradia.
Cannizzaro, più Giacomarro e i potentini (con i quali lui ha già lavorato e con i quali intesse ancora oggi ottimi rapporti, ndr), più Notarisfetani: non è che si sta iniziando a tracciare una nuova scia da seguire?

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