Salta al contenuto principale

Potenza all’assalto
Con il Bisceglie si gioca la finale dei playoff

Basilicata

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
3 minuti 56 secondi

E’ un dentro o fuori, la prima partita che potrebbe non avere un domani. Meglio a questo punto ricordare da dove si è partiti. Perché l’identità costruita in dieci mesi di lavoro è un patrimonio preziosissimo per questo Potenza.
«Quando l’estate scorsa ha preso il via questa avventura pensavamo di ridere e scherzare - svela Giacomarro -, non sentivamo alcuna pressione. Ci siamo invece ritrovati a giocarci il campionato fino alla fine. Con il senno di poi, avrei fatto spendere alla società qualche euro in più in estate per puntare dritto alla vetta. Ma con le risorse a disposizione abbiamo fatto il massimo». Ragionamento che non è un punto d’arrivo ma di partenza, al contrario di quello che può sembrare. «Vogliamo andare più avanti possibile in questi playoff - continua il tecnico siciliano - per tentare di rifarci della promozione diretta che ci è sfuggita per poco. Il grande rimpianto è non essere riusciti a difendere il secondo posto, ma quella partita a Taranto abbiamo tutti una gran voglia di andare a rigiocarcela». Eccolo il tema che rischia di far passare in secondo piano (e sarebbe un grave errore) il Bisceglie. Il Potenza ha a disposizione due risultati su tre se vuole staccare il biglietto per lo Iacovone. Ma i nerazzurri saranno tutt’altro che uno sparring partner. «E’ l’avversaria più difficile che ci poteva capitare. Insieme al Brindisi è la squadra che a inizio stagione avevo individuato come al favorita per vincere il campionato. Ha un organico di qualità in tutti i reparti, giocatori capaci di sbloccare in qualsiasi momento la partita su palla ferma e grande fisicità nei duelli individuali». Innegabilmente, però, la formula dei playoff penalizza chi ha già giocato a pochi giorni di distanza. Il Bisceglie domenica ha avuto bisogno dei tempi supplementari per avere la meglio sul Brindisi. «I tempi di recupero in questi casi rappresentano un’incognita - spiega Giacomarro - ed è la situazione che ci auguriamo di vivere anche noi dopo questa partita, nella speranza di dover giocare ancora dopo quattro giorni. Continuo però a pensare che a questo punto della stagione è la testa a fare la differenza. Ho ricordato ai miei ragazzi che in Inghilterra i loro colleghi giocano 60 partite all’anno e corrono sempre come matti, nonostante bevono anche qualche birra di troppo. In Italia abbiamo a disposizione i migliori preparatori atletici, ma pensiamo a due gare ravvicinate come a una tragedia. Siamo a maggio ed è la testa a spostare gli equilibri, non altro».
QUESTIONE DI TESTA E nella testa dei suoi Giacomarro ha provato a inculcare un pensiero fisso. «Concentrazione e intensità. Perché a questo punto quello che dobbiamo fare tatticamente lo sappiamo bene. Anche per una questione di modulo, non possiamo andare a prendere alto il Bisceglie per non esporci alle loro ripartenze che sarebbero pericolosissime». Dell’assenza di Palumbo si è detto già troppo e ieri, in conferenza stampa, si è preferito non toccare l’argomento. Anche per rispetto a chi scenderà in campo e proverà a regalare una bella soddisfazione ai tanti tifosi comunque attesi al Viviani, nonostante l’orario lavorativo.
IL BISCEGLIE De Luca ritrova al centro della difesa Anaclerio, dopo un turno di squalifica. Al fianco dell’ex barese è aperto un ballottaggio tra Lanzolla e Gambuzza. In mezzo al campo mancherà Lanzillotta, con la regia affidata a un giocatore del peso specifico di Mirko Guadalupi. «Un centrocampista di categoria superiore», ammette Giacomarro che non esita a dichiararsi un suo convinto ammiratore. Il giovane allenatore pugliese ha cambiato più volte modulo nel corso della stagione, collaudando anche la difesa a tre nelle ultime uscite della regular season. La sensazione, in ogni caso, è che al Viviani il Bisceglie dovrebbe presentarsi con la più collaudata difesa a quattro. Resta il dubbio sull’assetto: al 4-2-3-1 con cui ha affrontato il Potenza nei due match di campionato questa volta De Luca potrebbe preferire un più quadrato 4-4-2. Sulle corsie esterne verrebbero schierati comunque giocatori dalle spiccate propensioni offensive come Khalil e Logrieco. In avanti la coppia Zotti - Lacarra, con Patierno destinato a partire dalla panchina.
LA FORMULA Si gioca in gara secca. In caso di pareggio al 90’ saranno disputati due tempi supplementari da 15’ ciascuno. Se il risultato di parità non dovesse sbloccarsi, non sono previsti i calci di rigore ma passerà il turno il Potenza in quanto squadra meglio piazzata in campionato.

Twitter @pietroscogna

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?