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Il "contentino" di Lotito al Matera
e l’onestà del Melfi: «Non lo fanno»

Basilicata

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POTENZA - Il mondo del calcio si interroga sulle parole dell’ex direttore generale del Potenza sport club, Vittorio Galigani (non indagato per la vicenda), intercettato al telefono col direttore sportivo del L’Aquila (ora in carcere). Le accuse al patron della Lazio e le insinuazioni sul “contentino” al Matera di Columella, blandito l’arrivo degli azzurrini nel “suo” XXI Settembre. Intanto nel mirino dei pm di Catanzaro finiscono anche Salernitana e Benevento: proprio le due formazioni che hanno spento il sogno biancazzurro della promozione diretta in B.
Ci sono altre 5 partite sotto esame, una decina tra calciatori e dirigenti, e almeno tre nuove squadre, tra cui i granata di Claudio Lotito nel nuovo filone dell’operazione “dirty soccer”.
Le perquisizioni «mirate» condotte durante il blitz nei confronti dei fermati hanno infatti messo nelle mani dei poliziotti decine di smartphone e tablet che, ad una prima verifica, avrebbero fornito conferme alle tesi della procura: quel «livello superiore» che secondo gli inquirenti sarebbe stato il vero obiettivo dell’associazione che aveva messo le mani sulla Lega Pro.
Le conversazioni su whatsApp, in particolare, sarebbero piene di indicazioni relative a partite combinate su cui giocare. Ma gli uomini della squadra mobile di Catanzaro e dello Sco avrebbero trovato anche dei pizzini contenenti le quote delle partite, i nomi di alcune squadre e le modalità con cui gli indagati effettuavano le scommesse per evitare di concentrare somme troppe elevate sulle singole partite.
Con tanto di avvertenze per l’uso, del tipo: «se ci beccano ci arrestano». E così è stato.
Le prossime settimane saranno cruciali per quella parte dell’inchiesta che si sviluppa attorno alle partite - almeno cinque - che sono emerse nelle intercettazioni ma che gli inquirenti hanno tenuto fuori in cerca di riscontri come quelli che in effetti sarebbero saltati fuori dalle perquisizioni. Delle gare infatti avevano parlato alcuni degli indagati, dicendo di aver avuto notizie da soggetti terzi sulla possibilità di scommettere sugli incontri perché combinati.
Si tratterebbe di almeno una decina di soggetti, tra cui calciatori e dirigenti, alcuni dei quali in contatto con i fermati. E tre squadre: la Salernitana appunto ma anche il Benevento e l’Ascoli. Entrambe in Lega Pro: la prima nel girone C, dove si è piazzata alle spalle dei granata davanti al Matera; la seconda nel girone B. Ed entrambe sconfitte di recente nei play off per la serie B.
Nelle intercettazioni sul giro di calcioscommesse truccato scoperto dagli agenti della mobile di Catanzaro si parla di risultati inaspettati, partite truccate e da combinare. Ma anche del sistema calcio nel suo complesso, in cui secondo Galigani tutto dipenderebbe dal patron di Lazio e Salernitana. Grazie al consenso raccolto in vari modi proprio tra le squadre di Lega Pro. Incluso il Matera («eh! poi dopo dopo il tuo amico di Matera ... gli ha dato il contentino ... per prendere i voti, gli fà andare la nazionale under21 lì»). Quel Claudio Lotito, che ha respinto subito con forza ogni insinuazione, negando di sapere persino chi sia Vittorio Galigani.
E l’altra squadra lucana di Lega Pro? Del Melfi parla lo stesso manager abruzzese già intercettato con l’ex dg rossoblu, al telefono col magazziniere del Santarcangelo di Romagna (anche lui agli arresti). Ma non riesce a nascondere la sua diffidenza, condita a delusione, sulle voci circolate alla vigilia della partita in casa col Barletta. «Una frega di chiacchiere», taglia corto. «Il Melfi non lo fanno».
I due scommettitori a caccia di colpi sicuri hanno dovuto ripiegare lontano dal Valerio.

l.amato@luedi.it

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