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E' una settimana decisiva
per il futuro del Potenza

Basilicata

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L’ultima cosa che vorremmo augurarci è che Maurizio Notaristefani faccia ostruzionismo rispetto a quanto, di qui ai prossimi giorni, possa muoversi su Potenza.
Inutile prendersi in giro: un’idea c’è. Per quanto ancora nella fase embrionale, ma c’è. Per di più legata allo spirito di iniziativa di Luciano Genovese, Tuccio per gli amici, che merita il massimo rispetto e la massima considerazione.
Scrivevamo ieri su queste colonne che Tuccio non potrà mai andare da nessuna parte da solo. Che se pure si è mosso è perchè sa di poter acquisire consensi in tempi rapidi.
Vorremmo sforzarci di pensare che Notaristefani, avendo ormai deciso di lasciare la piazza, non vada tanto per il sottile e non si faccia troppi scrupoli a interrogarsi su chi potrà dare un futuro al calcio a Potenza quando nelle sue mani scelte strategiche per il futuro non ce ne sono.
O, almeno, questa è la sensazione che trapela considerando a mente lucida quelle che sono state le verità del presidente svelate al collega Pino Marceddu in un’intervista televisiva.
Ma probabilmente anche questo sta nel gioco delle parti, ferma restante però la considerazione che il tempo inizia a scorrere abbastanza inesorabilmente ed anche quel qualcuno - vedi Tuccio e i suoi amici - che potrebbe avanzare proposte, rischia seriamente di dover fare i conti con sempre meno giorni per potersi organizzare.
Questo, a nostro avviso, Maurizio Notaristefani lo sa benissimo e lo deve evitare, per cui è assolutamente indispensabile che torni a Potenza per fare ulteriore chiarezza. Questa volta in maniera definitiva, quasi un dentro o fuori che possa andare oltre la richiesta di un incontro pubblico fattagli dallo staff tecnico e dirigenziale nella giornata di sabato.
Anche questo passaggio non andrebbe sottovalutato, dal momento che la piazza potentina ha ascoltato la mezza messa, non anche i canti finali. Per cui restiamo favorevolmente impressionati da questa possibilità, pur mettendola in secondo piano rispetto a una vera e propria forzatura che dovrebbe compiere l’amministrazione comunale.
In questa fase l’assessore allo sport Giovanni Salvia è stato decisamente troppo morbido verso Notaristefani.
Adesso è giunta l’ora di non perdere altro tempo e invitare rapidamente il presidente a fare il punto della situazione, agevolando altri percorsi alternativi nel caso in cui lui per primo non avesse le possibilità o non avesse la voglia di andare oltre. Magari provocando persino l’intervento del sindaco De Luca.
Lo spettro che aleggia su tutti i tifosi potentini è proprio quello che il Potenza non sia iscritto al campionato. E per quanto potremmo (si spera) essere smentiti nel più breve tempo possibile, vorremo ricordare che dal giorno 6 luglio e fino alle ore 18 del 10 occorre perfezionare l’iscrizione del club alla D.
Non sarà come in passato. Oggi è tutto telematico, per cui tra password, dati sensibili della società, definizione obbligatoria di un organigramma, firme digitali, si corre il rischio davvero che non bastino i giorni. Per cui chi ha tempo, non aspetti tempo.
E questo è il primo ostacolo burocratico; poi c’è quello di carattere economico, che deve essere risolto concretamente dal presidente, non certo attraverso le parole.
Per quanto Notaristefani possa continuare ad affermare che il Potenza non è esposto a debiti, ci sono in giro carte che ammettono il contrario. Al netto del contributo regionale di 40 mila euro che devono essere ancora erogati, pare che le cifre che il Potenza deve a fornitori e tesserati siano più vicine ai centomila euro che ai cinquanta. A Notaristefani l’obbligo (qualora lo volesse) di dimostrare il contrario.
Ma nell’uno o nell’altro caso, ossia con un’esposizione debitoria elevata o meno, solo attraverso un’opera di transazione si potranno abbattere le cifre. Non crediamo che ora verso Notaristefani ci sia bontà d’animo verso il presidente pugliese che, quindi, sarebbe “costretto” ad amministrare la situazione senza grandi margini di movimento. Quindi partendo già da un conto in rosso.
Consentire ad altri di operare al posto suo potrebbe agevolare la gestione futura, anche sotto questo punto di vista.

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