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A Potenza la presentazione del libro di Fulvio Paglialunga “Un giorno questo calcio sarà tuo. Storie di padri e figli, e di pallone”

Basilicata
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La copertina del libro di Fulvio Paglialunga “Un giorno questo calcio sarà tuo. Storie di padri e figli, e di pallone” (Baldini&Castoldi)
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POTENZA – Fulvio Paglialunga, giornalista e autore Rai, presenta il suo ultimo libro “Un giorno questo calcio sarà tuo. Storie di padri e figli, e di pallone” (Baldini&Castoldi), intervistato da Sergio Ragone. L’evento è organizzato da Ubik Libreria Potenza in collaborazione con Ufficio Stampa Basilicata, Crusco’s Potenza e il Country B&B. 

Saranno presenti: Francesco Cutro, giornalista; Gianluca Caporaso, scrittore; Salvatore Caiata, presidente del Potenza Calcio; Carlos Clay França e Leo Guaita, giocatori del Potenza Calcio. 

L’evento si terrà sabato 20 gennaio presso la sala delle presentazioni della libreria Ubik di Potenza, in via Pretoria 50/52, alle ore 18.30. 

Giocare coincide, nella crescita di un uomo, con l’affinamento delle abilità, della sensibilità, delle emozioni. È insomma rapporto. Come quello che si stabilisce tra padre e figlio. Il calcio diventa allora uno strumento educativo, che trasporta valori da una generazione all’altra, che dà vigore all’efficacia delle regole condivise e alla magia del gioco di squadra, al tifo. È una questione quasi genetica, in fondo: è di padre in figlio che si trasmette la squadra del cuore. È di padre in figlio che si trasmette la passione. Fulvio Paglialunga racconta le storie dei più famosi genitori che hanno lasciato il gioco in eredità ai figli – da Cesare e Paolo Maldini a Bruno e Daniele Conti, da Jacky e Stuart Fatton a Valentino e Sandro Mazzola, da Peter e Kasper Schmeichel a Mazinho e Thiago Alcantara – fino a raccontare cosa sia oggi il pallone in Italia. Perché altre nazioni hanno saputo creare intere comunità intorno al calcio, anche attraverso lo ius soli, mentre l’Italia continua a mettere ostacoli al tesseramento. Perché le Tv possono aiutare e non solo distruggere lo spettacolo. Perché il calcio italiano può risalire solo se torna a essere una cosa di famiglia, un valore. 

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