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Per tutti gli allenatori esonerati
ci vorrebbe una finestra di mercato

Calabria
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ROBERTO SAVERINO

Giornalista pubblicista, scrive per il Quotidiano dal luglio del 1998, occupandosi prettamente di calcio dilettantistico.

C’è una regola che vieta agli allenatori esonerati di andare ad allenare un’altra squadra, nel corso della stessa annata calcistica.
Una regola che reputo inutile, insignificante, priva di una qualsiasi logica.
Questo perché a dicembre, per esempio, chi ha fatto il mercato in una società dilettantistica può decidere di andare altrove e di portare con sé cinque, sei, sette calciatori. E non solo: quest’ultimi possono cambiare squadra tre volte nel corso di una stagione: ad agosto firmano per un club, a settembre ci ripensano, a dicembre magari provano a monetizzare qualcosa altrove, quando gli arriva la classica richiesta irrinunciabile (e anche su questo ci sarebbe molto da dire).
E gli allenatori? Al di là che talvolta qualcuno va ad imbarcarsi verso avventure dall’esito scontato (perché siamo in Calabria e ci si conosce tutti, o quasi), è da dire che capita che un tecnico venga esonerato dopo poche giornate, non per i risultati, quanto per un capriccio di un presidente o per l’arroganza di certi dirigenti che pensano di saperne di calcio e che vogliono imporre qualche elemento in formazione titolare.
A settembre, oppure ad ottobre, un tecnico rimane a riposo forzato, a volte senza colpa.
E’ vero che, contrariamente ai calciatori, ha il “salvagente” rappresentato dal contratto (e quindi dovrà essere pagato fino a maggio), ma per un tecnico che fa sacrifici, che magari vive di questo lavoro, una situazione simile rappresenta un problema. E’ pur sempre un anno perso.
Perché a dicembre, oppure a gennaio, non può allenare un’altra squadra?
Il mercato dovrebbe riguardare anche coloro che allenano. Ovviamente quelli che sono stati esonerati. Non sarebbe male aprire una finestra di mercato, appunto, anche per i tecnici.
Dieci calciatori, un preparatore atletico, un massaggiatore, un consulente di mercato, un direttore sportivo (di quelli chiamati così pur senza possedere alcun titolo) possono cambiare ed affrontare oggi, da avversari, coloro che fino a ieri erano i propri compagni di squadra o la propria società. Un allenatore no. Ti esonerano a settembre, magari dopo aver fatto un pareggio in casa? Il tuo lavoro si getta a mare e stai fermo un anno.
Davvero all’Associazione Allenatori sta bene una cosa del genere?

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