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Si cercano i giovani, spesso, laddove non ce ne sono, mettendo in difficoltà le società di calcio dilettantistico

Calabria
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ROBERTO SAVERINO

Giornalista pubblicista, scrive per il Quotidiano dal luglio del 1998, occupandosi prettamente di calcio dilettantistico.

Ritorno sulla questione relativa all’obbligo di schierare i giovani (4 in Serie D, 3 in Eccellenza e in Promozione) partendo da un dato: domenica scorsa, Juve – Napoli, la gara di cartello della Serie A, dopo 11 minuti (Chiellini ko per infortunio) vedeva in campo 2 soli italiani: Buffon, prossimo al ritorno, da un lato, e Insigne (neanche un minuto in campo nella “maledetta” sfida di ritorno con la Svezia che ci è costato il Mondiale) dall’altro.
Che ci azzecca questo con un blog sui Dilettanti?
E’ presto detto. Il calcio dei “grandi” è sempre più dedito all’acquisto degli stranieri. Le squadre Primavera hanno sempre più elementi di altre nazioni. E dove si cercano i giovani e si impongono gli under? Nelle serie minori!
Con quali risultati? Pessimi. Tanto che non abbiamo più portieri (il ruolo maggiormente penalizzato è questo) e non abbiamo centravanti o centrocampisti centrali (perché pochissimi utilizzano gli under in questi ruoli).
Si pretende che squadre espressioni di paesi di tremila, quattromila o cinquemila abitanti abbiano sette, otto under disponibili per la prima squadra ed anche una formazione Juniores da schierare obbligatoriamente. Ma se è difficile per grossi centri reperire così tanti under, figuriamoci nei paesi dove è già tanto se riesci a fare la squadra, fra difficoltà economiche e sponsor che si allontanano.
Mancano i campi (e sulle amministrazioni comunali ci sarebbe tanto da dire), spesso la Juniores si fa così, tanto per farla. Inevitabilmente (in Serie D la cosa è più evidente) si vanno a prendere i giovani da fuori. Qui da noi, in Eccellenza e in Promozione, a volte devi anche andarli a prendere a casa e pregarli di venire a giocare! Una volta sarebbero stati presi a calci nel sedere!
Sono cambiati i tempi, è vero, ma con l’obbligo e con le imposizioni non si va da alcuna parte.
Si risparmia con i giovani? Mah, non direi. Si genera anche un mercato in tal senso con tanti faccendieri che ci speculano. E comunque non è detto che bisogna solo spendere. Se un club non ha la forza, allestisce una squadra di giovani o di giocatori che non costano parecchio. Se si retrocede, pazienza. Si riparte e si risale.
Ma in un calcio che, ai piani alti, solo a parole dice di voler puntare sui giovani (fatte salve delle eccezioni) si impongono invece degli obblighi laddove non ce ne dovrebbero essere.
L’argomento è comunque vasto. Ci tornerò.

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